Condividi su

Articoli - Archivio

21/08/2019
Unità di Base

Fusioni industriali

 

Per Roberto Rossi, vice presidente Global Sales BASE Group, per misurare la capacità di un gruppo di innovare e produrre utili “non servono aziende fotocopia ma realtà capaci di generare valore in maniera sinergica”

Dino Collazzo

Il settore dell’automotive cambia rapidamente e le imprese più strutturate del comparto, per non perdere quote, puntano sempre più su acquisizioni, fusioni e partnership commerciali. Il motivo? Migliorare la propria efficienza produttiva, investire in ricerca e sviluppo e ampliare la propria gamma di prodotti. È ciò che ha in testa il board di BASE (Beissbarth Automotive Service Equipment), il neonato gruppo da 550 dipendenti e con un fatturato che va oltre i 200 milioni di euro. La compagine societaria comprende aziende dal calibro di Beissbarth, Sicam, Werther International e APAC a cui di recente si sono aggiunte anche la Tecnolux e la francese Nouvelle FOG Automotive. Il gruppo italo-tedesco, che fa capo al fondo d’investimento Stargate Capital GmbH di cui sono azionisti Boris Levin e Luca Gazzotti, con gli ultimi due acquisti ha ampliato non solo la gamma dei suoi prodotti ma anche la sua rete distributiva. Per Roberto Rossi, vice president Global Sales BASE Group, l’unità tra realtà differenti funziona e produce utili solo se a lavorare insieme “non sono aziende fotocopia, ma realtà capaci di produrre valore in maniera sinergica”.

Com’è nato il gruppo BASE?

“Il gruppo BASE è il risultato di un progetto, portato avanti dal fondo Stargate Capital GmbH, iniziato a febbraio del 2018 con l’acquisizione di Werther International e conclusosi a ottobre con la cessione al fondo, da parte di Bosch, delle aziende Beissbarth e Sicam”.

Si tratta di tre realtà differenti che oggi si trovano a operare insieme. Come avete scelto il nome?

“Non è stato semplice riuscire a rappresentare sotto un unico brand tre aziende con caratteristiche differenti. Alla fine, dopo diverse discussioni e analisi, si è deciso di puntare sulla riconoscibilità ed è stato scelto BASE, acronimo di Beissbarth Automotive Service Equipment. Abbiamo deciso di mantenere il nome Beissbarth per la storicità e l’iconicità del brand: quest’anno Beissbarth festeggia 120 anni di attività nell’industria dell’automotive. Il primo logo di Beissbarth è del 1900. In più abbiamo voluto rendere omaggio ai fratelli Beissbarth inserendo all’interno della B il numero 1 che identifica la prima targa su un’automobile. In pochi sanno che nel 1899 i fratelli Beissbarth sono stati i primi ad avere una licenza di guida e a circolare con un’auto con una targa. Oggi quella targa è esposta al museo della Mercedes in Germania”.

Parliamo di numeri.

Quanto vale oggi BASE sul mercato automotive?

“Con le ultime acquisizioni siamo arrivati a 550 dipendenti e nell’ultimo anno abbiamo avuto un fatturato che va oltre i 200 milioni di euro. Va detto che l’80% della nostra produzione viene assorbito dall’export. La presenza all’estero è molto importante e noi siamo presenti in diversi paesi sia grazie a degli importatori sia attraverso le nostre filiali dirette. Su quest’ultimo fronte stiamo ancora lavorando per migliorare la nostra presenza. Infatti, se nel caso di Werther abbiamo tenuto le filiali dirette, per quanto riguarda Beissbarth stiamo ricostituendo quella che era la sua organizzazione”.

Quanto le tendenze del mercato verso l’aggregazione d’imprese hanno pesato nella vostra decisione di diventare un gruppo unico?

“Le aziende più attive del mercato dell’aftermarket automotive tendono a diventare sempre più grandi. E lo stanno facendo attraverso accordi, acquisizioni e partnership commerciali. Con BASE ci siamo mossi in questa direzione. Sappiamo bene che nei prossimi anni la competizione diventerà sempre più serrata. È per questo che stiamo investendo su innovazione e professionalità, così da creare al nostro interno una massa critica che possa permettere un costo del prodotto adeguato alle nuove sfide del mercato. Il nostro intento è mantenere un alto livello produttivo e tecnologico così da non farci schiacciare dagli altri concorrenti europei, americani e asiatici”.

E come pensate di farlo?

“Mettendo al centro il cliente. Le aziende che compongono il nostro gruppo devono fornire risposte rapide alle esigenze dei clienti, proponendo loro un solo interlocutore a cui rivolgersi per ottenere il prodotto di cui hanno bisogno. È qui che sta la nostra forza. BASE non è l’insieme di aziende fotocopia ma di realtà che hanno presenze, storicità e gamme di prodotti completamente diversi capaci però di creare sinergie. Per esempio, Beissbarth è il centro di competenza per quanto riguarda l’elettronica nel campo dell’automotive equipment, Sicam è l’azienda meccanica o meccano-pneumatico specializzata negli smontagomme e nell’equilibratrici, Werther è attiva nei ponti sollevatori. In sostanza tre diverse realtà che possono unire le loro forze e diventare sinergiche senza fare troppa sovrapposizione di prodotto”.

