Quarantaquattro anni filati. È questo il divario cronologico che separa la prima Micra dai giorni nostri. Un’epoca che ha visto susseguirsi cinque generazioni della popolare utilitaria nipponica, precedentemente con motori endotermici Diesel e benzina, fino ad arrivare al cambiamento radicale di questa sesta versione. Una rivoluzione introdotta alla fine del 2025 in formato EV, nel mirino dell’ecosostenibilità, progettata per soddisfare le più attuali esigenze di mobilità green soprattutto in ambito urbano e sui brevi e medi spostamenti, decisamente a misura di metropoli europee. E che all’occorrenza può tramutarsi anche in un autentico power bank per applicazioni esterne, grazie allo scambio energetico bidirezionale.

Nissan Micra

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Giapponese con anima europea
Il fregio è quello della Casa del Sol levante, ma sotto se ne cela uno transalpino. Di fatto la nuova Micra è l’alter ego della Renault 5 Tech Electric, progettata presso il Nissan Design Europe - NDE - londinese e realizzata negli stabilimenti Renault Ampere ElectriCity di Douai, nel nord della Francia, le stesse linee di produzione da cui prende vita, appunto, anche la cugina R5. Decisamente accresciuta rispetto quel primo compatto modello dell’ormai lontano 1982, l’attuale versione presenta dimensioni allineate a quelle del segmento B di appartenenza, con una lunghezza di poco inferiore ai 4 metri (3,97 m per la precisione), larghezza di 1,83 metri - specchietti retrovisori esclusi - ed altezza appena 1 millimetro inferiore a 1,5 metri. L’abitabilità adeguata ai cinque occupanti viene assicurata da un passo di 2,54 metri, che assieme a un’architettura compatta del retrotreno e un alloggiamento inferiore del sottile pacco batterie, garantisce inoltre una capacità di carico nel vano bagagli di 326 litri, ampliabile a 1.106 litri reclinando le sedute posteriori. Assente ruota o ruotino di scorta, per non sottrarre spazio prezioso, l’eventuale emergenza del proverbiale chiodo nella gomma viene affidata al kit di riparazione e gonfiaggio.
Assolutamente caratteristico l’impatto estetico, con una calandra dominata dai due gruppi ottici tondeggianti stilizzati, con tecnologia led come i posteriori, logo frontale e sottile presa d’aria inferiore per far “respirare” l’apparato elettronico, raffreddando – o riscaldando – gli accumulatori per una loro migliore efficienza. Cinque porte, linea di cintura alta e maniglie delle portiere posteriori ricavate nel terzo montante, definiscono le fiancate, delimitate dai vistosi passaruota, dimensionati per l’alloggio delle generose ruote da 18 pollici, unica scelta possibile per tutti gli allestimenti, che ne caratterizzano un look muscoloso. Conclude la panoramica esterna la sezione posteriore, i cui stilemi riprendono quelli del frontale, primi fra tutti i fari tondi collegati tra loro da un elemento estetico orizzontale, sormontati da un lunotto inclinato e rastremato al tetto attraverso uno spoiler appena accennato. Aprendo la portiera, due elementi visivi attirano l’attenzione nell’abitacolo: il display TFT frontale al conducente, da 10,1”, configurabile a piacere, sul quale viene riprodotta digitalmente la strumentazione e tutte le informazioni di marcia, oltre al monitor centrale al cruscotto, anch’esso da 10,1”, dove visionare le mappe di navigazione, le funzioni d’infotainment interfacciate con il proprio smartphone, la climatizzazione e le modalità di guida ed autonomia residua. L’integrazione di Google Assistant al sistema consente di gestire numerose funzioni tramite comandi vocali, senza necessità quindi di dover distogliere lo sguardo dalla strada, mentre l’app NissanConnect offre una panoramica sullo stato della vettura anche da remoto, come la posizione in parcheggio, lo stato delle batterie e la programmazione della climatizzazione.
