Condividi su

Articoli - Archivio

21/02/2013
UNITI CONTRO LA CRISI: OCCORRE UNA CONSULTA DELL'AUTOMOTIVE

ASSEMBLEA ANFIA
L’assemblea dell’Anfia nel 2012 ha festeggiato il centenario dell’associazione. Chiesto un meccanismo di raccordo tra politica e filiera dei motori per intervenire sui provvedimenti legislativi che riguardano la mobilità

Paolo Castiglia

UNA FILIERA dell’automotive che tenga insieme tutte le strutture e gli organismi che agiscono all’interno della complessa filiera del trasporto su strada. È la proposta dell’Anfia al Governo esplicitata nel corso dell’assemblea nazionale. Una Consulta che, secondo il modello inglese e attraverso un meccanismo di raccordo tra la politica e il settore automotive, dovrebbe diventare “l’interlocutore privilegiato per tutti quei provvedimenti legislativi che riguardano il mondo della mobilità, e monitori l’effettiva realizzazione di quei punti programmatici che ne costituiscono il fondamento”. L’allora presidente del Consiglio Monti non ha risposto di no, anzi, ha definito la proposta “di particolare interesse” dopo che gli era stata illustrata dal presidente dell’Anfia, Roberto Vavassori, nel suo intervento nell’ambito dell’assemblea pubblica dell’associazione che nel 2012 ha festeggiato il suo centenario. Secondo l’idea di Anfia, la Consulta, supportata dal Governo, dovrebbe prevedere la partecipazione attiva dei Ministeri competenti sul settore automotive, insieme alle istituzioni deputate all’internazionalizzazione e allo sviluppo delle aziende, con i rappresentanti della filiera industriale nazionale (Anfia e i produttori di autoveicoli).
Secondo l’associazione, nel medio periodo, la Consulta dovrebbe creare un ambiente competitivo con l’obiettivo di attrarre realtà estere e favorire la crescita dimensionale delle imprese della filiera e la loro internazionalizzazione. Il suo ruolo sarebbe anche quello di sviluppare ulteriormente le roadmap tecnologiche per i veicoli a basse emissioni di carbonio allo scopo di promuovere l’Italia come paese ideale per sviluppare nuove tecnologie. Tutto contribuirebbe così a promuovere l’importanza del settore automotive italiano sia presso il Governo sia verso i potenziali partner. “Dal punto di vista della produzione – ha spiegato Vavassori nella sua relazione – le proposte che avanziamo sono: la riduzione di almeno l’80% della componente A3 del costo dell’energia per le imprese ad alta intensità energetica, come quelle dell’automotive; una deroga al Patto di stabilità per consentire investimenti mirati sul trasporto locale – volti al rinnovo del parco autobus e dei veicoli speciali (come quelli per la raccolta dei rifiuti) – e per il pagamento dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione verso le imprese fornitrici. Infine, il lancio, a livello nazionale, di un progetto pilota per una mobilità integrata e sostenibile in un’area geografica selezionata, in cui le imprese della filiera mettano a disposizione le proprie risorse e competenze per lo sviluppo di un modello di mobilità intelligente e integrata, e il Governo si impegni semplicemente a garantire velocità di approvazione dei progetti e snellimento dei vincoli normativi”.
“Allargando l’orizzonte oltre i confini nazionali – ha osservato il presidente Anfia – occorre favorire la liberalizzazione degli scambi internazionali, a patto che gli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea siano basati su una reciprocità effettiva; occorre migliorare il raccordo tra Italia ed Europa sulla legislazione, sull’intercettazione dei fondi destinati all’R&D – in vista del nuovo programma dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione, Horizon 2020 – sullo sviluppo della mobilità sostenibile, e sul peso delle lobby. Inoltre, desideriamo far parte e assumere come nostro l’obiettivo di passare, in Italia, dall’attuale 15,9% al 20% di Pil legato all’industria manifatturiera entro il 2020, e addirittura superarlo, tornando, così, ai livelli del 2000, che altri paesi, come la Germania, sono riusciti a mantenere nonostante la crisi”.
L’associazione ha anche voluto dar voce ai rappresentanti di due realtà aziendali molto diverse per struttura, dimensione e comparto merceologico, che hanno raccontato la propria esperienza della crisi: problemi, trasformazioni, strategie di investimento. Aurelio Nervo, amministratore delegato di Skf Industrie spa, ha descritto le sfide che una multinazionale del settore automotive operante in Italia si trova a dover fronteggiare in un momento di forte criticità per l’intero Sistema Paese, puntando su elementi di innovazione e differenziazione dei prodotti e sul processo di internazionalizzazione. Luca Margaritelli, amministratore delegato di Compagnia Italiana Rimorchi, ha invece presentato il caso di una media impresa del settore dei rimorchi per veicoli industriali, che ha scelto la strada dell’aggregazione per superare i limiti posti alla competitività e allo sviluppo da un’eccessiva frammentazione industriale.

• I numeri: la fiscalità gravante sul comparto rappresenta il 4,4% del Pil
La filiera italiana dell’autoveicolo anche in tempi complessi e di crisi come gli attuali rappresenta oltre 1,2 milioni di lavoratori tra diretti e indiretti. Nonostante il calo rilevante dell’ultimo decennio, l’Italia è tuttora il secondo paese manifatturiero in Europa, dopo la Germania, e la filiera dell’autoveicolo ne è parte fondamentale. Il comparto, dà un contributo alle entrate fiscali dello Stato di oltre 65 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 15% del gettito fiscale nazionale e al 4,4% del Pil, ben oltre la media europea (3,3% nell’Ue15). Ma la situazione di crisi che ci accompagna ormai da cinque anni, inasprita, negli ultimi tempi, dall’instabilità finanziaria dell’Eurozona, ha avuto riflessi pesanti su tutti i comparti della filiera automotive. A fine 2012, il mercato italiano degli autoveicoli e dei rimorchi avrà perso nel suo complesso il 45% delle vendite rispetto al 2007. Per la Germania il 2012 chiuderà sugli stessi livelli del 2007, la Francia perderà l’8%, il Regno Unito registrerà un -16%.

• “Automobile in cifre”: online la banca dati Anfia
“Automobile in cifre” debutta sul web come banca dati online, rendendo accessibile a tutti un ricco e approfondito patrimonio di elaborazioni statistiche che fotografano la filiera automotive italiana e internazionale. Nata nel 1950 come annuario di documentazione statistica sulla filiera automotive, per poi diventare, in tempi più recenti, una pubblicazione annuale su cd rom, la banca dati promossa da Anfia contiene oltre 200 tabelle excel suddivise in 3 macro-aree: Statistiche Italia, Statistiche estere e Varie. Le prime due macro-aree includono i dati relativi a produzione, import-export, mercato e parco circolante. La terza macro-area include una miscellanea di informazioni e analisi su vari aspetti del sistema mobilità: modalità di trasporto passeggeri e merci, incidenti stradali, carico fiscale, consumi e prezzo dei carburanti, prezzo del petrolio, indicatori macroeconomici. La pubblicazione web è in aggiornamento continuo.

torna all'archivio