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Test invernali Assogomma-Federpneus: l'importanza di un corretto equipaggiamento

 

Si sono svolti a Sestriere, in Piemonte, i test invernali promossi da Assogomma e Federpneus, allo scopo di ricordare l’importanza di un corretto equipaggiamento durante i mesi freddi, cioè quando le temperature e le condizioni della strada diventano particolarmente insidiose a causa di freddo, acqua, gelo e neve. Tutto ciò in adempimento alle vigenti norme di legge. Cinque i test, realizzati con auto diverse per segmento, trazione e motorizzazione, in parte strumentate e in parte guidate, hanno messo a confronto gomme invernali marcate M+S con pittogramma alpino e estive. L’equipaggiamento invernale si è sempre dimostrato la migliore e la più sicura soluzione su tutti i tipi di fondo. La temperatura dell’aria durante i test era da 0° del primo mattino fino ai 6° del mezzogiorno con conseguente fondo prima ghiacciato poi con neve compatta per arrivare a una neve molto bagnata e molle. L’umidità dell’aria era del 40/45%.

La prima prova, di accelerazione in rettilineo con diversi tipi di equipaggiamento (invernale con pittogramma alpino e estivo) è consistita in una partenza da fermo con progressiva accelerazione in leggera pendenza su un tratto di percorso pseudo-rettilineo con fondo misto, neve e ghiaccio. Nel caso dell’equipaggiamento estivo, il veicolo dimostra evidente pattinamento nello spunto da fermo e difficoltà nel prendere velocità. Dopo l'arresto al termine della prova si ripresenta la difficoltà allo spunto. La vettura equipaggiata con pneumatici invernali esegue la stessa prova in un tempo minore senza evidenziare difficoltà nelle fasi di spunto e trasferendo così al guidatore una maggiore sensazione di controllo del veicolo. Nelle fasi di ripartenza o rallentamento il veicolo rimane controllabile e non mostra slittamenti.

La prova di handling, effettuata su un tratto di strada aperto al traffico, con un fondo con variabilità di condizioni, tipicamente invernali, ha mostrato che la guida con l’equipaggiamento estivo, non concepito per condizioni specifiche invernali, non è in grado di offrire le ottimali condizioni di confort, di guida e di sicurezza. L’equipaggiamento invernale, invece, studiato per queste specifiche condizioni stradali e climatiche, è in grado di offrire prestazioni e di conseguenza un livello di sicurezza nettamente migliore.

La prova di salita e discesa con veicoli a trazione integrale, eseguita su un tratto di strada innevato, in salita e discesa con pendenze variabili, ha evidenziato che il veicolo equipaggiato con treno estivo presenta difficoltà nel superare i diversi dislivelli. In caso di arresto, la ripartenza in salita risulta difficoltosa o impossibile. Il veicolo equipaggiato con pneumatici invernali M+S e pittogramma alpino esegue l’esercizio in ogni sua parte con spunto, motricità e frenata in sicurezza sia in salita ma soprattutto in discesa dove il vantaggio del 4x4 viene meno e lo spazio di frenata e arresto della vettura è direttamente dipendente dal tipo di pneumatico montato.

La prova di tenuta di strada con diverse tipologie di equipaggiamento ha messo in evidenza i rischi dell’equipaggiamento misto, che, anche se non esplicitamente vietato a termini di legge, è da considerarsi il peggiore e quindi sconsigliato, come espressamente riportato dalla Direttiva Ministeriale del 30 gennaio 2013.

Infine la prova strumentata di frenata in rettilineo, eseguita a bassa velocità su un tratto di strada rettilineo con fondo innevato, ha messo in evidenza la sostanziale differenza di prestazioni dei pneumatici invernali M+S e pittogramma alpino e estivi sia in termini di spazio di frenata sia per quanto riguarda i tempi di accelerazione.

