Di necessità virtù: Gianmarco Rossi, una passione diventata lavoro

Abbiamo il piacere di presentarvi una delle nuove voci di Pneurama: Gianmarco Rossi, proprietario dell’Officina F.lli Rossi Pneumatici di Bologna, che da oltre vent’anni rappresenta il punto di riferimento per i collezionisti di auto d’epoca. Se è vero che da più di vent’anni la sua attività è incentrata sui pneumatici per auto d’epoca, la storia dell’azienda ha origini molto più lontane, che parlano di famiglia, passioni, scommesse e infine successi. Di ritorno dalla campagna di Russia nel Gianmarco Rossi, titolare dell'officina F.lli Rossi Pneumatici1944, il nonno di Gianmarco, Trentino Rossi, apre a Bologna in Via Ferrarese, alle porte del capoluogo emiliano, un negozio di gomme specializzato nella riparazione. Con la guerra ancora in corso e nei primi anni immediatamente successivi alla fine del conflitto, la mancanza di disponibilità di gomme rendeva l’attività del gommista equivalente a quella del vulcanizzatore: un riparatore di pneumatici. Solo con la ripresa dell’economia l’attività inizia a diventare quella di gommista attuale, coinvolgendo anche i due figli (Angelo e Lucio, rispettivamente il padre e lo zio di Gianmarco). Angelo Rossi, all’età di ventun anni, decide di aprire un’officina, sempre a Bologna, nei pressi dell’Autostazione delle corriere . Lucio Rossi segue le sue orme, dando il via a un punto vendita in Via Bigari.

Proprio quest’ultimo nel 1980 prende fuoco, costringendo il proprietario ad affiancare il padre di Gianmarco nel punto vendita presso l’Autostazione, fino a quando, nel 1985, avviano un’attività insieme in Via Cesare Gnudi. L’interesse per le auto d’epoca risale al 1975 quando i fratelli Rossi acquistano una Lancia Aprilia. La passione per il classico e la vendita di gomme si uniscono: gli amici iniziano a considerarli un punto di riferimento per il reperimento di gomme per auto d’epoca, che all’inizio degli anni ‘80 venivano prodotte solo da Michelin. Quest’ultima proponeva una piccolissima gamma affiancata al catalogo delle gomme moderne, molte misure restavano introvabili e non ordinabili; pertanto, i Rossi iniziano una ricerca porta a porta presso i gommisti, rovistando tra le rimanenze dei loro magazzini.

