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Articoli - Archivio

08/09/2014
VACANZE SICURE? MICA TANTO.

Pneumatici Sotto Controllo

 

Pneumatici lisci o danneggiati in aumento, invernali in estate, assenza di manutenzione e revisione. I risultati della storica campagna di sicurezza stradale promossa dalle associazioni dei Produttori e dei Rivenditori di pneumatici restituiscono un quadro poco rassicurante

Sabrina Negro

Nessuno si sognerebbe mai di indossare una scarpa diversa dall’altra (salvo chiamarsi Mario Balottelli) o, peggio ancora, di recarsi in spiaggia con i doposci. Possibilmente evitiamo anche di uscire con scarpe logore e malconce e se ogni tanto ci facciamo attrarre da calzature a basso costo sono in genere i nostri stessi piedi a protestare per la scarsa qualità dell’acquisto.

 

Eppure pare che una quota non trascurabile di automobilisti italiani, quasi il 12%, non usi la medesima diligenza nei confronti delle “scarpe” della propria auto. E pensare che nel caso dei pneumatici, unico punto di contatto tra veicolo e suolo, la questione non è certamente “estetica”, ma rappresenta piuttosto un aspetto fondamentale per la circolazione in sicurezza su strade e autostrade.

Questa consapevolezza è da ormai 11 anni alla base della campagna di sicurezza stradale Vacanze Sicure, promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dalla Polizia Stradale, che quest’anno ha previsto circa 10.000 controlli specifici sui pneumatici di vetture circolanti in 6 regioni d’Italia.

 

Le indagini effettuate tra il 16 maggio e il 15 giugno in Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Puglia, che insieme rappresentano il 31% del parco circolante nazionale, hanno rivelato un trend negativo su tutti i fronti e una percentuale di non conformità riguardante i pneumatici dell’11,87%. Considerando anche i veicoli non in regola con la revisione la percentuale di non conformità sale a 16,56% sul totale delle vetture indagate.  Risultato ancora più preoccupante se si considera che il campione analizzato è risultato decisamente più giovane – 7 anni e 3 mesi – rispetto all’età media delle 37 milioni di vetture circolanti in Italia che è di 10 anni e 9 mesi, lasciando presumere che il dato possa essere sottostimato.

 

Scendendo nel dettaglio dei parametri indagati dalla Polizia Stradale, la non conformità più significativa - 4,35% dei casi, rispetto al 3% del 2013 - è stata quella dei pneumatici visibilmente danneggiati (il picco a Belluno con 18,38%). Risultato allarmante se si pensa che danneggiamenti e sottogonfiaggio possono rappresentare l’anticamera del cedimento strutturale del pneumatico, specie se associati a temperature e sovraccarico tipici del periodo delle vacanze estive. Se a ciò si somma il 3,03% di gomme lisce (2,7% del 2013) che come sappiamo determinano l’allungamento dello spazio di frenata, tra le prime cause di tamponamento, il quadro non è certamente rassicurante.

 

Triplicano nel 2014 i pneumatici non conformi alla carta di circolazione (3,36%) mentre duplica, attestandosi quasi al 4%, la percentuale di gomme non omologate, ossia prive del controllo dell’autorità competente, nonostante la severità della normativa vigente a riguardo che prevede pesanti sanzioni non solo per chi circola, ma anche per chi importa, produce o commercializza pneumatici non omologati.

Pesano certo sui risultati pigrizia e distrazione degli automobilisti, ma è difficile non leggere in questi dati le conseguenze della perdurante crisi economica che spinge gli automobilisti a ricercare il risparmio a tutti i costi anche a scapito della sicurezza. L’Italia è tra i paesi con la maggior densità di autovetture circolanti nel mondo, ma – come ha sottolineato Giuseppe Bisogno, direttore della Polizia Stradale, intervenuto alla conferenza di presentazione dell’indagine Vacanze Sicure a Roma - è un parco circolante ormai vetusto. Niente di male se le auto venissero mantenute in efficienza, ma con la crisi economica che ha minato il potere di acquisto degli italiani, molti automobilisti non comprano né fanno manutenzione.