Avete da poco acquisito la Tecnolux e Nouvelle FOG Automotive. Quali sono i prossimi obiettivi?

“Pensiamo di allargarci ancora ma investendo sul potenziamento della gamma dei prodotti, per diventare fornitori a tutto tondo di quello che è il mercato del nostro settore e continuare a specializzarci su quello che abbiamo realizzato fino a ora. Per adesso ci stiamo guardando intorno e con qualche azienda siamo in una fase di dialogo. È possibile che in futuro faremo altre acquisizioni o accordi commerciali che ci consentano di completare la nostra offerta”.

Ci sarà però qualcosa che vi spinge a guardare fuori dal vostro perimetro?

“Il mondo dell’Automotive sta cambiando rapidamente e dal nostro punto di vista bisogna essere sempre più attenti allo sviluppo tecnologico dell’auto. In particolare, per tutto ciò che attiene all’elettronica dei veicoli. E mi riferisco ai sistemi di calibrazione dei radar, dei sensori e delle telecamere: in pratica agli ADAS. C’è da dire che su questo tema, già dal 2003, Beissbarth ha accompagnato alcuni fabbricanti sullo sviluppo di questa tecnologia per preparare le attrezzature per la calibrazione dei dispositivi. In questo modo siamo riusciti a capire in che direzione si stava muovendo il mercato e su cosa bisognava investire per non rimanere indietro”.

E oggi come vi state muovendo?

“Durante l’ultima fiera Autopromotec abbiamo notato che molti concorrenti hanno iniziato a muoversi, con i loro prodotti, per intercettare i cambiamenti dell’elettronica del veicolo. Di conseguenza noi dobbiamo migliorare la nostra competitività tecnologica così da mantenere un livello sempre alto nei confronti dei nostri competitor. Sull’elettronica del veicolo BASE deve rafforzare la sua posizione nel mercato facendo ancora un passo avanti rispetto alla concorrenza, che si sta adeguando con prodotti simili ai nostri. Un discorso a parte merita invece il tema delle attrezzature dedicate al comparto gomma dove più che novità tecnologiche legate al pneumatico avremo delle migliorie”.

Per quanto riguarda le vostre linee di prodotti, ad Autopromotec ne avete presentate di nuove: di cosa si tratta?

“Per Sicam abbiamo presentato il nuovo Smontagomme FALCO AL 520 S, un prodotto entry level di produzione totalmente italiana, e l’equilibratrice SBM V660 L, a cui sono state apportate delle innovazioni tecnologiche quali il laser linea a ore 6 per applicazione dei contrappesi adesivi e il sistema di misurazione automatica della larghezza ruota. Mentre per quel che riguarda Beissbarth, per sottolineare la sinergia con Werther, abbiamo presentato un ponte a forbice completo di assetto Touchless. Questa nuova configurazione è indicata per permettere la migliore convergenza anche ai nuovi mezzi di trasporto leggero quali Krafter e Sprinter Van a passo lungo. Un'altra novità è il Profilometro Easy Tread omologato Volkswagen. In questo caso è la prima volta che una casa auto omologa un dispositivo per controllare il profilo del battistrada dei pneumatici e, allo stesso tempo, ne consiglia la sostituzione e/o il controllo dell’assetto del veicolo. In più Easy Tread, nella versione per il mercato indipendente, dimostra la propria versatilità in quanto può inviare il dato riscontrato direttamente alla linea di revisione. Werther ha presentato invece il modello WX60 versione con assetto totale e lift table incorporato con 6 ton di portata. Mentre Apac ha presentato un apparecchio per il recupero rapido dell'olio motore, differenziale, cambio, da qualunque automezzo”.

Avete anche rilanciato delle altre attrezzature?

“SICAM: nel comparto delle equilibratrici la SBM WAVE 5, che è ora disponibile nella versione pneumatica e con flangia di serraggio maggiorata per poter utilizzare ogni tipo di accessorio, quali i piatti di spinta per ruote sportive e i kit trasporto leggero. BEISSBARTH: mentre nel campo dei centrafari è disponibile per il mercato il modello MLD 9000. Completamente digitale il centrafari è stato sviluppato per i fari di nuovissima generazione come DLA, Matrix beam. TECNOTEST: inoltre, abbiamo rinnovato l’intera gamma per le revisioni periodiche e il controllo tecnico dei veicoli dello storico brand Tecnotest; analizzatori gas di scarico, opacimetri, centrafari, prova freni a piastre, prova velocità, prova freni a rulli e prova sospensioni. Il tutto completato da un innovativo software in grado di gestire i diversi apparecchi in modo automatizzato così come richiesto dalla nuova normativa MCTC Net”.

torna all'archivio