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Articoli - Archivio

06/08/2015
UNA CRESCITA ANCORA INCERTA

Mercato auto

 

Sei mesi con crescita a doppia cifra. Eppure la salute del mercato italiano delle automobili, complici le incertezze della situazione economica, non appare ancora ben salda

 

Renzo Dotti

Superati i primi 6 mesi del 2015, è giunto il momento di proporre una panoramica sul mercato italiano delle automobili, un settore tradizionalmente strategico per la nostra economia, a cui sono legati centinaia di migliaia di posti di lavoro, che ha subito negli ultimi anni un tracollo di proporzioni mai viste, con vendite regredite, in valori assoluti, a quelle di fine anni Settanta. Ma ora i numeri sono finalmente positivi e la tendenza sembra avviata a stabilizzarsi. Anche nell’anno in corso infatti appare confermato il trend che da 13 mesi vede crescere il mercato interno, e con l’aumento del 14,3% fatto segnare a giugno 2015 rispetto allo stesso mese del 2014, siamo giunti al 6° incremento consecutivo a doppia cifra. Insomma, a un prima visione, i dati non possono che ispirare ottimismo anche a chi, come il sottoscritto, è portato naturalmente a vedere anche il “retro della medaglia”.

 

Elementi da non sottovalutare

Un primo elemento che merita di essere quantomeno citato per capire al meglio le dinamiche del mercato auto è dato dal fatto che il mese di giugno 2015, con le sue 146.682 immatricolazioni, ha beneficiato di un giorno lavorativo in più, al netto del quale sarebbe confermato quel rallentamento della crescita già constatato a maggio. Nei primi sei mesi i volumi immatricolati si sono comunque attestati a 872.951 unità, il 15,2% in più rispetto a gennaio-giugno 2014. Niente da dire: un’importante iniezione di fiducia rispetto a quel clima funereo che si respirava solamente un anno fa. Ma non vanno tralasciate altre considerazioni che possono rendere meglio l’idea di “dove stiamo andando”. Omettendo riflessioni approfondite sulla questione Grecia – Europa, deflagrata proprio mentre questo articolo veniva redatto e che rischia di pesare notevolmente nei prossimi anni su tutti i settori dell’economia degli Stati dell’UE e non solo, occorre evidenziare comunque che i livelli di vendite, per questo mese, sono in realtà assimilabili a quelli del 1996, quindi di quasi vent’anni fa, e che la strada da percorrere per raggiungere le dimensioni fisiologiche del mercato domestico, pari, secondo gli esperti, a circa 1,8 milioni di nuove vetture immatricolate all’anno, è ancora piuttosto lunga. Le ultime proiezioni per il 2015 stimano infatti un mercato tra 1,46 e 1,48 milioni di nuove autovetture. Altro indizio interessante viene dalla raccolta contratti che, in base a un primo scambio di informazioni fra Anfia e Unrae, conferma un rallentamento della crescita: circa 127.000 contratti pari a un aumento del 9% rispetto a giugno 2014 e un incremento nel primo semestre del 16,5% con circa 880.000 unità complessive.

La febbre è scesa, ma c’è ancora

Insomma, una serie di considerazioni che impongono un sano realismo sullo stato di salute del nostro mercato auto. A tal proposito, appare quanto mai pertinente la similitudine utilizzata da Massimo Nordio, presidente di Unrae, che pur ammettendo la soddisfazione per come sono andate le cose nei primi sei mesi del 2015, ha evidenziato anche come il mercato nazionale autoveicoli possa essere paragonato a un malato la cui febbre è passata da 40° a 38°. In sostanza ciò che manca ancora, sempre secondo Nordio, è l’adozione di una terapia efficace per dare sostanza al canale di vendita più importante del nostro mercato, ossia quello delle famiglie o dei privati. Nonostante tutto, quest’ultimo settore ha conseguito nel mese di giugno risultati lusinghieri (+27,3%), dimostrando di ben reagire agli ingenti, ma necessariamente limitati nel tempo, investimenti messi in campo dalle Case automobilistiche con le loro Reti. In controtendenza invece nell’ultimo mese il noleggio (-1,1%), che ha esaurito la sua spinta, così come le vendite alle società (-6,5%) che senza una revisione della fiscalità delle auto aziendali rischia di soffocare sul nascere il ringiovanimento del parco.

