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Articoli - Archivio

17/12/2013
VISITANDO I SALONI EQUIPAUTO A PARIGI E ECARTEC A MONACO, DUE FACCE DEL MONDO MOBILITÀ E ASSISTENZA

 

Focus su rassegne fieristiche del settore aftermarket e dei veicoli ibridi e elettrici


La visita e la partecipazione agli eventi fieristici rimane un’attività imprescindibile per l’arricchimento che offre e per “tastare il polso” alla salute del mercato


Mauro Paterno

Pur vivendo in un’epoca caratterizzata sempre più da contatti virtuali prodotti da social network e connessioni intangibili attraverso strumenti connessi al web, la visita e la partecipazione agli eventi fieristici, se di qualità e ricchi di novità per il settore che ospitano, rimane un’ attività imprescindibile per l’arricchimento che offre e per “tastare il polso” alla salute del mercato.


Nelle scorse settimane abbiamo visitato il Salone Equipauto di Parigi, da sempre uno dei principali in Europa per l’intero comparto dell’aftermarket automobilistico e eCarTec a Monaco, attivo nel crescente ma ancora complesso mercato dei veicoli elettrici e ibridi del mondo dell’assistenza che lo affianca. 



Un salone che mostra alcune rughe ma sempre internazionale


Da sempre Equipauto (tenutasi dal 16 al 20 ottobre) per gli operatori del mondo aftermarket automotive, rappresenta una “tappa obbligata” lungo il calendario fieristico del settore, negli anni dispari.


La manifestazione, pur lontana dagli enormi fasti raggiunti fino a una decina di anni or sono, rappresenta ancora un riferimento, soprattutto grazie alla sua internazionalità, per le attività di confronto e distribuzione del settore.Secondo i dati forniti dagli organizzatori stessi, il salone quest’anno, dotato di una formula nuova che permetteva di operare tra gli stand fino alle 21 nelle giornate conclusive di venerdì e sabato, ha registrato “approssimativamente 100.000 visitatori” (fonte: comunicato stampa Equipauto) e all’incirca il 25% di loro proveniva da paesi diversi dalla Francia.


Il dato forte rimane quello degli espositori: su circa 1.300 (fonte: comunicato stampa Equipauto) ben il 75% è internazionale.È dunque difficile e forse inutile confrontare l’attuale Equipauto con quella di due anni fa, e ancora di più lo è tentare di fare paragoni con un passato remoto in cui vigevano altre dinamiche. Vale invece la pena sottolineare come, nel comparto dei ricambi, spiccasse l’assenza di alcuni “giganti” dell’industria francese, mentre fossero presenti i principali marchi tedeschi, spesso con la loro divisione nazionale ma comunque con ampia visibilità.Nel settore delle autoattrezzature e delle attrezzature per l’autolavaggio, si è registrata una discreta presenza generale in termini dimensionali, con preponderanza per i conosciuti produttori italiani che ancora una volta hanno marcato la leadership in questo settore.


Debole invece, per utilizzare un eufemismo, la presenza di produttori e di distributori di pneumatici: gli operatori del settore hanno da tempo scelto i saloni “Reifen” di Essen e “Autopromotec” di Bologna come punti di riferimento europei.


Uno dei punti di forza di Equipauto, pur in assenza di significative aree espositive curate da paesi nordafricani, come d’abitudine in passato, è la presenza di numerosi “padiglioni paese”: dalla Corea del Sud all’Indonesia, dalla Spagna alla Turchia, dalla Romania all’Ungheria, erano tante le aree in cui era possibile approfondire la conoscenza di produzioni nazionali, principalmente votate al settore dei ricambi per autoveicoli.


Parte preponderante, come d’altronde avviene per le rassegne di mezzo mondo, era data dai numerosi padiglioni dei produttori cinesi e taiwanesi, che occupavano l’intero padiglione 2 del quartiere fieristico di Paris Nord Villepinte.