A illustrare la finalità di queste iniziative è il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti, che racconta come queste iniziative partono dal 2004 e da quel giorno a oggi sono stati 11 gli eventi formativi e di comunicazione che sono stati realizzati per sensibilizzare la stampa e le istituzioni sull’importanza dell’equipaggiamento invernale per circolare in sicurezza nei mesi freddi. All’inizio, su un mercato italiano annuo del pneumatico vettura, di circa 30 milioni di pezzi, solo un milione era invernale. Oggi, a quasi quindici anni di distanza, con un mercato al ricambio sostanzialmente invariato, è cambiata la percentuale di pneumatici invernali che è di circa 10 milioni di pezzi, un terzo dunque del venduto. Questo a dimostrazione che il doppio treno di gomme non ha prodotto un incremento del mercato, infatti, quando si utilizza un treno l’altro è a riposo e non si consuma.

È stata l’occasione per ricordare che esistono due diverse tipologie di pneumatici invernali, entrambe provviste della marcatura M+S (acronimo di MUD & SNOW – fango e neve), che consente, in caso di Ordinanze, di soddisfare gli obblighi di legge.

La sola marcatura M+S è una auto dichiarazione che fa il costruttore del pneumatico in fase di omologazione che attesta, su suolo innevato, le migliori prestazioni rispetto a un pneumatico estivo. Il pittogramma alpino, il simbolo di una montagna a tre punte con un fiocco di neve al centro, che segue la marcatura M+S, è la certificazione che il pneumatico ha superato un test omologativo specifico in condizioni di neve estreme. In sintesi la prima è una marcatura soggettiva, la seconda oggettiva. Il gruppo Produttori di Pneumatici di Assogomma, da sempre consiglia di privilegiare la seconda soluzione.

Dumping: la Commissione Europea dispone la registrazione delle importazioni di pneumatici dalla Cina

 

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 2 febbraio 2018 il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/163 della Commissione che dispone la registrazione delle importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri originari della Repubblica popolare cinese. Si tratta di un’importante misura, attuata in vista di una possibile introduzione di misure retroattive di compensazione sui pneumatici importati nell’Unione europea a partire dal 2 febbraio 2018 in avanti. Questo regolamento fa seguito alle attività svolte dalla Commissione nell’ambito della specifica procedura antidumping avviata l’11 agosto 2017, che ha portato innanzitutto a una serie di indagini statistiche presso i produttori e ricostruttori europei di pneumatici per autobus e autocarro.

Si legge nel testo del regolamento che “per quanto riguarda il dumping, la Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame dalla RPC siano oggetto di dumping. In particolare, il denunciante ha fornito elementi di prova sul valore normale, basato sul costo di produzione totale maggiorato di un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti, scegliendo gli Stati Uniti d'America come paese di riferimento. Gli elementi di prova del dumping si basano su un confronto tra i valori normali così stabiliti e il prezzo all'esportazione (franco fabbrica) del prodotto in esame venduto all'esportazione nell'Unione. Nel complesso, vista anche l'entità dei presunti margini di dumping pari ad almeno il 74 %, tali prove dimostrano in modo sufficiente nella fase attuale che gli esportatori ricorrono a pratiche di dumping. Il denunciante ha anche fornito sufficienti elementi di prova del presunto pregiudizio.”

L’indagine ha inoltre accertato anche la presenza, oltre al dumping, di sovvenzioni sui pneumatici importati dalla Repubblica Popolare Cinese: “Per quanto riguarda le sovvenzioni, la Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame provenienti dalla RPC siano sovvenzionate. Le presunte pratiche di sovvenzione consistono, in particolare, nel trasferimento diretto di fondi e in potenziali trasferimenti diretti di fondi o obbligazioni, nella rinuncia, da parte della pubblica amministrazione, ad entrate altrimenti dovute o nella mancata riscossione delle stesse nonché nella fornitura, da parte della pubblica amministrazione, di beni o servizi per un corrispettivo inferiore all'importo che sarebbe adeguato.”

Si attende nel corso dei prossimi mesi l’adozione di eventuali misure provvisorie o defintive in compensazione del dumping e delle sovvenzioni individuate. Nel caso dovessero essere adottate, esse dovrebbero fare riferimento in via retroattiva ai quantitativi registrati a partire dal 2 febbraio.

