Cambiare per rimanere gli stessi

S come Suv, ma anche come la grande S di Suzuki, che troneggia frontale sull’ampia calandra. E Cross come X, naturalmente, a sottolinearne la vocazione tuttoterreno, con richiamo a quella SX4 che inaugurò originariamente la gamma oltre quindici anni fa. La sport utility del brand nipponico ribadisce la propria appartenenza alla nicchia più vivace del segmento Suv, anche in questa nuova generazione della middle class S-Cross Hybrid, con il guadagno, in tutte le sue versioni, della trazione ibrida di medio livello. Aggiornamento più che dovuto, allo scopo di longevizzare un progetto non più freschissimo, considerando la sua realizzazione su una piattaforma del 2014 comune, in casa Suzuki, ad esempio alla Vitara, ma con contenuti tecnici performanti e attualizzati, in grado di esprimere una mobilità eco-friendly a 360 gradi.

 

 

Jap con accento piemontese

Suzuki tanto nella forma quanto nell’anima. Con la S-Cross Hybrid il know-how made in Japan prende forma nell’ultima versione della sua sport utility di classe media, con uno dei cavalli di battaglia alla penetrazione del mercato Suv di segmento B. Discendente da quella SX4 presentata nel 2006, che in Italia ben conosciamo per via della commercializzazione parallela sotto le insegne di Fiat Sedici, aggiornata nel 2014 grazie alla piattaforma che ritroviamo in parte oggi, anche per il facelift della terza generazione Suzuki si è affidata al proprio centro stile torinese, proseguendo in quella spiccata fisionomia tra lo sportivo e l’elegante che incontra gran parte del consenso e del gusto europeo. Con un passo di 2,6 metri e lunghezza totale di 4,3 (larga 1,78 e alta 1,58 metri), la S-Cross Hybrid presenta una scocca compatta ma dall’abitabilità adeguata a cinque occupanti, senza sacrificare volumetrie interne e capacità di carico. La fisionomia non si discosta da quella della versione precedente, rinfrescata nelle forme e rinvigorita da contenuti imprescindibili per una vettura di questo livello, tra cui i fari full led, davanti e dietro. Sull’ampia griglia frontale spicca inequivocabile il logo del costruttore, incorniciando i particolari di mascherine e gruppi ottici con modanature cromate, che ne potenziano l’aspetto dinamico. I passaruota squadrati alloggiano ruote non esuberanti, con pneumatici fino ai 17 pollici, mentre l’altezza da terra, contenuta in 17,5 cm, pare un equilibrato compromesso tra l’attitudine fuoristradistica e la guidabilità sui percorsi quotidiani. Non dimentichiamo che Suzuki ha una lunga tradizione nella mobilità offroad, beneficiando anche sulla S-Cross della trasmissione integrale permanente con sistema 4x4 Allgrip Select oppure, nelle versioni entry level di gamma, della sola trazione anteriore, che ne penalizza la motricità sui fondi naturali mantenendo però intatto l’appeal di questo modello. Il tetto panoramico di ben 1 metro di lunghezza, apribile alternativamente sia nella porzione anteriore che in quella posteriore, dona grande ariosità a un abitacolo già generosamente illuminato da un’ampia superficie vetrata.

Finiture dal piglio sportiveggiante, con rivestimenti sedili misto pelle/tessuto, sottolineano il carattere offroad della S-Cross. Dal grande display centrale da 9” sono monitorabili tutte le funzioni di bordo, compresa l’interazione tra le due propulsioni, oltre alla gestione di connettività, intrattenimento e navigazione. Attraverso il selettore posto sul tunnel centrale è invece programmabile il livello di risposta offerta dalla trazione integrale 4x4 Allgrip Select, su quattro modalità adeguate ad altrettante condizioni stradali: Auto, Sport, Snow e Lock. La seduta offerta dal divano posteriore permette due gradi di inclinazione dello schienale, abbattibile anche separatamente per ampliare la capienza del vano bagagli da 430 a 665 litri. Nel bagagliaio troviamo l’ormai consueto kit di riparazione d’emergenza, ma Suzuki prevede anche l’alloggio di un provvidenziale ruotino temporaneo, ottenibile su richiesta del cliente.