Due potenze, due funzioni
Realizzata attraverso la piattaforma CMF-B, comune alla più recenti berlinette ibride/termiche dell’alleanza franco-nipponica, ribattezzata AmpR Small e opportunamente modificata nella sezione centrale per ospitare sotto al pianale il pacco batterie delle versioni EV, rispetto i modelli precedenti la Micra è orfana dei motori termici, Diesel e benzina, guadagnandone uno elettrico all’insegna dell’ecosostenibilità. Mediante due livelli di elettrificazione, gli allestimenti offerti dispongono di 90 kW (120 CV) o 110 kW (150 CV) di potenza, entrambi a 400 Volt di tensione, con coppia massima rispettivamente di 225 e 245 Nm (22,9 e 25 kgm) subito pronta al primo tocco di acceleratore. Per questa propulsione elettrica è stato preferito dai tecnici dell’alleanza franco-nipponica un rotore sincrono avvolto, al posto di un più consueto motore a magneti permanenti, soluzione dalle prestazioni analoghe che esenta la produzione dalla dipendenza dalle terre rare necessarie per la realizzazione degli elementi magnetici.
Differenziati secondo i due livelli di potenza offerti dalla motorizzazione, gli accumulatori disposti sotto al pianale utilizzano batterie NMC al nichel-manganese-cobalto, con capacità di 40 kWh per la prima e di 52 kWh per la seconda, caratterizzate da maggiore densità energetica e quindi più performanti – ma anche più costose – rispetto alle batterie al litio. Significativa la riduzione dei tempi di ricarica, permettendo un rifornimento dal 15 all’80% in 30 minuti allacciandosi a una colonnina DC da 80 o 100 kW, oppure 3 ore e mezza per recuperare la totalità dell’energia (partendo da un minimo del 10% residuo) da una sorgente a corrente alternata da 11 kW di potenza, 1 ora in più per la versione con le batteria maggiorata.
Il pianale della Micra, così come per la cugina Renault 5, prevede uno schema di sospensione a quattro ruote indipendenti, trazione anteriore, servosterzo elettrico e freni a disco con recupero automatico dell’energia inerziale, che conferiscono apprezzabili doti stradali, comfort sulle lunghe percorrenze e manovrabilità in ambito urbano e nelle fasi di parcheggio, automatizzate tramite l’assistenza dell’Hands Free Parking.
Provvidenziali i dispositivi Adas di ausilio attivo alla guida, gestiti dal ProPilot Assist di Nissan, come cruise contro adattivo, frenata automatica d’emergenza e prevenzione d’uscita dalla corsia di marcia. Di serie è presente anche il sistema e-Pedal, che permette di avanzare e decelerare usando lo stesso pedale, regolando il livello di frenata rigenerativa agendo sulle palette dietro al volante, fino all’arresto completo della vettura senza dover necessariamente intervenire sui freni.
Con una massa complessiva tra i 1.400 e i 1.524 kg, la Micra offre prestazioni equilibrate tra sprint ed autonomia, velocità massima limitata a 150 km/h ed accelerazione 0-100 km/h rispettivamente in 9 e 8 secondi, variando le modalità di risposta secondo quattro livelli impostabili dal conducente: Comfort, Eco, Sport e Personal per programmare a piacere i propri parametri. Significativa l’autonomia dichiarata in ciclo WLPT, con percorrenze massime in modalità Eco di 310 o 408 chilometri, ovviamente ad emissioni zero, secondo i due livelli degli accumulatori.
Una soltanto la dimensione prevista dal sistema ruote, con 18 pollici di calettamento dei cerchi in acciaio o in lega d’alluminio, tutti calzanti pneumatici da 195 mm di larghezza e rapporto di spalla del 55%. Una sempre più crescente richiesta di flessibilità, oltre che di ottimizzazione delle risorse energetiche, trova risposta nella tecnologia V2L (Vehicle to Load), in grado di fungere da accumulatore mobile per alimentare dispositivi esterni quando il veicolo non è in uso, come ad esempio e-bike, laptop e volendo persino un’aspirapolvere, nel caso riusciste a portare l’auto in salotto.
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