280 mila visitatori per il Motor Show di Bologna

 

Il Motor Show di Bologna ha visto anche per l’edizione 2017 risultati importanti: 370 espositori, una superficie espositiva di 80 mila metri quadrati, 11 padiglioni espositivi, 3 aree test drive, 3 piste esterne, 1 pista coperta per i gokart, 500 auto e 130 moto in esposizione, e soprattutto 280 mila visitatori, il 20% in più rispetto all’edizione 2016. Lo sport automobilistico negli spazi esterni allestiti a piste per le diverse discipline motoristiche è stato il grande collante dell’edizione 2017. In esposizione al Motor Show un’area dedicata alle auto sportive attuali, denominata “The World Motorsport”, un vero e proprio circuito automobilistico con la riproduzione dei box e dei paddock, una vera e propria pitwalk. In mostra le auto e le moto delle più famose squadre corse, i racing team di tutte le categorie, quelle delle grandi competizioni internazionali. Con il padiglione dedicato all’heritage motoristico “Passione Classica Racing”, sono state riproposte leggendarie auto da corsa attraverso musei, collezioni private, registri di marca. Tra le novità 2017, “Passione Classica Mercato”, l’area dedicata alla compravendita di auto, moto e ricambi d’epoca. Presenti anche venti università italiane che esponevano, nell’Open Innovation Hub by Octo Telematics, i prototipi realizzati dagli studenti. E le grandi sfide tecnologiche, con l’hackathon e i digital lab, con il coinvolgimento di primarie aziende internazionali della componentistica, presenti anche venti selezionatissime start up attive nel settore automotive. Seguitissime le gare con le officine e le scuole, fra cui la seconda edizione del Grand Prix del Network e degli Autoriparatori, organizzato da Il Giornale del Meccanico e GA-il giornale dell’aftermarket, in collaborazione con BolognaFiere e Autopromotec. Grande affluenza di pubblico con i test drive nelle aree esterne e per i “fuoristradisti”, grazie a CarraraFiere che ha realizzato una pista off-road con la Federazione Italiana Fuoristrada dove i visitatori hanno potuto testare le vetture 4×4 e SUV messe a disposizione dai vari brand. Un’altra novità del 2017 è stata il grande ritorno delle moto che si sono esibite in gare di freestyle, di motocross, ma anche in esposizione.

Yokohama aumenterà la capacità produttiva dello stabilimento in India per i pneumatici Off-Highway

 

 

Yokohama ha annunciato il progetto di aumento della capacità produttiva per il segmento dei pneumatici Off-Highway (macchine agricole, cave e cantieri, mezzi forestali e industriali) tramite la costruzione di nuovi impianti presso la ATC Tires Pvt. Ltd, la società indiana sussidiaria di Alliance Tire Group (ATG), che Yokohama ha acquisito a luglio del 2016. La costruzione dei nuovi stabilimenti inizierà a febbraio presso l’impianto ATC Tire di Dahei, nello stato del Gujarat.

L’investimento totale previsto è di 45,5 milioni di dollari, e porterà la capacità produttiva annuale dell’impianto di Dahei dalle attuali 57.000 tonnellate a 91.700 tonnellate entro la fine del 2019. Visti i trend di vendita in forte crescita, Yokohama ha deciso di aumentare la capacità produttiva così da evitare una insufficiente capacità di rifornimento nel medio termine.

Oltre allo stabilimento di Dahei nel Gujarat, ATC Tires ha una fabbrica a Tirunelveli, nello stato del Tamil Nadu. Lo stabilimento di Dahei ha avviato la produzione a marzo del 2015 e attualmente produce pneumatici per i tre marchi principali di ATG, Alliance, Galaxy e Primex, che sono usati per una vasta gamma di impieghi off-road, come agricoltura, costruzioni, macchine industriali e forestali.