Nel frattempo, si afferma il fenomeno delle mostre-scambio, mercatini dove gli appassionati commercializzano ricambi per auto, accessori e auto d’epoca. La prima mostra-scambio a cui i fratelli Rossi partecipano per la vendita dei pneumatici d’epoca è a Imola, organizzata dal CRAME (Club Romagnolo Auto e Moto d’Epoca) che si teneva proprio all’interno dell’autodromo della città. Nel 1987-88 l’officina, in quegli anni già Pirelli Partner System, invita la casa fabbricante a produrre gomme per auto d’epoca. Dagli stabilimenti dell’Azienda escono i pneumatici per la Fiat 500 Topolino (400/425-15) Pirelli Stella Bianca, per la Fiat 508 Balilla (400/425-17) Pirelli Stella Bianca e per la Maserati/Ferrari (185VR 16) con il Pirelli Cinturato HS. Nonostante le inziali difficoltà, connesse principalmente alla diffidenza dell’utente finale, la partnership con Pirelli si dimostra un successo e gli stampi dell’impianto produttivo danno forma anche alle gomme 155 HR 15 per la Giulietta e 165 HR 14 per la Giulia con il disegno Pirelli Cinturato CA67. Tra fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 è il boom delle gare in pista con le auto d’epoca. I fratelli Rossi colgono questa opportunità e nel 1987-88 acquistano una Alfa Romeo Giulietta TI per testare le prestazioni dei pneumatici nelle corse. Nel 1990-91 Pirelli rilascia le gomme per macchine da corsa, vengono organizzati il Trofeo Alfa Romeo Giulietta e il Trofeo Porsche 356, entrambi monogomma Pirelli nella misura 175/70 VR 15 con il celebre disegno CN36 e i fratelli Rossi seguono i campionati di pista con un furgone attrezzato fornito dall’Azienda produttrice di pneumatici. Pur non concedendo mai l’esclusiva, la collaborazione con Pirelli continua fino al 2001, quando l’entrata in Formula1 comporta un ridimensionamento dei costi considerati superflui, determinando un blocco nella produzione del settore epoca. È un anno difficile per i fratelli Rossi: alla sospensione della produzione Pirelli epoca, si affianca la cessazione di un mandato che fino a quel momento aveva permesso loro di lavorare con un buon numero di autonoleggi in Emilia-Romagna. Uno stock Pirelli di gomme 175/70 VR 15 Pirelli CN36 (per la Giulietta da corsa) rappresenta la speranza di poter continuare a lavorare sull’epoca. Per vendere lo stock nel 2002 i fratelli Rossi, con la collaborazione di Sergio Peroni titolare della Peroni Promotion, organizzatore di eventi in pista, ripropongono il Trofeo Alfa Romeo Giulietta (monogomma Pirelli) facendosi carico di tutte le spese. In quello stesso anno il padre di Gianmarco, Angelo Rossi, viene a mancare alla guida della propria Alfa Romeo Giulietta, mentre testava i suddetti pneumatici che sarebbero serviti per il campionato. Nel dicembre del 2002, Gianmarco e suo zio ricevono una chiamata. È Michelin. Dopo due anni di fermo nella produzione epoca, necessari a mappare chi nel mondo trattasse questo settore, la casa fabbricante propone ai Rossi di diventare partner e distributore ufficiale di Michelin per le gomme d’epoca. Da gennaio del 2003 l’Officina F.lli Rossi non si occupa più di moderno. Dall’anno successivo Pirelli decide di affidare la gestione del segmento della gomma classica all’Inghilterra, consegnando l’esclusiva a Longstone Tyres che diventa distributore mondiale per Pirelli classico. Longstone Tyres si affida a Rossi per la fornitura in Italia e così hanno fatto anche gli altri produttori di pneumatici per auto d’epoca (Blockley Tyres, BfGoodrich, Firestone, Coker Tire e altri), che riconoscono in Gianmarco Rossi, rimasto solo al comando della direzione dell’attività, il loro distributore per l’Italia.

 

Pneumatici invernali per auto d'epoca

Come per le auto moderne, la normativa prevede anche per le auto d’epoca l’obbligo di montare la gomma termica o la catena a bordo. Come soddisfare questo requisito? Per le auto prodotte tra la fine degli anni ’70 e il 2000 i pneumatici invernali sono ancora reperibili, diverso è il discorso per le auto antecedenti questo lasso temporale. In questo caso, è necessario dotarsi di catene, sia ribassate che normali. Infatti, a differenza delle auto moderne, nelle auto d’epoca non si verifica il problema connesso allo spessore della catena in quanto le catene non entrano in contatto con gli organi meccanici. Nelle competizioni per auto d’epoca si fa ricorso anche al ricostruito, a partire da vecchie carcasse, precedentemente valutate dal costruttore. Il ricostruito viene adottato anche nel periodo invernale, in questo caso la gomma di partenza è nuova: viene rimosso il battistrada e la gomma nuova ricoperta. Nel discorso delle competizioni rientra anche il tema delle gomme chiodate, il cui utilizzo è vietato su strada normale, ma consentito per certi eventi. Il codice della strada non vieta in maniera tassativa l’utilizzo della gomma chiodata; ogni comune, a propria discrezione, può stabilire se le gomme chiodate possono transitare sulle proprie strade. Per le manifestazioni invernali, dal momento che le auto d’epoca non hanno il controllo di trazione che hanno le macchine moderne e che le competizioni si svolgono per la maggior parte di notte facendo passi alpini, con alta possibilità di trovare il ghiaccio, è consigliabile montare la gomma chiodata. Il montaggio è permesso se la manifestazione si svolge su strada aperta e se l’organizzatore ha ottenuto l’autorizzazione per l’utilizzo delle gomme chiodate in tutti i comuni coinvolti nella competizione. I principali pericoli derivanti dall’utilizzo delle gomme chiodate sono il danneggiamento della strada e gli eventuali danni causati dalla fuoriuscita del chiodo dalla gomma. Pertanto, la vettura deve essere equipaggiata con tutte e quattro le ruote chiodate ed essere dotata di paraspruzzi (pedane di gomma che servono per far cadere il chiodo in terra qualora uscisse dalla gomma).