Nei mesi scorsi sono iniziate le prime attività del Registro Pneumatici, istituito dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica all’interno del Renap - Registro Nazionale dei Produttori, strumento attraverso il quale svolge la propria funzione di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi derivanti dalla responsabilità estesa del produttore. Sono iscritti al Registro Pneumatici non solo i soggetti autorizzati alla gestione dei PFU ma anche tutti i soggetti che immettono i pneumatici sul mercato, ovvero i produttori, gli importatori ed i rappresentanti autorizzati di produttori o importatori esteri. Per inciso, anche i gommisti in alcuni casi si configurano come importatori, se acquistano i pneumatici da un fornitore estero che non ha un rappresentante autorizzato in Italia per la gestione dei contributi ambientali. Chiunque abbia seguito nel tempo il tema dei mancati ritiri di PFU in Italia sa bene che non sarà questo strumento, da solo, a risolvere il problema, che ha tante cause diverse, riconducibili a diverse categorie di soggetti nella filiera dei pneumatici. Resta molto altro da fare per portare a una piena efficienza il sistema della raccolta dei PFU, e la cosa più importante sarebbe senz’altro aggiornare il DM 182 che regola l’attività di raccolta e che ha mostrato diversi aspetti critici che devono ancora essere corretti ed ottimizzati. Questo non toglie il fatto che abbiamo un’opportunità unica per imprimere alla filiera un significativo passo in avanti verso la tracciabilità e la trasparenza, anche perché, ad esempio, il numero di iscrizione al Registro Pneumatici dovrà essere obbligatoriamente indicato nei documenti commerciali e sarà quindi più facile controllare i flussi e i soggetti iscritti, che devono Comunicare periodicamente le quantità di pneumatici immesse sul mercato e gestite. Per un verso, quindi, saranno agevolate le attività di controllo, ma al tempo stesso il Ministero avrà a disposizione uno strumento preciso per monitorare l’andamento delle quantità di PFU raccolte, con un livello di dettaglio su base provinciale. Non sappiamo se sia oggi in agenda una revisione migliorativa della normativa che governa la filiera dei PFU, ma senz’altro la cosa più urgente è far funzionare subito e bene questo nuovo strumento, che dopo diversi anni di attesa sembra offrire opportunità reali ed importanti di efficientamento.
La nave è salpata, adesso va comandata.

