LA BABY Q

Una ricetta di famiglia, quella che amalgama le sport utility di casa Audi, riproposta in chiave ridotta sulla più piccola (almeno per ora, in attesa della futura Q1) delle crossover dai quattro anelli. La neonata Q3 offre dimensioni compatte, con una lunghezza al di sotto dei 4,4 metri, motori prestanti, stile personale e abitabilità per cinque, da vera familiare, senza nemmeno sacrificare il bagagliaio, di ben 460 litri di capienza. Ecco le carte vincenti della nuova sfidante nel settore dei compact Suv di classe C, in tempi di crisi una nicchia poco cedevole, se non addirittura trainante per alcuni marchi, che sembra riscuotere ancora oggi il più alto gradimento del pubblico. Che sulla Q3 significa dotazioni esclusive, finiture di qualità, soluzioni all'avanguardia e tutta la tranquillità di disporre di un'affidabile trazione integrale. Quattro, riducibile alle due sole ruote motrici anteriori sulla meno dispendiosa versione entry level della gamma. Il tutto racchiuso in una silhouette dinamica e accattivante, ampia calandra "single frame" dai tratti comuni a tutta la famiglia Audi, sbalzi corti e linea cuneiforme dal tetto spiovente, con montanti posteriori sagomati e lunotto decisamente inclinato, che usando una fusione di stili ormai non più tanto azzardata potremmo definire coupé-wagon, confermata da un coefficiente aerodinamico dal Cx di 0,32. L'appeal estetico non si ferma però alla configurazione di serie, disponendo di due specifici pacchetti integrativi per la scocca, lo sportivo S line, con assetto ribassato di 20 mm e cerchi in lega da 18", e l'Offroad Exclusive, puramente formale, che aggiunge fascioni laterali dedicati e il sottoscocca in acciaio, enfatizzando una parvenza fuoristradistica.

 

Connessi con la rete

Lo spazioso abitacolo offre agli occupanti un apprezzabile livello qualitativo, confortevoli sedute sia sulle singole poltrone anteriori che sul divano posteriore, quest'ultimo frazionato e abbattibile per ampliare fino a 1365 litri la capacità di carico, e dotazioni esclusive, tra cui spicca - in opzione - il tetto panoramico e il sistema di illuminazione interna a led. Il disegno della plancia riprende il cosiddetto "wrap-around", elemento stilistico avvolgente comune ai modelli Audi, che si estende per tutta la lunghezza del cruscotto. Qui sono racchiusi comandi e strumentazione, completati in posizione centrale dal display di navigazione, a scomparsa, e infotainment, da 6,5 o 7 pollici secondo i livelli, integrabile dal sistema multimediale Mmi, un vero concentrato tecnologico comandato da una semplice manopola, che consente di accedere a tutte le informazioni di bordo, ai comandi di radio, lettore dvd (anche con televisione), aggiornamento cartografico del Gps anche con mappe Google Earth in 3D, interfaccia bluetooth a comando vocale e, volendo, connessione internet Audi Connect con hotspot Wlan da 7,2 Mbit/sec per i dispositivi dei passeggeri, tablet, notebook o smatphone che siano.
Il movimento dell'ultima arrivata della famiglia Q è stato affidato a due moderni motori, benzina e diesel, entrambi di 2 litri, che in doppia configurazione offrono quattro possibilità di scelta: il benzina Tfsi è disponibile in versione da 170 e, al vertice della gamma, il più brillante da 211 cv di potenza, mentre il Tdi è proposto come versione d'accesso, con 140 cv (l'unica opzione possibile sulla Q3 a due sole ruote motrici) e nella più prestante versione potenziata, la più interessante per il mercato, da 177 cv. Unità moderne e flessibili, tutte sovralimentate e con iniezione diretta di carburante, sistema Start&Stop e recupero dell'energia in frenata, a cui vengono affiancate due trasmissioni, con cambio manuale a sei marce o il sofisticato S tronic a sette rapporti automatici, previsto di serie sulle versioni più potenti. Le prestazioni riprendono quella filosofia prettamente stradale decisamente accentuata su questa sport utility, con velocità di punta di tutto rispetto, dai 202 km/h delle meno potenti, alla punta dei 230 km/h per la Tfsi, con consumi dichiarati mai sotto i 10 km/litro (si sfiorano i 20 km/litro nel ciclo misto con la Tdi 140 cv) ed emissioni inquinanti da 138 a 179 g/km di CO2.

 

Automazione spinta

Ma l'elettronica non si limita alla connessione web o agli automatismi di clima e sedili. L'avanguardia tecnologica messa a punto dal gruppo tedesco si traduce oggi nell'assistenza attiva alla dinamica del moto, perfino con l'intervento sulla guida di un veicolo di gamma intermedia e già anticipata mesi orsono dalla "cugina" Volkswagen Tiguan. Una sorta di pilota automatico, in grado di agevolare i cambi di corsia (Audi Side Assist), mediante dei sensori radar che "leggono" la strada raddrizzando, se è il caso, il volante, riportando così in carreggiata la vettura (Audi Active Lane Assist). Sul display interno vengono replicati i cartelli stradali rilevati dalle telecamere, e i fari direzionali adaptive light (presenti nel pacchetto luci Xeno Plus) riconoscono l'arrivo di altre vetture, smorzando automaticamente le luci abbaglianti. Mentre una volta giunti a destinazione si abbandona il volante, ci pensa l'assistenza di parcheggio ad automatizzare le manovre per la sosta, lasciando al conducente la sola azione di freno e acceleratore.
Alla base di tutto troviamo un autotelaio equilibrato ed evoluto, che si affida alla più scrupolosa progettazione, fin nei minimi dettagli. Per ridurre peso, ad esempio, cofano e bagagliaio sono realizzati in alluminio, mentre l'insonorizzazione è compensata da schiume e riempitivi negli scatolati, per smorzare risonanze fastidiose. La struttura autoportante della scocca integra un telaietto anteriore per il fissaggio delle sospensioni, a ruote indipendenti sia davanti che dietro, con solidale accoppiamento di elementi in acciaio con altri in alluminio.
Il movimento viene costantemente monitorato dall'elettronica integrata all'Esp, che in associazione alle sospensioni Ccs (Continuously Controlled Suspension), disponibili in opzione, offre al guidatore la possibilità di variare i parametri dinamici, mediante l'Audi Drive Select, con cui si può scegliere se adottare uno stile di guida sportivo, orientato al comfort o equilibrato tra i due opposti, oppure improntato sulla massima efficienza energetica.
La trasmissione con differenziale centrale lamellare Haldex, a inserimento automatico, propone una trazione in prevalenza sulle ruote anteriori, trasmettendo la coppia all'assale posteriore al primo accenno di slittamento. L'elettronica anche in questo caso ripartisce le forze in gioco su ciascuna ruota, ottimizzando il grip senza alcun intervento del guidatore.
Sono parametri comunque prevalentemente stradali; la vocazione da vera offroader qui non traspare nemmeno in lontananza. L'altezza da terra di appena 17 cm e una spiccata attitudine all'asfalto relegano le capacità di affrontare i terreni insidiosi giusto appena a qualche sterrato. La scelta delle ruote non prevede in origine particolari profili tassellati, con dimensioni di pneumatici che spaziano tra i 215/65 R16 di base e gli opzionali 235/55 R17 e 235/50 R18, mixabili in sette differenti disegni dei cerchi in lega. Unica concessione in previsione di terreni più scivolosi, l'assistenza in partenza evita gli arretramenti sulle salite, mentre in futuro arriverà anche il sistema di controllo della velocità in discesa.

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