L’auto soffre sempre ma tiene meglio del previsto. Facendo un quadro complessivo dell’industria europea, a Ingolstadt Audi chiude con ricavi in crescita e perdite contenute. Le consegne restano sopra 1,9 milioni di vetture, in lieve flessione. Il dato che pesa è quello dei margini, erosi dai costi industriali e dalla transizione elettrica. Il fatturato sale, ma non basta a proteggere la redditività. Più solida la posizione di Bmw. Le consegne si attestano intorno a 2,55 milioni di auto, mentre l’utile netto scende a 7,45 miliardi su ricavi per 133,45 miliardi. Il calo è fisiologico, ma la struttura resta robusta. Il mix prodotto continua a sostenere i margini, soprattutto nella fascia alta. In casa Mercedes-Benz Group il quadro è più fragile. Le consegne si fermano a circa 2,16 milioni di unità, con utili in calo a 5,3 miliardi. Il posizionamento premium regge, ma il rallentamento della domanda e il peso degli investimenti comprimono la redditività. Il modello “meno volumi, più valore” mostra i suoi limiti in un mercato meno dinamico. In Francia, Renault Group continua invece un percorso più lineare. Oltre 2,2 milioni di vetture consegnate e ricavi a 57,9 miliardi. La crescita è ordinata, sostenuta da una gamma più selettiva e da una maggiore disciplina sui costi. Più complessa la fotografia di Stellantis, vero spartiacque dell’anno. Il gruppo chiude il 2025 con ricavi in calo del 2% a 153,5 miliardi e una perdita netta di 22,3 miliardi, determinata da oltre 25 miliardi di oneri straordinari legati a un cambio di strategia. Le consegne globali salgono leggermente a 5,48 milioni di veicoli (+1%), con un secondo semestre in recupero (+11%). Il dato industriale non è negativo, ma il conto economico cambia completamente segno. Il passaggio da un utile di oltre 5 miliardi nel 2024 a una perdita superiore ai 22 miliardi segna una discontinuità netta. Pesano il rallentamento in Europa e Nord America, la revisione della strategia sull’elettrico e una struttura dei costi che ha richiesto interventi profondi. A Göteborg, Volvo Cars resta in equilibrio più instabile. Le consegne si attestano intorno a 708 mila vetture, in crescita, ma i risultati economici deludono le attese. L’esposizione all’elettrico e la pressione competitiva riducono la redditività. Il quadro complessivo è netto. I volumi, nella maggior parte dei casi, tengono. Ma non bastano più. I ricavi restano elevati, mentre gli utili scendono o scompaiono del tutto, come nel caso Stellantis. La forbice tra fatturato e redditività si allarga. Il 2025 si conferma così un anno di passaggio. Non una crisi conclamata, ma una fase in cui il modello industriale europeo viene messo sotto stress.
Com’è andato il 2025 per i principali gruppi automobilistici europei
Scenario automotive
Simonluca Pini 07 maggio 2026
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