L’espansione del segmento dei pneumatici per impieghi commerciali è una delle strategie centrali per Yokohama, che a ottobre del 2015 ha avviato la produzione di pneumatici autocarro negli Stati Uniti, nel 2016 ha acquistato ATG e nel 2017 Aichi Tire Industry, produttore di pneumatici per macchine industriali.

Picone Pneumatici partner della S.S. Lazio

 

Picone Pneumatici ha siglato una partnership con la Società Sportiva Lazio, grazie alla quale il brand di Picone sarà presente negli spazi pubblicitari a bordo campo in tutte le partite di campionato che la Lazio disputerà allo Stadio Olimpico. L’accordo, che è valido da dicembre 2017 a maggio 2018, prevede inoltre la fornitura di pneumatici per la società Infront, società di marketing sportivo che stabilisce partenariati con le squadre. Proprio dalla Infront, nella persona di Lorenzo Annesi, responsabile sales and sponsorship della società, è nata la proposta di collaborazione, visto anche il forte dinamismo che Picone ha sempre dimostrato.

“Essere partner della Lazio calcio per lo stadio olimpico ci dà sicuramente una visibilità assoluta, oltre a dare all'azienda motivo di orgoglio e prestigio,” commenta Vincenza Del Verme, responsabile marketing di Picone Pneumatici. “I risultati di questa sponsorizzazione sono stati imminenti soprattutto per il b2c, pubblico al quale mira sempre di più la politica aziendale di Picone, con l'obbiettivo di diventare un market place, non solo per i pneumatici. Grossista? Ingrosso? Tanti depositi? Sono termini che abbiamo archiviato già un paio di anni fa, l'obbiettivo di Picone è diventare una piattaforma, un market place per b2c e b2b, offrire servizio e garanzia, dando servizi di consegna eccellenti in 24 ore. Le nostre recensioni tutte positive ci danno sempre di più la certezza di seguire la strada giusta,” conclude Del Verme. Il 2018 oltre a iniziare nel migliore dei modi con l'associazione calcio Lazio vede nascere anche la "Garanzia Picone", per cui tutto ciò che i clienti comprano da Picone è garantito, anche contro i danni di tutti i generi.

Srl semplificata, secondo Riccardo Magri è "una moda molto pericolosa"

 

Riccardo Magri, presidente di Yokohama Italia e di CDG-ONE, notando la tendenza di alcuni gommisti a mettere il loro business sotto forma di Srls chiudendo le regioni sociali con cui hanno lavorato per anni, ha voluto condividere con Pneurama e con i nostri lettori una sua osservazione tecnica e competente sulle Srls nel settore gomme. Secondo Magri, tanti di questi gommisti lo hanno fatto non a ragion veduta ma perché mal consigliati. Ecco di seguito la sua lettera aperta.

"Quando alcuni anni fa il legislatore previde la società a responsabilità limitata semplificata (Srls) quale una variante della tradizionale Società a responsabilità limitata (Srl), era chiaro che fosse stata pensata per startup e giovani imprenditori del settore new economy, dove l’apporto intellettuale richiesto era di gran lunga superiore a quello finanziario. Con questa Legge si era cercato, anche in Italia, di rincorrere il sogno americano e far quindi prevalere il capitale umano a quello economico. Quindi l’unico scopo era quello di cercare di incentivare i ricercatori italiani, magari con tante belle idee e pochi soldi, a tentare l’avventura imprenditoriale. A distanza di pochi anni tale normativa è invece stata usata, anzi... direi abusata, nel nostro settore per costituire società con premesse di debolezza. Gli svantaggi facilmente riscontrabili della Srl Semplificata sono diversi: innanzitutto, dopo la costituzione ha gli stessi costi di gestione di una Srl ordinaria. Poi non ci sono vantaggi fiscali per queste società, in tema di tassazione infatti non è stata prevista nessuna aliquota agevolata, nemmeno per i primi esercizi sociali: la normativa è quella ordinaria. Inoltre le regole di funzionamento e amministrazione sono fissate per legge e quindi non possono essere “personalizzate” dai soci. Infatti la società non ha un suo statuto particolare (che è appunto lo strumento con cui nelle Srl i soci possono darsi delle norme): l’atto costitutivo è il modello stabilito dal ministero. Di conseguenza, le decisioni sono prese dai soci con le maggioranze stabilite dalla legge, che non si possono modificare. Infine, il capitale sociale non può superare i 9.999,99 euro. È soprattutto l’ammontare ridotto del capitale sociale che rappresenta una delle grosse incognite della società a responsabilità limitata semplificata. Se i soci non finanziano la società, questa dovrà chiedere i soldi in banca. Ma una società con un capitale simbolico, praticamente inesistente, potrà avere finanziamenti bancari solo se i soci concederanno fideiussioni personali. Anche i fornitori, però, non essendo tutelati dal capitale sociale, chiederanno delle garanzie, oppure il pagamento immediato. Se ciò avverrà, la società a responsabilità limitata semplificata sarà, di fatto, molto simile a una s.n.c., che peraltro ha dei costi di gestione annuali molto più ridotti. Se ciò non avviene è impensabile che una nuova società possa affrontare un mercato competitivo e complesso dal punto di vista gestionale come il nostro. È quindi auspicabile che, per il bene del nostro settore, gli imprenditori evitino di entrare nel mercato con mezzi e forme societarie totalmente inadeguate

