È lei la regina delle Ford moderne. Almeno qui in Europa, considerati gli oltre 12 milioni di esemplari venduti in totale lungo la sua lunga carriera. Un modello certamente iconico, che ha preso vita nel 1998 in sostituzione di un’altra celebre Ford, la Escort, e che concluderà il suo ciclo proprio in questo 2025, con l’annuncio della sospensione della produzione globale, in favore, chissà, di un nuovo modello, probabilmente crossover.
L’attuale - ed ultima - versione è rappresentata dal restyling del 2021 della quarta generazione Focus, datata 2018, con la quale Ford presenta il sistema elettrificato Mild Hybrid su tutta la gamma a benzina, oltre alla più grintosa versione ST, in sostituzione della potente RS uscita per sempre dai listini già da tempo a causa di consumi ed emissioni fuori norma.
Una gamma completa
Che sia a 5 porte oppure station wagon (per i mercati esteri esiste anche la tre volumi sedan a 4 porte), la piattaforma costruttiva della Focus resta la medesima, con poche distinzioni meccaniche, tra cui le sospensioni, tra le differenti carrozzerie. Due volumi per la berlina, classica familiare estesa per la Wagon, con una lunghezza complessiva rispettivamente di 4,38 (1 cm in più per la carrozzata ST-Line) e 4,67 metri, larghezza di 1,80 metri, specchietti retrovisori inclusi, altezza di 1,47 (3 cm in più per l’allestimento Vignale, 1 in meno per la ST-Line) e 1,50 metri. Immutato per tutte l’interasse, di 2,7 metri, per contenerne gli sbalzi favorendo stabilità e abitabilità. Sostanzialmente analoga alla precedente, con il restyling del 2021 la Focus guadagna un frontale rinfrescato dai nuovi gruppi ottici, più sottili, con tecnologia full led – davanti e dietro - e fendinebbia integrati, controllati dal sistema adattivo Dynamic Matrix per orientare e calibrare il fascio luminoso in curva o al sopraggiungere di un altro veicolo. L’ampia calandra frontale a nido d’ape, che prosegue nella sezione inferiore, è fiancheggiata dalle vistose prese d’aria laterali, funzionali sulla sportiva ST al raffreddamento delle generose pinze dei freni a disco anteriori, da 330 mm di diametro. Una sola auto con caratteri differenti: la variante Focus Active fa il verso ai Suv, attraverso un aspetto irrobustito di fascioni e particolari accresciuti, come la griglia maggiorata e la posizione di guida rialzata in stile outdoor, mentre minigonne laterali, spoiler e diffusore posteriore sono inclusi nel kit estetico riservato alle sportive versioni ST e ST-Line.
Internamente si trova tutto quello che ci si aspetta da una berlina a formato famiglia. Partendo dal cockpit, dominato da una strumentazione completamente digitale, con schermo Tft frontale e ampio display centrale orizzontale da 13,2” con tecnologia SYNC 4 a riconoscimento vocale, per restare connessi con l’esterno e dal quale accedere a tutte le funzioni di bordo, inclusa la climatizzazione.
Un completo corredo di assistenze attive alla guida Adas sono pilotate da un complesso di radar e telecamera frontale. Questo include funzioni come il Blind Spot Assist 3, in grado di sterzare automaticamente durante un cambio di corsia al sopraggiungere di un veicolo in fase di sorpasso, lo Speed Sign Recognition per monitorare i limiti di velocità, Cruise Control adattivo e assistenza al parcheggio automatizzato Active Park Assist 3. Ai cinque posti complessivi, l’abitacolo include uno spazio nel vano posteriore utile per i bagagli, di 392 litri per la berlina e di 635 litri per la Wagon, con il kit di riparazione ruote fornito di serie, ampliabili rispettivamente a 1.354 e 1.653 litri reclinando la seduta dei 3 passeggeri, rivestito con fodere lavabili, tappeto in gomma e divisorio verticale per una migliore organizzazione del carico. Distrarsi è un attimo, ma grazie al Rear Occupant Alert un allarme avverte tempestivamente in caso di abbandono di bambini o animali occupanti i posti posteriori.
