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L'Editoriale - Archivio

05/09/2011
Voglia di legalità

"La storia ci insegna che gli uomini e le nazioni si comportano più saggiamente una volta che hanno esaurito tutte le alternative."

Roberta Papadia

A volte ci si sente soli nella legalità. Credo che questa sensazione sia comune a molti professionisti. Un po' mosche bianche e un po' irritati quando perdono un cliente per un prezzo irreale di un concorrente. E viene in mente quel 20% in meno, quell'Iva che appare e scompare con un abracadabra. L'evasione dell'Iva sembra essere nata nello stesso momento in cui si è scritta la norma.
Come "intercettare" quel 20% perduto per strada che incattivisce la concorrenza? Ci si ferma alla domanda sentendosi sempre mosche bianche, ma le mosche bianche in realtà sono tante, aziende "belle e sane" che lavorano in regola.
Sapere di non essere soli nella legalità non ripaga del cliente perduto e della paura di chiudere, ma forse aiuta ad attenuare quel senso di impotenza che si può provare, si spera solo nell'immaginario, nell'accorgersi di andare in autostrada contromano.
Non sentirsi soli nella legalità è una spinta per creare sinergie nel mercato sano, per cercare di portare avanti le aziende in regola, trovare nuove modalità per sensibilizzare l'opinione pubblica, gli operatori e le istituzioni. Bisogna tentare qualcosa.
Qualcosa l'hanno tentata, e continuano a farlo, Airp e Federpneus che da anni propongono uno strumento veloce e semplice per rafforzare i controlli sull'evasione dell'Iva nel settore dei pneumatici e per scoraggiare i più impavidi con una chiamata alla corresponsabilità.
Al momento nulla di fatto. È demotivante constatare come una soluzione semplice e utile al mercato legale e all'Erario non sia condivisa. Un altro punto interrogativo, ma lasciarsi andare non è una soluzione.
Fatto sta che la crisi economica, perché malgrado si parli da tanto della sua fine nel quotidiano è molto presente, penalizza maggiormente le aziende in regola che devono far quadrare i conti senza giochi di prestigio. Quando c'è nell'aria una nuova legge, da una parte si muovono le mosche bianche in affanno per rispettarla senza chiudere, dall'altra si muovono le nere per studiare il trucco. Il timore poi è che alla mosca bianca arrivi una sanzione per una virgola sbagliata, mentre la nera si porta a casa quotidianamente e serenamente quel -20%. E qui si fa veramente fatica a non sentirsi soli.
Ovvio, tutti attendono un nuovo approccio legislativo che sostenga le aziende, che sgravi dagli eccessivi oneri e voli pindarici ma non basta un gioco di prestigio. Nel frattempo occorre ingegnarsi per ottimizzare gli strumenti a portata di mano e sostenere le aziende del politically correct.
L'aggregazione, condividere interessi comuni, una visione più generale e strategica del settore magari non fanno la differenza, ma qualcosa fanno. Il compito delle associazioni di categoria, e la ragione stessa di esserci, è amplificare la voce del mercato sano, portare avanti le istanze, tutelare gli interessi degli operatori che non amano i giochi di prestigio e soprattutto non scoraggiarsi quando la cosa più semplice e utile non si fa. Sì perché portare soldi nelle casse dello Stato e favorire la concorrenza leale... deve essere.
Sta anche alle associazioni ripartire e trovare una nuova strada per far sentire la voglia di legalità.
"La storia ci insegna che gli uomini e le nazioni si comportano più saggiamente una volta che hanno esaurito tutte le alternative." (Abba Eban)

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