Condividi su

Articoli - Archivio

18/12/2014
VOCAZIONE GLOBALE

Matteuzzi Srl


L’azienda bolognese si avvia verso i 60 anni di attività, assieme alla terza generazione di Matteuzzi a rinforzo di una dinastia dedicata interamente alla lavorazione del pneumatico

Duilio Damiani

Ridurre i costi dei processi lavorativi, rendendo il luogo di lavoro più sano e sicuro. Ma anche aumentare la qualità della produzione minimizzando di pari passo lo sforzo fisico. Sono questi gli intenti – e i risultati – che da sempre motivano l’attività della Matteuzzi Srl di Calderara di Reno, nei pressi di Bologna, l’azienda italiana che esporta in tutto il mondo i suoi macchinari dedicati ai fabbricanti di pneumatici, nuovi o rigenerati che siano. Un’impresa che, a quasi sessant’anni dalla sua fondazione, ancora oggi dell’automazione ha fatto la sua bandiera, anticipando a volte le esigenze stesse dei costruttori. Già a partire da quel 1956, quando un semplice serbatoio in pressione introduceva per la prima volta il concetto di semplificazione delle operazioni di spennellatura, indispensabile finitura da applicare sui battistrada raschiati dei pneumatici da camion. “Erano gesti ripetitivi”, ci racconta Claudio Matteuzzi, “effettuati a mano gomma per gomma, pennellata dopo pennellata. Un gesto enormemente facilitato dall’ausilio di un semplice dispositivo spray, con due bracci per ruotare agevolmente la ruota, consentendo una rapida stesura a spruzzo della soluzione liquida”. Un’intuizione che rappresentò l’avvio di un’attività proiettata nel mondo della gomma.

Poi fu la divaricatrice 540/2 del 1966, un macchinario dedicato all’ispezionamento delle carcasse, in grado di permettere un notevole risparmio di tempo nello scovare anomalie e foratura. Fatto curioso, la sigla stava a indicare la larghezza massima della sezione ispezionabile, 540 mm appunto, ma si scoprì che combaciava anche con il peso del macchinario, 540 kg. Coincidenza non fu però il successo di questa serie, la prima Matteuzzi a essere esportata su tutti i principali mercati esteri, capostipite di una gamma ad oggi quantificata in oltre 3.500 esemplari sparsi negli impianti di produzione di tutto il mondo.

 

Innovazione tecnologica

Pietra miliare tra le più rappresentative per l’attività di Matteuzzi, nel 1989 fece la sua comparsa la raspatrice computerizzata RAS 90, dapprima in versione per pneumatici da veicoli da trasporto, e in rapida successione anche per quelli da autovettura, in grado di eseguire un controllo preciso e costante alla lavorazione dei battistrada, stabilendo nuovi parametri qualitativi. Per primo Matteuzzi affiancava sensori e computer a fasi di lavoro solitamente eseguite a occhio nudo, dando il via a una serie di innovazioni basilari: prima i calcolatori numerici, poi gli alfanumerici, per arrivare ai giorni nostri dove, con poche modifiche rispetto l’originale ma con software ben più performanti e tecnologia con display touch screen, la RAS 90 DC4 ULTRA presenta poche sostanziali evoluzioni meccaniche di quel primo modello informatizzato. “Una volta erano gli operai più specializzati, con il solo supporto visivo e della propria esperienza, a determinare la finitura di un pneumatico, uno per uno, decretando spesso la qualità percepita ed effettiva di una produzione intera” prosegue Claudio Matteuzzi. “Ora gli anziani operai non possono contare su un analogo ricambio generazionale a cui tramandare la loro esperienza, soppiantata da macchinari sempre più precisi e automatizzati, capaci di alleviare la fatica dell’uomo con un lavoro più veloce e redditizio”.

Tappe ben demarcate che hanno accresciuto il lustro di un’attività riconosciuta a livello mondiale, inizialmente per le sue raspatrici automatizzate, seguite da una gamma completa di attrezzature per la costruzione e la ricostruzione, ispezionamento, verniciatura e pretrattamento dei battistrada. Da una prima evoluzione dell’azienda sorretta dal mercato del ricoperto, oggi la suddivisione dei macchinari può attestarsi in modo pressoché equilibrato tra nuovo e rigenerato, cavalcando il duplice impulso che l’industria mondiale ha manifestato negli ultimi anni.

Il panorama attuale è ben differente rispetto il secolo scorso. Nuove frontiere commerciali si sono aperte a oriente, con un gran numero di realtà industriali emergenti dedicate ai pneumatici nuovi, soprattutto in Asia, Russia e non ultimo in Sudamerica, rinforzando il comparto della ricostruzione, specialmente nel settore truck, grazie alle politiche di rispetto ambientale (oltre che di risparmio e ottimizzazione delle risorse) promosse sui mercati occidentali.

