SuperService presenta le novità del 2026

Crescita della rete, nuove partnership strategiche, formazione e investimenti su AI e strumenti tecnologici. Sono le direttrici su cui si muoverà, nei prossimi 3 anni, la rete SuperService. L’obiettivo per il network di Goodyear è mettere i rivenditori aderenti nelle condizioni di far crescere il proprio valore e renderli un punto di riferimento per i propri clienti. In occasione della Convention nazionale 2026, tenutasi a Roma dal 13 al 15 marzo scorsi, il board di SuperService ha snocciolato dati e strategie sul futuro della rete. Da oltre 30 anni SuperService rappresenta la rete di esperti in pneumatici e servizi selezionati da Goodyear. Un network che continua a guardare al futuro con visione strategica, costruendo insieme ai centri specializzati un percorso condiviso fatto di crescita, innovazione e valore.  Il titolo dell’edizione 2026 – “Siamo Noi la Strada. Orgoglio. Appartenenza. Evoluzione” – sintetizza il percorso del network, fatto di continuità e crescita, costruito insieme ai rivenditori affiliati a partire proprio da Roma, dove nasce la rete SuperService negli anni ’90, portando in Italia un modello di successo nato negli Stati Uniti negli anni ’70 con una missione chiara: offrire prodotti e servizi di altissima qualità.  Da allora Goodyear ha investito in innovazione e sviluppo con costanza e i migliori rivenditori l’hanno scelta come partner per far crescere le loro imprese. Insieme ai rivenditori affiliati, SuperService ha costruito basi solide, con programmi disegnati per sostenere l’attività nei centri e accompagnandone l’evoluzione in oltre 30 anni e in particolare negli ultimi anni di trasformazione profonda del settore. Tutti i programmi storici della rete sono stati rinnovati nel tempo e sono state presentate a Roma le novità 2026: una nuova organizzazione di consulenti per supportare ulteriormente la crescita dei centri che hanno aderito all’ “offerta dedicata”; un nuovo partner assicurativo per continuare a migliorare in servizi all’automobilista; nuovi investimenti digital per incrementare il traffico sui centri; un calendario di promozioni e iniziative durante tutto il corso dell’anno; investimenti sui centri in termini di personalizzazione, abbigliamento, materiale punto vendita; un calendario formativo, da sempre completo, ma ulteriormente arricchito di corsi tecnici in collaborazione con i migliori partner sul mercato; nuove partnership per un’offerta completa a disposizione dei centri multiservizio.

AI e capillarità sul territorio sono le prossime sfide del network di Goodyear
In occasione della plenaria nazionale di SuperService abbiamo parlato di novità e progetti della rete con Marco Prosdocimi, retail director Goodyear e responsabile del network SuperService.

Quanto sono importanti momenti come la Convention nazionale della rete?
“Ogni volta che incontriamo gli aderenti alla rete SuperService è sempre un momento importante, perché oltre a raccontare novità e progetti futuri c’è un confronto con i rivenditori. È un modo per sentirsi parte di un gruppo. Ed è per questo che quest’anno abbiamo scelto il titolo: “Siamo noi la strada”. Perché la strada è il nostro lavoro quotidiano, il nostro stare insieme, il nostro interagire, il nostro comunicare passione”.

Qual è il ruolo dei rivenditori nella vostra strategia?
“Avere una rete di rivenditori strutturata è fondamentale. Loro sono gli ambasciatori dei nostri prodotti e rappresentano un elemento chiave per la crescita di SuperService. Abbiamo la fortuna di avere molte officine che collaborano con noi da oltre trent’anni. Una base solida e storica che è cresciuta grazie a una strategia di lungo periodo. Abbiamo investito su partner affidabili, progetti che valorizzassero i nostri affiliati e sulla formazione. Tutto ciò ci ha dato credibilità”.