“Bisogna iniziare a premiare l’automobilista attento che, responsabilmente, provvede a controllare periodicamente i suoi pneumatici, utilizzando quelli conformi e idonei anche al periodo stagionale. - ha commentato il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti - I pneumatici devono rientrare tra quei dispositivi che l’automobilista acquista e manutiene godendo dei benefici di deducibilità. Perché mai si può dedurre il costo di un divano e non anche quello dei pneumatici e della loro manutenzione? E dire che a pneumatici in ordine corrisponde un diretto effetto sulla possibilità di ridurre gli incidenti stradali che costituiscono un costo per il nostro paese di quasi 30 miliardi di euro”.

Unico dato in calo tra quelli elaborati dal Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Torino è quello della non omogeneità per asse che passa dal 5,46% del 2013 al 2,97% di quest’anno.

Curiosi invece i dati che riguardano i pneumatici invernali: a cavallo tra maggio e giugno nelle regioni esaminate, il 12,44% delle vetture campione montava ancora gomme winter, l’1,06% in più rispetto allo scorso anno. Come ha chiarito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la circolare del 17 gennaio 2014, una scelta di questo tipo non è vietata nel nostro paese a patto che il pneumatico invernale sia conforme ai parametri riportati sulla carta di circolazione (solo l’1,95% del campione montava pneumatici invernali con codice ridotto ed era quindi sanzionabile). È evidente tuttavia che l’automobilista attento alla sicurezza, al comfort e al risparmio monterà pneumatici estivi per andare a godersi le vacanze sul litorale tarantino (un sorprendente 28,68% delle vetture fermate a Taranto montava gomme invernali). Come ben sappiamo infatti la mescola degli estivi assicura aderenza e scorrevolezza anche alle alte temperature e una minor resistenza al rotolamento, e quindi minori consumi, rispetto agli omologhi invernali.

L’indagine rivela da nord a sud e da est a ovest, un paese in cui vizi e virtù si distribuiscono più o meno omogeneamente. Ciò che conforta è il fatto che nelle regioni in cui controlli di questo tipo sono già stati effettuati in passato, la situazione mostra un trend in miglioramento. Segno che attraverso maggiori controlli è possibile educare alla sicurezza stradale gli automobilisti sensibilizzandoli verso l’attenzione ai pneumatici, ma per fare ciò ci vogliono risorse e l’impegno concreto di governo e autorità.

 



• TELEFONINO AL VOLANTE, PERICOLO COSTANTE

 

Non sono più alcol e droga in cima alla lista delle preoccupazioni della Polizia Stradale, ma l’onnipresente cellulare. Lo ha dichiarato Giuseppe Bisogno, direttore della Polizia Stradale, a margine della conferenza per la presentazione dell’indagine Vacanze Sicure, che ha sottolineato come a fronte di risultati incoraggianti ottenuti grazie ai controlli della Stradale nella riduzione dei casi di guida in stato di ebrezza alcolica e da sostanze stupefacenti, l’uso dei telefonini alla guida pare un vizio davvero difficile da estirpare.

Da un monitoraggio effettuato in tutta Italia dall’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale (ASAPS) negli ultimi due mesi del 2013 è emerso che un conducente su otto utilizza il telefono cellulare per comunicare a voce con altre persone o attraverso i servizi di messaggeria, una percentuale del 12,4%. Allarma il fatto che il più frequente utilizzo del telefonino è stato rilevato proprio in zone a maggior frequenza di passaggi di persone o zone “sensibili” per le necessità comunicative (quali scuole, centri commerciali, stadi e ospedali) dove, probabilmente, si registra uno “stimolo” di utilizzo maggiore rispetto, ad esempio, alle grandi vie di scorrimento che richiedono maggior concentrazione alla guida.

Superfluo ribadire la pericolosità di questa cattiva abitudine: la distrazione è tra le principali cause di incidenti stradali e l’uso del telefonino influenza notevolmente la capacità di reazione del conducente e il controllo stesso della vettura. Un rischio per se stessi e per gli altri.

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