Durante i cinque giorni della manifestazione si sono avvicendati numerosi eventi e convegni che hanno arricchito il calendario: dall’International “Gran Prix” dell’innovazione automotive a sessioni di aggiornamento e training personalizzato per operatori curate da FFC (Federation Francais de la Carrosserie), CNPA (Conseil National des Professions de l’Automobile), GNFA (organo nazionale per la formazione delle imprese di servizi alle auto) e altri.


L’area forum ha principalmente approfondito i nuovi supporti tecnologici fruibili per accrescere il business e migliorare i servizi in officina, ma anche i nuovi strumenti di marketing in grado di catturare i clienti e massimizzare i profitti, sicuramente una sezione dedicata agli “end users” presenti in fiera. Sotto il profilo tecnologico, certamente il focus è stato legato alla elettromobilità e all’automobilista ormai “connesso” alla vettura attraverso gli smartphone, che significa anche connesso all’officina, se in possesso dei giusti strumenti.Sotto il profilo dei visitatori, pur in assenza di dati precisi in merito, con tutta probabilità ancora una volta gli italiani sono figurati al primo posto dopo i padroni di casa tra i professionisti presenti tra i 4 grandi padiglioni. L’impressione generale è che il salone abbia avuto un discreto appeal, soprattutto verso il settore dei riparatori e degli operatori, che prima forse era messo in ombra da quello dell’industria.

 


Anticipare la mobilità del domani


Ormai è dall’inizio della crisi economica, che ben presto è divenuta crisi della vendita di veicoli nuovi in buona parte dei paesi europei, legata a doppio filo all’aumento del costo dei carburanti tradizionali, che si è esteso l’interesse a nuove forme di mobilità.


Una parte preponderante di questi settori è data dalla diffusione di progetti legati a veicoli a mobilità ibrida o elettrica, che sempre più hanno spinto la ricerca verso soluzioni simili a quelle attualmente utilizzate, ossia vetture ad alimentazione benzina o diesel che hanno incluso nella loro “gamma” anche soluzioni “ibride”, ma anche progetti che, partendo da basi completamente nuove, potranno nel futuro prossimo sbarcare sul mercato con buone probabilità di imporsi.


Questi veicoli, spesso di dimensioni più ridotte di quelli a cui siamo abituati, avranno anch’essi bisogno di attività di manutenzione e assistenza, pertanto vale la pena informarsi da oggi su quanto il mercato già offre e i centri di ricerca stanno studiando: il salone eCarTec di Monaco (tenutosi presso il Quartiere Fieristico di Monaco di Baviera dal 15 al 17 ottobre scorso) oggi rappresenta la realtà più interessante di questo settore, forte anche del fatto di sorgere in un’area a forte innovazione tecnologica quale è quella della Baviera.


Il salone eCarTec, giunto alla sua quinta edizione, ha raccolto in circa 20 mila metri quadri il meglio di tutto ciò che rappresenta la tecnologia e la componentistica del settore elettrico e ibrido.Oltre ai veicoli e ai prototipi, il salone ha ospitato tutti i produttori di batterie, cavi, stazioni di servizio elettriche, ricambi e accessori e materiali connessi al settore.


Il valore prossimo venturo di questo comparto è stato testimoniato dalla presenza in fiera, tra i 12 mila visitatori professionali, di numerosi ministri federali della Germania tra cui Peter Altmeier, ministro dell’ambiente; Peter Ramsauer, ministro dei trasporti; Philipp Rosler, ministro dell’economia e della tecnologia.


Presenti in fiera, tra le altre, alcune aziende italiane attive nell’ambito della prototipazione di veicoli e nella produzione di cavi conduttori elettrici e altri meccanismi di ricarica a induzione.Sicuramente un settore che vedrà un interessante e veloce sviluppo, se le normative lo asseconderanno, così come l’interesse delle principali case auto.