Avete delle aree territoriali su cui vi concentrerete maggiormente?
“Sì, il nord Italia, in generale, è strategico e lì la competizione è massima. In queste zone dobbiamo fare ancora alcuni passi avanti. Ma in generale cerchiamo nuovi rivenditori solo dove necessario, per coprire specifiche aree territoriali. Per noi è importante che chi decide di aderire lo faccia non solo per acquistare meglio i prodotti, ma anche per cogliere opportunità di valore, come supporto, attività promozionali e benefici legati alla rete. L’obiettivo è arrivare a 400 punti vendita in Italia entro fine 2028, che riteniamo il numero ideale per una copertura efficace del territorio”.

Durante la convention si è parlato di uno nuovo strumento dotato di AI all’interno delle officine: di cosa si tratta?
“L’intelligenza artificiale permette miglioramenti operativi molto importanti. Un ambito in cui la stiamo testando, e dove lanceremo un nuovo strumento, è la gestione dell’inbound telefonico. È un’attività spesso poco efficiente, ma nei momenti di stagionalità ha un impatto operativo molto forte: appuntamenti, preventivi, gestione clienti. L’obbiettivo è supportare e semplificare l’operatività quotidiana e offrire un sistema integrato che aiuti anche nella gestione dell’agenda. Ho visto demo interessanti 6-7 mesi fa, ma in pochissimo tempo c’è stata un’evoluzione incredibile, soprattutto nel “human touch” dell’intelligenza artificiale. Questo dimostra quanto sia veloce il progresso. Per questo abbiamo cercato partner adeguati, dato che non abbiamo internamente tutto il know-how. Nei prossimi mesi saremo pronti per lanciare le prime demo con i clienti, e arrivare a pieno regime da settembre per tutta la rete. Il secondo step sarà la gestione della preventivazione. Questa però è una procedura più complessa, perché richiede integrazione con i sistemi e soprattutto dati di qualità. L’intelligenza artificiale però funziona solo se la base dati, e quindi l’azienda, è ben strutturata”.

Per usare strumenti di questo tipo è importante però essere formati.
“Sì. L’AI aiuta, ma bisogna saperla usare: fare le domande giuste e fornire le informazioni corrette. Inoltre, una sfida importante sarà il “tailor-made”: ogni azienda ha esigenze diverse, ed è per questo che procederemo per gradi. Partiremo con 4-5 clienti pilota per testare e ottimizzare il sistema, poi estenderemo gradualmente. E questo perché il rischio nell’introdurre strumenti non maturi è di generare problemi invece di creare valore. L’evoluzione è inevitabile, ma parte dalle basi: serve avere il controllo dell’azienda, sapere dove si è, conoscere lo stock e gestirlo correttamente. Solo con fondamenta solide l’innovazione può funzionare davvero”.

Non solo gestione dell’officina, l’AI e lo sviluppo tecnologico stanno impattando anche sul lavoro pratico dei gommisti. Non c’è il rischio che si crei una dipendenza che riduca le conoscenze tecniche?
“Capisco il punto. Oggi i rivenditori investono molto nelle attrezzature, probabilmente più di tante altre categorie, anche perché le componenti di un veicolo, come i pneumatici, sono sempre più innovativi. Il livello tecnologico è altissimo e questo ha cambiato completamente il modo di lavorare. Per esempio, gli smontagomme e le equilibratrici di ultima generazione fanno gran parte del lavoro in autonomia, con una precisione elevata. Se prima servivano più passaggi e più intervento manuale, oggi spesso basta un’unica operazione per ottenere un risultato preciso. La tecnologia ha quindi semplificato il lavoro e ottimizzato i tempi”.

Quindi la professionalità del gommista è meno importante rispetto al passato?
“No, la professionalità resta fondamentale. Bisogna sapere cosa si sta facendo e avere competenze solide. La differenza è che oggi il professionista è supportato in modo enorme da macchine e attrezzature di ultima generazione, ma servono comunque conoscenze e formazione continua per rimanere aggiornati. Paradossalmente, oggi il problema principale non è più la tecnologia o le competenze tecniche, ma trovare personale. Serve meno il “gommista tradizionale” e più una figura capace di gestire strumenti avanzati: una figura formata sull’uso delle nuove tecnologie. È su questo che si gioca una sfida importante per questo settore”.