Tornano i corsi ANFIA per i digital manager dell'automotive

 

Torna anche per il 2018 l’offerta formativa pensata da ANFIA per la figura professionale del digital manager, con importanti novità. I contenuti del Master infatti potranno essere appresi attraverso singoli moduli, per i quali sarà rilasciato uno specifico Attestato di Partecipazione. Inoltre, per la formazione relativa a “Google Analytics”, “Google AdWords” e “Social Media e reputazione digitale” sono stati previsti dei moduli ADVANCED, per fornire ulteriori approfondimenti per utenti più esperti.

Si conferma la formula del Master in Automotive Digital Manager, giunta alla 4A edizione, percorso formativo dedicato a sviluppare le figure manageriali nelle aree commerciali e marketing, per cogliere la sfida del digitale e sfruttare appieno e potenzialità offerte dal web e dalle sue evoluzioni.

Il corso, lanciato in collaborazione con MotorK Italia (realtà specializzata nel Digital e nella Lead Generation per l'ambito automotive), prevede 7 moduli e si conclude con due esami di certificazione.

Gli argomenti affrontati vanno dal monitoraggio e metriche di un sito web, alla pianificazione delle campagne di advertising online per attrarre clienti, dalla social media strategy e reputazione digitale al database ed e-mail marketing, dalla Search Engine Optimization al Mobile business.

Si tratta di competenze digitali, di customer relationship management, tecnologiche e soft skills irrinunciabili se si pensa che, solo in Italia, secondo uno studio di MotorK, sono oltre 39 milioni gli utenti di internet, più di 31 milioni gli utenti attivi dei social media, 77 milioni i contratti mobile e 28 milioni gli utenti attivi dei social media da devices mobili.

I moduli tematici singoli invece affronteranno i seguenti argomenti: evoluzione digitale, per affrontare i principali fattori di cambiamento generati dalla Digital Transformation sul settore Automotive e evidenziare i principali trends; Google Analytics, per apprendere le tecniche e l’uso degli strumenti per l’analisi costante degli accessi al sito, conoscere le principali metriche Analytics, asset fondamentale per il rendimento degli investimenti digitali; contenuti digitali e SEO, per acquisire le strategie per migliorare il posizionamento del sito e padroneggiare le principali tecniche di SEO on-page e off-page; digital e mobile, per scoprire i nuovi scenari di ricerca in mobilità e le best practice per website, marketing e processi, e imparare a produrre contenuti “mobile first” per aumentare la conversione in lead; Google Adwords, per apprendere come gestire correttamente un account AdWords, come pianificare le campagne pubblicitarie on line e come monitorare il ritorno sull’investimento; social media e reputazione digitale, per fornire nozioni pratiche per l’impostazione di una strategia efficace tramite l’evoluzione dei social media, e mettere a punto un piano editoriale sostenibile e monitorare le metriche delle diverse piattaforme sociali; database ed email marketing, per gestire in maniera strategica il database contatti e acquisire nozioni pratiche per la pianificazione delle attività di follow up ed email marketing; infine, l’uso strategico dello strumento del video, per l’utilizzo e realizzazione di diverse tipologie di video, modalità di pubblicazione e diffusione. Il calendario completo dei corsi è disponibile sul sito dell’ANFIA.