Affari di famiglia

La memoria del capostipite Giulio Matteuzzi, mancato nel 1971, è ben impressa nell’impronta dell’azienda che i figli portano avanti sull’onda del sempre crescente successo. La contrazione del mercato europeo qui non ha avuto ripercussioni: gli effetti della congiuntura vengono assorbiti da una politica di globalizzazione, con una destinazione di circa il 95% all’export, anticipata quasi fortuitamente già agli albori dell’attività. Una vocazione all’esportazione cominciata negli anni ‘60, con la diffusione dei primi macchinari dapprima in Germania e successivamente oltreoceano, grazie all’interessamento di un importante operatore americano, che ha contribuito alla radicazione delle soluzioni proposte da Matteuzzi nel nuovo continente. Alla seconda generazione, rappresentata dai figli di Giulio, Claudio ed Emilio e a sua moglie Sandra, se n’è recentemente affiancata la terza, con Elisa responsabile dell’amministrazione e Alberto, per il marketing.

Sostanzialmente ripartita su tre linee – macchinari dedicati alla costruzione di pneumatici nuovi, alla ricostruzione e alla finitura di fasce battistrada prestampate (fino all’imballaggio dei nastri da 4 a 11 metri), – sia per quanto riguarda il nuovo che il rigenerato Matteuzzi propone macchine e attrezzatura adatte ai pneumatici destinati all’equipaggiamento camion, trasporto leggero, auto, Suv e 4x4, movimento terra e aeronautico, proponendo soluzioni in tutti i principali settori di lavorazione.

In un impianto produttivo di circa 2.500 mq coperti, dove operano una trentina di addetti, qui spostata nel 1979 con l’abbandono dell’originario sito cittadino, l’attuale produzione, eseguita interamente presso la sede di Matteuzzi nella periferia bolognese, si fregia di un catalogo di oltre 200 modelli, dall’attrezzo semplice al macchinario più complesso (in listino i top della gamma sfiorano prezzi nell’ordine dei 300.000 euro), un’offerta implementabile anche con soluzioni personalizzate, studiate su misura per soddisfare ogni specifica esigenza proposta dal committente.

Con un fatturato stimato nell’ordine dei 18 milioni di euro (riferito al 2013), l’attuale volume d’affari rimane sostanzialmente stabile, con buone prospettive per il futuro, grazie all’esplorazione dei nuovi mercati emergenti. Ma è sulla ricerca che la factory italiana dedica una buona parte delle sue risorse, destinando circa il 15% del suo fatturato allo sviluppo dei nuovi prototipi, per poter proseguire sull’onda dell’innovazione precorrendo le esigenze di un’industria in costante ricerca di soluzioni innovative destinate a una produzione all’avanguardia. Come il mondo del pneumatico richiede sempre più.

“Le case costruttrici del nuovo sono predisposte a investire massivamente nelle nuove tecnologie, per migliorare la qualità e la funzionalità delle proprie produzioni. Processi sempre più automatizzati per ottenere prodotti altamente qualitativi con un sostanziale risparmio economico di produzione: è la sintesi di quella prima applicazione a spruzzo che, oltre mezzo secolo addietro, mio padre introdusse in un processo fino ad allora eseguito manualmente” conclude Claudio Matteuzzi. Un’intuizione che ha segnato la strada dell’evoluzione stessa dei processi di fabbricazione dei pneumatici, del passato e del presente.

 



IL FUTURO INIZIA IERI

L’innovazione, in Matteuzzi, ha rappresentato da sempre una linea guida indissolubile. L’unione delle diverse fasi di lavorazione, l’automatizzazione e l’applicazione dell’informatica di controllo ai dispositivi meccanici, ha permesso all’azienda bolognese di essere identificata a livello globale con gli stessi processi di fabbricazione, nei quali l’apporto dei macchinari realizzati da Matteuzzi accompagna una gran parte della produzione planetaria di pneumatici, nuovi e rigenerati.

Un’evoluzione accompagnata di pari passo all’esplorazione di nuovi mercati e realtà industriali, sin dagli albori dell’attività, con le prime partecipazioni alle esposizioni internazionali che hanno dato modo di conoscere l’inventiva italiana all’estero. Essen (Germania) nel 1968, poi Cleeveland e Louisville (Usa) l’anno successivo, da cui seguì l’apertura al mercato americano. Sono i primi passi che hanno portato l’azienda fino ai giorni nostri, pronta con nuove proposte alla prossima immancabile presenza al salone di casa. Appuntamento già fissato, a Bologna, per l’Autopromotec 2015.

torna all'archivio