 

Analisi di sei mesi di immatricolazioni

Passiamo ora a un po’ di numeri che, da diversi punti di vista, ci possono aiutare ad avere una resoconto dei primi sei mesi del mercato automobilistico italiano. Dal punto di vista dei canali di vendita, occorre evidenziare quello dei privati, che si incrementa del 15,2% in linea con quello industry, raggiungendo una quota pari al 60,6% delle immatricolazioni totali, di pochi decimi superiore a quella dello scorso anno. In aumento nei primi sei mesi del 2015 anche il noleggio con un +19,6% che porta la sua rappresentatività al 24,1%, con un aumento di quota sia del breve che del lungo termine, mentre le società crescono del 6,2%, rappresentando il 15,2% e perdendo oltre un punto di quota rispetto ai primi dei mesi dello scorso anno. Nell’ambito delle alimentazioni invece, il primo semestre 2015 fa segnare una crescita a doppia cifra per tutte le motorizzazioni, a eccezione del metano che si incrementa di appena il 2,9%. Stabili le quote delle vetture alimentate a benzina, gpl e di quelle ibride ed elettriche, mentre salgono di un punto le motorizzazioni diesel, raggiungendo il 30,6% del totale; perde invece mezzo punto il metano, che si ferma al 4%. Sotto l’aspetto delle carrozzerie, prosegue l’ottima performance dei crossover (+44,3%), al 16,1% di quota di mercato. In buona crescita, a doppia cifra, tutte le altre carrozzerie, mentre rallentano i monovolume compatti e calano considerevolmente in volume le automobili cabrio, quelle coupè e i monovolume grandi. Interessanti infine i dati che emergono scomponendo le vendite per aree geografiche: ancora una volta il Nord Est nei 6 mesi si conferma al primo posto come area più rappresentativa del paese, con un 34,7% del totale delle immatricolazioni. Questo significa che oltre una vettura su 3 viene immatricolata in questa area. Cede in quota il Nord Ovest, mentre rimangono stabili Centro, Sud e Isole.

A fronte di tutti questi dati, una considerazione finale, banale ma di certo non confutabile, mi porta a ritenere che, a prescindere dal clima di fiducia (sicuramente aumentato in questi mesi), senza segnali importanti e duraturi sul fronte economico, in particolare su quello dell’occupazione, ben difficilmente il mercato riuscirà a ritornare sui numeri degli anni precedenti la crisi economica. 

 




 


A fianco la tabella Anfia che indica le immatricolazioni di autovetture nei primi sei mesi dell’anno in Italia.  Anche nell’anno in corso appare confermato il trend che da 13 mesi vede crescere il mercato interno. Le ultime proiezioni per il 2015 stimano infatti un mercato tra 1,46 e 1,48 milioni di nuove autovetture. 

 

 

 



 

 

 



NIENTE ASSICURAZIONE PER UN’AUTO SU DIECI 

Sta diventando sempre più statisticamente probabile avere a che fare con un automobilista privo di copertura assicurativa. Infatti nonostante il lieve calo del costo medio dell’assicurazione Rc Auto, sono in continuo aumento i “veicoli fantasma”, ossia quelle auto prive di copertura assicurativa per la responsabilità civile che ancora circolano in Italia. Lo scorso anno gli autoveicoli senza assicurazioni sono passati da 3,5 a 3,9 milioni, pari all’8,7% del parco circolante. La crisi economica e l’aumento della disoccupazione hanno sicuramente inciso sulla decisione degli automobilisti, ma il trend sta crescendo in modo pericoloso e rischia di diventare un fenomeno sociale totalmente fuori controllo soprattutto nell’Italia meridionale dove la quota di coloro che circolano privi di Rc Auto è addirittura al 13,5%, mentre si attesta al 6,2% nell’Italia settentrionale e all’8,5% al Centro.

 

 

LA RISCOSSA DELLE ITALIANE

In un mercato che si sta risollevando dalle “secche” degli anni scorsi, brillano nel loro complesso le marche nazionali, che hanno totalizzato nel mese di giugno 41.847 immatricolazioni (+20,1%) e hanno portano la propria quota di mercato dal 27,2% di un anno fa al 28,5%. Escludendo Ferrari e Maserati (in crescita rispettivamente del 38,9% e del 22,3%) sono state infatti 41.634 (+20%) le immatricolazioni nel mese per i marchi FCA, con un andamento positivo per i brand Fiat (+12,6%), Alfa Romeo (+17%), Lancia/Chrysler (+22%) e soprattutto Jeep (+309,2%).

I primi sei mesi del 2015 hanno così visto le automobili italiane totalizzare nel complesso 249.399 immatricolazioni (+17%), portando la propria quota di mercato dal 28,1% del 2014 all 28,6%. Certo sono lontani i tempi in cui un auto su due era italiana, ma questi segnali fanno comunque ben sperare in un riposizionamento nel prossimo futuro almeno nel mercato interno. 

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