Autopromotec annuncia la prossima Conference dedicata al futuro dell'autoriparazione

 

Autopromotec Conference torna nel 2018 dal 13 al 14 giugno all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO) con la seconda edizione degli Stati Generali, un ciclo di convegni di altissimo profilo che risponde alle esigenze di aggiornamento continuo del settore. Una “finestra” sul futuro del mondo delle riparazioni e dei ricambi, per dare continuità al confronto tra le aziende protagoniste del settore, il territorio e le istituzioni. Autopromotec prosegue così il proprio impegno nell’analizzare i trend del futuro della mobilità, sostenendo il continuo sviluppo della filiera all’insegna dell’innovazione.

L’edizione 2018 di “Autopromotec Conference Stati Generali” è intitolata “OFFICINA 4.0: Digitalizzazione e nuovi trend della mobilità, il futuro dell’autoriparatore.” La scelta di questo tema, di grande attualità e in continuità con l‘edizione precedente, nasce dalla repentina evoluzione e velocissima affermazione nel settore automobilistico, e dei trasporti più in generale, di nuovi trend.

In primo luogo la digitalizzazione, che ha comportato e porterà nel business trasformazioni significative, sia per quel che riguarda i processi sia per quel che riguarda le figure professionali coinvolte, sempre più specializzate, connesse e supportate da nuove tecnologie “intelligenti”.

Ulteriore spunto di riflessione è dato dalla spinta sostanziale che i costruttori e le istituzioni alimentano nei confronti della mobilità elettrica da un lato, e quella autonoma dall’altro; la rivoluzione che ne deriva comporta grandi innovazioni tecniche legate ai materiali, ai pesi, e si ripercuote inevitabilmente nel mondo dell’aftermarket e sui servizi di assistenza che si troveranno a fare i conti con nuovi sistemi e nuovi paradigmi.

A indicare i nuovi trend saranno massimi esperti del settore, individuati tra i rappresentanti dell’industria automobilistica, car maker, componentisti e sistemisti, le maggiori società internazionali di consulenza, gli istituti di ricerca e le università, i rappresentanti delle istituzioni europee, le associazioni di categoria.

Omologazione veicoli, accordo provvisorio per mantenere accessibili i dati OBD

 

Lo scorso 20 dicembre i rappresentanti degli stati membri dell’Unione europea hanno approvato l’accordo provvisorio fra la presidenza estone del Consiglio europeo e il Parlamento sulla riforma dell’omologazione dei veicoli e sulla sorveglianza del mercato dei veicoli per rilanciare il settore automotive.

EGEA, associazione europea dei costruttori di autoattrezzature, saluta con favore questo accordo che permette di raggiungere un elevato livello di sicurezza e prestazioni ambientali per le vetture e di affrontare i principali difetti identificati nell’attuale sistema di omologazione.

Sono stati forniti importanti chiarimenti sull’accesso ai dati OBD e sulle informazioni relative a riparazione e manutenzione, in particolare per quanto riguarda la porta standard OBD, in quanto rappresenta IL canale vitale di comunicazione con il veicolo e i suoi dati, così come per quanto riguarda le informazioni necessarie alla preparazione del veicolo ai test di omologazione da parte di tutti gli operatori indipendenti, che è sempre più un’informazione specifica del singolo veicolo.

