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L'Editoriale - Archivio

22/04/2015
Un uomo per tutte le stagioni

Non sappiamo quale sarà l’evoluzione dei prodotti, ma qualunque essa sia dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza, bene supremo che supera qualsiasi altra considerazione.  

Renzo Servadei

All’approssimarsi della bella stagione, nei colloqui con i rivenditori il tema d’attualità riguarda il tirare le somme del periodo invernale. A questo proposito abbiamo potuto registrare evoluzioni di mercato che meritano alcune riflessioni. Da un lato infatti le massicce campagne di sensibilizzazione e le conseguenti ordinanze hanno affermato la consapevolezza dei benefici di avere la giusta scarpa nella giusta stagione, dall’altro riceviamo molte segnalazioni di incremento di quote del quattro stagioni.

Poiché a noi piace ragionare sui numeri, abbiamo chiesto a un istituto di rilevazioni indipendente quale GIPA di fornirci i loro dati sulla ripartizione estivo, invernale, quattro stagioni riferita a febbraio 2015 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Secondo le rilevazioni GIPA a febbraio 2015 l’estivo è calato dal 68,8 al 57,0%, l’invernale è cresciuto dal 26,4 al 30,7%, ma il vero balzo in avanti lo registra il quattro stagioni che passa dal 4,9 al 12,3%.

In un anno c’è stato quindi più che un raddoppio dell’all season. Non vogliamo effettuare alcuna valutazione di natura commerciale, ma analizzare altri elementi che riguardano la manutenzione, dal momento che questo fenomeno può avere importanti effetti sulla frequenza nell’assistenza dei pneumatici.

Se infatti la tendenza verrà confermata, e magari amplificata, si potrebbe tornare alla situazione di una decina di anni fa quando gli utenti passavano dal gommista ogni quattro anni, mentre oggi l’automobilista effettua una visita al proprio rivenditore di pneumatici almeno una volta ogni sei mesi per il cambio stagionale.

Nel frattempo tuttavia molte altre cose sono mutate. Un tempo gli automobilisti scrupolosi potevano controllare la pressione anche presso le colonnine dei distributori, colonnine che oggi sono in gran parte sparite.

Vi era comunque una ulteriore possibilità di controllo quando si andava a fare il tagliando, ma oggi i veicoli moderni cominciano a prevederlo ogni trentamila km.

Ecco quindi che il rischio di andare verso una progressiva incuria dei pneumatici è reale. 

Non sappiamo quale sarà l’evoluzione dei prodotto, ma qualunque essa sia dobbiamo mantenere alta l’attenzione sul concetto che la sicurezza è il bene supremo, al di sopra di qualsiasi altra considerazione: chi circola con pneumatici in disordine rischia di coinvolgere in incidenti anche gli altri automobilisti che hanno effettuato i regolari controlli.  

Vi sono alcuni utenti che hanno un concetto della manutenzione molto da “bricolage”. La settimana scorsa ci ha scritto un signore che aveva urtato un marciapiede con la ruota, scheggiato il cerchio e procurato un vistoso taglio al pneumatico. La domanda era: “ho riparato il taglio con dell’Attak, vado tranquillo?”.

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