 

Solo ibrida, solo benzina

Nella transizione tra la mobilità endotermica e quella elettrica, il passaggio intermedio tecnicamente più logico non può che essere l’ibrido. Ed è proprio il concetto alla base della nuova generazione di S-Cross, dotata di un mild-ibrid che ne attualizza la mobilità senza estremismi, né da un lato né dall’altro. Così la trazione primaria viene affidata alla moderna unità Boosterjet quattro cilindri a benzina di 1.373 cc, compatta e interamente in alluminio, 129 CV di potenza massima e poco meno di 24 kgm di coppia tra i 2.000 e i 3.000 giri/min, alimentata a iniezione diretta e turbocompressore a bassa inerzia, distribuzione a 16 valvole con fasatura variabile dell’aspirazione ed elevato rapporto di compressione, in grado di ottimizzare in ogni condizione l’efficienza e la richiesta di combustibile, permettendo una percorrenza media tra i 18,9 e i 15,4 km/litro, secondo le versioni. L’ibridazione di medio livello non si discosta dalle soluzioni adottate, in genere, per questa categoria di vetture. Ovvero un’unità elettrica sincrona a magneti permanenti, che funge da alternatore con funzione di ricarica, da avviamento e da erogatore di coppia, viene collegata tramite cinghia alla trasmissione, intervenendo con aggiuntivi 10 kW massimi (13,6 CV) e 53 Nm di coppia in ausilio al motore. In questo caso, però, la tensione sale a 48 Volt (contro i 12V generalmente presenti sulle concorrenti) permettendo uno spunto maggiore con un sensibile aiuto nell’erogazione di coppia motrice. Una trasmissione manuale e una automatica, entrambe a sei rapporti, gestiscono la demoltiplicazione, mentre la trazione integrale permanente 4x4 Allgrip Select, se presente, ripartisce automaticamente la coppia sull’assale posteriore al primo cenno di slittamento, secondo una risposta diversificata in base a uno dei quattro programmi impostati dal conducente,

L’adeguato smorzamento delle oscillazioni, tanto su strada che sui percorsi accidentati, è affidato a un classico schema di sospensioni miste, con ruote indipendenti a un trapezio davanti, assale di torsione dietro, sebbene la taratura più decisa di molle e ammortizzatori ne decretino un assetto maggiormente pensato per la guida su asfalto, esente da rollio malgrado i quasi 1.400 kg di massa della versione a trazione integrale, 100 kg più pesante della versione 2WD.

Tra le caratteristiche evidenziate dal costruttore, italianizzando il complesso di dispositivi dediti all’assistenza attiva alla guida, sulla S-Cross troviamo il Guidadritto (LDW – Lane Depature Warning e LDP – Lane Departure Prevention) ovvero il mantenimento della corsia, il Restasveglio (WA – Weaving Alert) monitoraggio dell’attenzione del guidatore, l’Occhioallimite (TSR – Trafic Sign Recognition) con riconoscimento della segnaletica stradale… e così via fino al Nontiabbaglio, al Vaipure e al Partifacile per le ripartenze in salita. Il sofisticato sistema ADAS è gestito da sensori e quattro telecamere, in grado di offrire una visione completamente circolare attorno alla vettura, con visualizzazione sul display centrale per monitorare gli angoli morti durante le manovre in spazi angusti, tanto nei parcheggi urbani quanto nei più delicati passaggi in fuoristrada. Dotata su tutte le versioni di ruote con cerchi in lega e pneumatici da 215/55 R17, l’unica variante omologata possibile, riportata a libretto, sono degli equivalenti 215/60, possibili su cerchi in lega oppure più classici in acciaio da 16 pollici, pensati per gli impieghi maggiormente offroad, dove anche la S-Cross può esprimere tutto il Dna fuoristradistico di Suzuki.

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