Jaume Berenguer Baquès, presidente di EGEA, ha dichiarato: “mantenendo la porta standard OBD aperta, anche con il veicolo in movimento, per l’accesso ai dati OBD del veicolo, ai dati diagnostici e di manutenzione e riparazione, l’Unione europea ha riaffermato il proprio sostegno alla competizione leale, all’innovazione e all’imprenditoria indipendente nell’aftermarket automobilistico. I nostri membri apprezzano questo significativo chiarimento e dovrebbero adesso essere in grado di continuare a offrire agli autoriparatori strumenti diagnostici multibrand competitivi, per una scelta d’acquisto giusta e competitiva. Tuttavia, i costruttori di automobili hanno iniziato a introdurre nuove misure, come i certificati elettronici esclusivi che impongono l’uso dei loro strumenti originali, il che impedisce l’accesso alla porta OBD da parte degli operatori indipendenti. Questo tema cruciale va contro le previsioni appena adottate e dovrà quindi essere affrontato nel 2018 dal legislatore europeo. Inoltre, è chiaro che la Commissione dovrà anche capire come far rispettare queste nuove previsioni nell’era della connettività e assicurare l’accesso ai dati di bordo per consentire lo sviluppo del potenziale di innovazione digitale dell’intera filiera”.

L’accordo sarà sottoposto nel corso del 2018 al Parlamento Europeo e infine al Consiglio per l’approvazione finale.

Boom delle imprese di autolavaggio in Italia: +30,4% tra 2011 e 2016

 

Dal 2011 al 2016 nel nostro Paese il numero delle imprese di autolavaggio è passato dalle 5.248 alle 6.845 unità. In sei anni, quindi, vi è stato un aumento di 1.597 imprese, che corrispondono a una crescita del 30,4%: un vero boom. Questi dati, di fonte Cerved, sono resi noti dall’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

Il boom dell’autolavaggio conferma la vivacità di un settore che è in piena evoluzione. Negli ultimi tempi, infatti, l’innovazione tecnologica che caratterizza il comparto dell’autolavaggio sta procedendo sempre più velocemente. Sulla spinta delle esigenze di economicità e di efficienza ambientale, il settore è attualmente in grado di proporre impianti particolarmente innovativi, come a esempio quelli che consentono risparmi sull’impiego di risorse idriche, oppure quelli che producono una parte dell’energia mediante pannelli solari termici o alimentati con fotovoltaico.

Ovviamente, il boom delle imprese di autolavaggio è sostenuto anche dalla crescita della domanda. Come emerge dall’indagine “2017 European Car Wash Consumer Study” dell’International Carwash Association (ICA) sul mercato dell’autolavaggio in Europa, nel solo anno 2016 ben il 96% degli italiani ha lavato il proprio veicolo almeno una volta. Nel 76% dei casi gli automobilisti italiani si sono serviti esclusivamente di professionisti per il lavaggio dell’auto piuttosto che ricorrere al fai da te (5%), mentre il 15% ha alternato volte in cui si è recato presso un autolavaggio e altre volte in cui ha ricorso al fai da te. Dall’indagine di ICA emerge inoltre come gli italiani giudichino l’autolavaggio come “una parte essenziale della manutenzione del veicolo” e ripongano “un alto livello di fiducia nei benefici derivanti dall’utilizzo di un servizio di autolavaggio professionale”. Naturalmente, anche l’attenzione all’auto pulita è un aspetto della passione degli italiani per l’automobile.

L’Osservatorio Autopromotec fornisce anche una graduatoria delle regioni in base al tasso di crescita delle imprese di autolavaggio. Come mostra la tabella, in testa alla graduatoria delle regioni in crescita negli ultimi sei anni c’è il Lazio (+103,1%), seguito dal Trentino Alto Adige (+51,6%) e dal Veneto (+40,6%). In coda alla graduatoria troviamo invece la Sardegna (+9,1%), la Valle d’Aosta (+7,7%) e la Basilicata (+4,9%). La regione in cui al 2016 è presente il maggior numero di autolavaggi è il Lazio (975), seguito da Lombardia (811), Campania (800) e Sicilia (780). In totale, queste quattro regioni ospitano quasi la metà di tutte le imprese di autolavaggio del Paese.