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L'Editoriale - Archivio

27/08/2014
Usato insicuro?

Il tema è chi controlla se effettivamente questi pneumatici usati siano idonei o meno al montaggio.

 



Renzo Servadei

Una recente indagine della Polizia Stradale nell’ambito dell’iniziativa “Vacanze sicure” promossa da Assogomma e Federpneus, ha evidenziato come in provincia di Taranto tra il 16 maggio e il 15 giugno, oltre il 28% degli automobilisti circolasse con pneumatici invernali. In altra parte della rivista parleremo dell’iniziativa, ma il dato ci fornisce lo spunto per un’altra riflessione.

Poiché la Puglia è nota per le splendide località balneari e il sole, non certo rinomata per le stazioni sciistiche attrezzate per le puntatine sulle piste fuoristagione, viene il sospetto che questa situazione rappresenti la cartina al tornasole di un fenomeno ben noto, ma che negli ultimi tempi sta avendo una forte impennata, quello del commercio dei pneumatici usati.

Il dubbio è infatti che parte consistente di questi pneumatici, sia rappresentato da usati smontati in qualche altra zona.Pur non essendo contro i principi della libertà del commercio, quando un fenomeno esce dal suo ambito fisiologico per assumere gli aspetti di una vera e propria pratica di massa, qualche interrogativo ce lo si deve porre.

Come sempre la prima preoccupazione è relativa alla sicurezza e alle conseguenti responsabilità che da essa derivano. Il tema infatti è chi controlla se effettivamente questi pneumatici usati siano idonei o meno al montaggio.  L’esperienza dei ricostruttori ci insegna infatti che anche pneumatici che a un primo controllo visivo appaiono idonei, possono non superare i controlli strumentali. Solo queste verifiche infatti evidenziano danneggiamenti che ne impediscono la ricostruzione e, in alcuni casi, gli scarti sono in percentuale tutt’altro che trascurabile.

Ora se questi pneumatici non possono essere ricostruiti, men che meno sono idonei a essere montati così come sono! In molti casi non si conosce nemmeno la storia di questi prodotti: chi ci dice che il pneumatico non sia stato sostituito a causa di un violento urto o un incidente? Come è stato raccolto? Come è stato stoccato? Spesso l’unico indizio è rappresentato dalla presenza di personaggi che girano nei mucchi di pneumatici smontati dicendo di raccoglierli per esportarli in qualche ignoto paese. Al di là dei rischi sotto il profilo penale che tale pratica comporta - trattandosi di rifiuti le responsabilità sono gravi se non si seguono le leggi - ancora prima sono proprio le domande sulla sicurezza che debbono necessariamente trovare risposte.Noi non amiamo fare del sensazionalismo. Ci rendiamo perfettamente conto che in momenti di grave crisi economica certi comportamenti border line sono indotti in molti casi dal bisogno.

Questo non deve tuttavia fare dimenticare le primarie esigenze di sicurezza perché nessuna crisi può giustificare la immissione in strada di prodotti senza le opportune verifiche.Ricette facili non ce ne sono. Sappiamo però che il tema è già all’attenzione delle associazioni di categoria e auspichiamo vengano individuate soluzioni che eliminino i dubbi su di un fenomeno che sta assumendo proporzioni molto grandi.

E questo va fatto prima che qualcuno si ritrovi con il cerino in mano. Anche a tutela degli operatori seri e scrupolosi che sicuramente vi sono nel settore. 

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