La micra Transalpina
La sesta generazione della Micra è stata progettata in Gran Bretagna e realizzata in Francia, nelle stesse linee produttive della Renault 5 E-Tech, di cui condivide motorizzazione elettrica e caratteristiche tecniche

Hev, Mhev, Phev. Ormai l’abbiamo imparato tutti, sono questi i ben conosciuti acronimi dei vari sistemi motoristici di coadiuvazione con alimentazione elettrico/ibrida. Ovvero, rispettivamente, Hybrid Electric Vehicle, Mild Hybrid e Plug-In Hybrid. Soluzioni tutte presenti sull’ultima generazione della Kia Sportage, differenziata proprio per offrire una scelta maggiormente efficiente ed ecocompatibile adatta alle più ampie necessità di mobilità. Sia stradale che off-road. E se non bastassero i tre livelli di ibridazione, per il mercato italiano è stata predisposta anche una versione a doppio combustibile benzina/Gpl.
Versioni ibride per tutti, ma volendo anche senza. Ovvero come garantire ampia funzionalità attraverso soluzioni condivise e incrementate dai sistemi mild, full e ibrido ricaricabile plug-in, affiancate da un’esclusiva alimentazione a Gpl specifica per il mercato italiano. Due le opzioni motoristiche presenti, un quattro cilindri a benzina turbocompresso T-DGi di 1,6 litri di cilindrata, unità moderna ed efficiente, dotata di controllo di sollevamento valvole Cvvd (Continuous Variable Valve Duration), oppure un turbodiesel CRDi, anch’esso di 1,6 litri di cilindrata, ad alimentazione con iniezione diretta Common Rail.
Quest’ultimo, da 136 CV di potenza a 4.000 giri/min e 28,5 kgm di coppia a partire dai 1.500 giri/min, beneficia di un’ibridazione leggera mild-hybrid, con motore elettrico e pacco batterie agli ioni di litio da 0.437 kWh di capacità e tensione a 45V, tale da integrare la spinta all’occorrenza, in spunto e ripresa, fino alla velocità massima di 180 km/h, con accelerazione 0-100 km/h in circa 11,5 secondi. L’ausilio propulsivo consente percorrenze medie tra i 16,9 e i 20,8 km con un litro di gasolio (in base alla potenza e alla trazione selezionate), con emissioni comprese tra i 127 e i 154 g/km di CO2. Più articolata l’offerta relativa all’affiancamento elettrico del motore a benzina, a partire dal mild-hybrid, che riprende sostanzialmente la medesima configurazione dell’analogo Diesel, a fronte di una potenza di 150 CV, per una velocità massima di 189 km/h e accelerazione 0-100 km/h tra i 9,6 e i 10,3 secondi, con percorrenze medie tra i 15,9 e i 14,8 km/litro ed emissioni di CO2 tra i 143 e i 154 g/km. Salendo di livello troviamo l’ibrido Hev, affiancando la propulsione endotermica a benzina con un motore elettrico da 64,8 CV di potenza e 250Nm di coppia, per portare a 239 CV la potenza complessiva e 28,5 kgm la coppia totale della vettura.
Valori interessanti per un Suv di medio livello, in grado di spingere la Sportage fino alla soglia dei 196 km/h di velocità massima, con accelerazione 0-100 km/h in 7,8 e 8,1 secondi rispettivamente per le versioni a due e quattro ruote motrici. Al vertice della gamma, per prezzo e briosità, si colloca la versione Phev plug-in ricaricabile, di cui non sono ancora note le esatte prestazioni. Dotata di un più generoso pacco batterie, se fosse confermata l’analogia con la precedente versione pre-restyling del 2022, disporrebbe di 13,8 kWh a 360 V di tensione, 91 CV di potenza e 304 Nm di coppia, che incrementerebbero la capacità massima della propulsione in abbinata a 288 CV di potenza a 5.500 giri/min e 35,7 kgm di coppia massima tra i 1.500 e i 4.500 giri/min. In base alle configurazioni, sulla nuova Sportage troviamo trasmissioni con cambio manuale a 6 marce iMT, automatico a 6 rapporti 6AT oppure automatico a 7 rapporti 7DCT e doppia frizione, con priorità selezionabili attraverso una manopola sul tunnel centrale. Specifica per il mercato italiano, sensibile alle alimentazioni alternative gassose, la variante a Gpl da 143 CV di potenza soppianta sulla 1.6 T-GHDi l’elettrificazione Mhev, fornendo una più tradizionale e sostenibile alternativa a gas di petrolio liquefatti.
La comunione di pianali su molteplici vetture trova conferma anche nel caso della Sportage, realizzata sulla piattaforma N3 del gruppo Hyundai/Kia, introdotta nel 2019 sulla rinnovata berlina Hyundai Sonata e presente, ad esempio, su modelli come la sorella maggiore Kia Sorento. Un’architettura flessibile destinata a veicoli di segmento C e D, adatta ad ospitare differenti complessi propulsivi, sia endotermici benzina e Diesel che in abbinata a soluzioni ibride elettrificate, sia con batterie alloggiate in posizione centrale che posteriore, secondo gli ingombri. Comune a queste, troviamo sospensioni a quattro ruote indipendenti, con anteriori tipo McPherson e posteriori multilink, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici, in questo caso gestiti dal sistema a controllo elettronico ECS di risposta alle sollecitazioni stradali, in base alla modalità di guida preferita tra Eco, Comfort e Sport. Completano la dotazione meccanica quattro freni a disco ventilati e uno sterzo con servoassistenza elettrica. Specifica per le motorizzazioni Hev e Phev a benzina, oltre che sulla Turbodiesel, la Sportage si fa in quattro attraverso le versione AWD a trazione integrale con controllo elettronico Terrain Mode, selezionabile tra Snow, Mud o Sand per offrire risposte adeguate secondo la tipologia di fondo stradale. Del tutto nuovi anche gli stilemi dei cerchi in lega d’alluminio, con disegni dall’andamento squadrato e differenziati tra le misure di 17, 18 e 19 pollici, previste secondo i livelli di motorizzazione ed allestimenti, calzanti pneumatici di misure comprese tra i 235/65 R17 e i 235/55 R19.
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