Dalla media al Suv
Prima vettura di Ford ad utilizzare la piattaforma C2, la Focus beneficia di una struttura ideata nel 2018 come base per tutti i modelli di fascia media, comune ad esempio a Mondeo, Maverik e Bronco Sport – ma oltreoceano anche Lincoln Corsair e il suv Nautilus - offrendo un aggiornato connubio tecnologico tra abitabilità, comfort e prestazioni. Il fronte motoristico destinato al mercato europeo garantisce una motricità ibrida a benzina, con il 3 cilindri “mille” turbocompresso della serie EcoBoost, supportato da un sistema mild hybrid da 48 Volt e pacco batterie agli ioni di litio, costituito da un avviamento/generatore Bigs con trasmissione a cinghia, che interviene nelle fasi di maggiore richiesta di spunto. Due livelli di erogazione totalizzano 125 oppure di 155 CV di potenza, in grado di offrire in concerto con la spinta fornita dall’unità elettrica, interconnessa con l’avantreno, maggiore accelerazione e un contenimento delle emissioni complessive. Consumi medi dichiarati rispettivamente tra i 19,6 e i 15,6 km/litro per la prima e 19,2 e i 15,9 km/litro per la seconda (secondo le versioni), con emissioni di CO2 tra i 116 e i 149 g/km, la gestione della coppia motrice beneficia di una trasmissione a cambio manuale a 6 marce, oppure di un’automatica Powershift a doppia frizione con 7 rapporti, che permette una velocità di punta tra i 184 e i 209 km/h, con accelerazione tra gli 8,6 e i 12,5 secondi per raggiungere da fermi i 100 km/h.
Non manca un’alternativa a gasolio, rappresentata dal quattro cilindri EcoBlue da 1,5 litri di cilindrata, alimentazione ad alta pressione Common Rail a 2.000 bar e turbocompressore a geometria variabile e bassa inerzia, capace di 120 CV di potenza, coppia massima di 300 Nm tra 1.750 e 2.250 giri/min e prestazioni velocistiche tra i 191 e i 194 km/h, con accelerazione 0-100 km/h tra i 9,9 e i 10,9 secondi ed emissioni di CO2 tra i 106 e i 139 g/km. La scelta delle trasmissioni su questa motorizzazione si attesta sul classico cambio manuale a 6 marce oppure sul nuovo automatico Ford 8F35 a 8 rapporti. Tre modalità di guida offerte dal sistema Drive Mode, tra Normal, Sport ed Eco, intervengono a modulare la risposta di servosterzo elettronico EPAS (Electronic Power Assisted Steering), pedale dell’acceleratore e cambio automatico se presente, adattandosi allo stile e alle condizioni di guida.
Capitolo a sé merita la Focus ST, alimentata da un 4 cilindri a benzina da 2,3 litri di cilindrata, turbocompresso, da ben 280 CV di potenza a 5.500 giri/min e 420 Nm di coppia massima tra i 3.000 e i 4.000 giri/min, con sola trasmissione manuale a 6 marce, che con i suoi 250 km/h di velocità massima e 5,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h, si posiziona giusto dietro alla Mustang tra le Ford più sportive. L’architettura delle sospensioni prevede uno schema differenziato, con un MacPherson anteriore ed elementi elastici a molla ed ammortizzatore, con barra stabilizzatrice, mentre al retrotreno l’assale rigido torcente delle berline lascia il posto a un più complesso multilink destinato alla Wagon, così da gestire al meglio la maggiore capacità di carico sull’assale posteriore. Molteplici le dotazioni alle ruote, secondo i livelli di allestimento, con cerchi in lega o acciaio da 16” oppure in lega da 17 e 18 pollici e pneumatici compresi tra i 195/65 R16 e i 235/40 R18. L’unica opzione da 19 pollici è offerta sulla sportiva Focus ST, con i più generosi cerchi in lega dal design personalizzato e pneumatici superibassati da 235/35 R19.
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