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L'Editoriale - Archivio

22/08/2017
UP or OUT

Renzo Servadei

La crescita non deve essere necessariamente intesa come una crescita dimensionale, ma come presa di coscienza che sono in atto fenomeni che non possono essere in alcun modo fermati e pertanto occorre analizzarli e reagire con comportamenti opportuni.

Il primo fenomeno è quello di internet. Dobbiamo convivere con la certezza che il nostro cliente è perfettamente informato su quelle che sono le offerte on line sui pneumatici. Sappiamo anzi che le nuove generazioni sono sempre più inclini a utilizzare lo strumento informatico per le proprie ricerche, e coloro che non lo fanno rappresenteranno sempre più un’utenza marginale.

Quindi è necessario appropriarsi del marketing digitale, in primo luogo per generare flusso sul punto vendita, poi per fare capire al cliente l’importanza dei servizi che può offrire il rivenditore specialista e che se compresi non solo possono, ma debbono essere valorizzati a parte. In questo modo la redditività che si perde sul prodotto può essere recuperata almeno per una quota sui servizi.

Poi vi è tutta la partita della trasparenza nei confronti della clientela che deve sapere ad esempio che come accade per gli elettrodomestici, anche per i pneumatici se si vuole far valere la garanzia è necessario disporre della prova di acquisto.

Vi è poi tutta la fase del controllo dei pneumatici, dello stoccaggio, gli argomenti che la categoria ha in mano per valorizzare il proprio lavoro sono molteplici. Quello che manca è quel salto di mentalità che ancora oggi fa sì che il cliente dal meccanico paghi senza battere ciglio anche lo straccio, mentre dal gommista fa fatica a corrispondere prestazioni effettuate su attrezzature da migliaia di euro.

Anche le associazioni debbono fare la loro parte. Alcune di loro hanno smantellato progressivamente la norma sulla disciplina dell’autoriparazione la famosa 122/92 con il risultato che la progressiva deregulation fa sì che tutti facciano tutto. Questo fatto non solo è negativo per la categoria, ma anche per il consumatore che si trova spesso a che fare i conti con operatori improvvisati che gli fanno balenare falsi risparmi. Occorre quindi ripristinare ruolo e dignità alla categoria.

La buona notizia è che l’auto del futuro sarà sempre più tecnologia, connessa, avrà carburanti diversi, probabilmente sistemi di propulsione diversi, ma... viaggerà sempre su ruote.

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