 


Mesto addio a un punto di riferimento


Il 27 settembre scorso ci ha lasciati Michel Morlat. La sua scomparsa, giunta dopo una breve tragica malattia, lascia un enorme vuoto nel settore automotive e tra tutti gli organizzatori fieristici in generale. Al suo lavoro e alla magnificenza della sua visione manageriale si deve il periodo d’oro del Salone Equipauto, che ha guidato dal 1983 al 1999, mentre successivamente è andato alla guida del grande salone tedesco Automechanika, trasformandolo in una rassegna dal carattere globale e moltiplicando l’evento in molti paesi all’estero, creando in pratica uno dei primi brand fieristici mondiali, per consentire al tempo stesso l’internazionalizzazione massiccia degli espositori europei, anche italiani, verso i mercati di nuova espansione, ma permettendo al contempo una straordinaria globalizzazione della rassegna principale a Francoforte.


Michel Morlat, forte di una rete di contatti enorme nel settore automotive, dalle imprese alle associazioni di settore, fino ai media tecnici ed economici, ma anche maestro nel muoversi con perfetta abilità tra gli uffici istituzionali e di promozione commerciale di innumerevoli paesi, è divenuto poi consulente strategico per l’internazionalizzazione, tra le altre, della rassegna Autopromotec la quale, anche grazie a lui, ha raggiunto la notorietà in ambienti fino ad allora sconosciuti, ospitando un sempre maggior numero di visitatori e buyer internazionali, fino ad oggi in cui Autopromotec è divenuta la più grande e qualitativamente elevata rassegna europea negli anni dispari.


Michel Morlat ci lascia in un momento in cui ancora era impegnatissimo nella stesura di un nuovo piano di promozione e relazioni istituzionali in vista di Autopromotec 2015, a testimonianza della pura passione con cui ha sempre affrontato una professione che amava. La sua scomparsa è rimpianta anche tra le organizzazioni europee del settore aftermarket automotive, che spesso lo avevano visto protagonista con ruoli istituzionali o fattive attività di sviluppo,  così come tra tutti i principali stakeholder del nostro mondo.


Sempre mosso da nuove idee, creazione di nuovi incontri e visione di opportunità, ci lascia l’insegnamento che le manifestazioni di successo, ancor più che per i grandi prodotti, si distinguono dalla prominenza delle relazioni umane.



Riparte la macchina organizzativa di Autopromotec verso il 2015


A soli sei mesi dalla chiusura della 25esima edizione di Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, è già ripartita la macchina organizzativa per il prossimo appuntamento, previsto sempre presso il quartiere fieristico di Bologna, dal 20 al 24 maggio 2015.La promozione internazionale della manifestazione, già cominciata con visite in Russia, Germania, Francia e Stati Uniti, proseguirà nei prossimi mesi con incontri con le associazioni, la stampa specializzata e gli operatori di alcuni paesi target di grande dinamismo e strategici per il business automotive per presentare il sistema Italia del post vendita automobilistico a un pubblico sempre più vasto di operatori di settore, contribuendo così allo sviluppo del business internazionale dei propri espositori e visitatori.Si punta al consolidamento e miglioramento dei già ottimi risultati ottenuti nell’ultima edizione: 39% espositori esteri su 1.514 totali, con un incremento del 7,5% e 18.942 visitatori internazionali con un aumento del 2,2%, rispetto all’edizione già record del 2011. Gli organizzatori hanno inoltre dichiarato di voler focalizzare ulteriormente le attività convegnistiche di AutopromotecEDU, l’arena nella quale vengono ospitati momenti di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’aftermarket automobilistico, così come gli incontri B2B che hanno riscosso negli anni un successo via via crescente, a testimonianza di quanto la fiera rappresenti ormai un punto di incontro imprescindibile delle attività commerciali di espositori e visitatori.Presentata anche la nuova corporate identity che caratterizzerà Autopromotec 2015: si tratta di un rinnovamento dell’immagine del Pegaso, che caratterizza fortemente la fiera e ormai identifica questa manifestazione che rappresenta indiscutibilmente il riferimento fieristico europeo degli anni dispari.

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