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Articoli - Archivio

31/08/2016
UN PIENO DI "ENERGIA" ITALIANA PER FALKEN

Pneumatici sportivi

 

Oggi tutti i prodotti Falken rientrano nel segmento dei prodotti prettamente sportivi e devono gran parte del loro successo all’impegno della marca giapponese nello sport automobilistico

Paolo Ferrini

Nome relativamente nuovo nel panorama mondiale dell’industria del pneumatico e sicuramente ancora nuovissimo in quello italiano, Falken si sta progressivamente ritagliando spazi sempre più significativi sullo scenario internazionale, Falken che appartiene 100% a Sumitomo Rubber Industry (SRI) è diventato il marchio di riferimento di questa divisione del grande gruppo giapponese.

Le origini di Falken risalgono solo al 1983 quando il gruppo Sumitomo Rubber Industries (30.000 dipendenti e stabilimenti nel mondo) lo introduce per la prima volta sul mercato giapponese e quindi, due anni dopo, in Nord America. Da questo momento Falken si guadagna, grazie anche all’impegno profuso nelle competizioni automobilistiche, una crescente reputazione soprattutto tra la clientela dei prodotti ad alte e altissime prestazioni.

Oggi Falken è presente in primo equipaggiamento su alcuni modelli Ford, Mazda, Nissan, Toyota, Volkswagen e dispone di una completa gamma di pneumatici di secondo equipaggiamento per autovettura, SUV, pick-up e autocarri. Tutti i pneumatici Falken rispondono agli standard ISO standards 9001,16949 e 14001 e sono sviluppati per offrire un elevato piacere di guida e un buon rapporto prodotto/prezzo, efficacemente sintetizzato nel nuovo slogan “On The Pulse of High Technology and Performance” inserito nel rinnovato logo che ora incorpora i colori del motorsport.

 

In Europa, dal 1988

In Europa, il marchio Falken arriva nel 1988 con la creazione della consociata diretta Falken Tyre Europe con sede a Offenbach/Main, in Germania, e si fa conoscere lanciando la serie di pneumatici Sincera. È però solo a partire dal 1993 che il marchio si affaccia realmente sul mercato europeo a opera di Ohtsu Tire and Rubber Industries (società di Osaka, anch’essa del gruppo Sumitomo, che all’epoca controlla il marchio) che crea una piattaforma di marketing per la promozione di nuovi pneumatici ad alte prestazioni. Oggi tutti i prodotti Falken rientrano nel segmento dei prodotti prettamente sportivi e devono gran parte del loro successo all’impegno della marca giapponese nello sport automobilistico. I pneumatici per autobus urbani e da turismo, per autocarri, furgoni e macchine edili nati con il marchio Ohtsu ora anche questi nascono con il marchio Falken.

 

Un “hub” italiano

Falken è presente in 33 paesi europei con importatori nazionali come l’italiana Energy Tyres, un progetto ancora giovane, in quanto avviato solo nel 2013 per iniziativa congiunta di Astigiana Gomme, Farnese Pneumatici, Global Tyres (confluita proprio all’inizio di quest’anno in Farnese) e Tagliabue Gomme Gross. La particolarità di Energy Tyres consiste nel fatto che non è il classico importatore più o meno direttamente legato alla casa madre, bensì una sorta di ’”hub” che ha il compito di coordinare e di programmare le attività commerciali e l’immagine del marchio Falken in Italia, nonché aiutare la gestione e sviluppo della rete che oggi conta con oltre 350 Falken Point ai quali tra le altre cose bisogna trasmettere un positivo senso di appartenenza al marchio anche attraverso attività e valori aggiunti al di là del prodotto, come ad esempio la disponibilità a condizioni vantaggiose di auto di cortesia Volkswagen Up per i clienti finali. I tre partner oltre alla ricezione, immagazzinamento e distribuzione dei pneumatici nelle rispettive aree geografiche di influenza: Astigiana nel Nord-Ovest, Tagliabue in Lombardia, nel Triveneto e Farnese in Romagna Centro-Sud e nelle isole maggiori, sviluppano e incrementano il network Falken Point.

Il momento però, si sa, non è facile. «Il mercato non attraversa un periodo di crescita come quello che abbiamo vissuto qualche anno fa» spiega l’ing. Daniela Bolla, di Energy Tyre «ma il nostro marchio conta una crescita nel mercato, grazie al lavoro meticoloso svolto dai soci nelle regioni e anche alle ultime attività di marketing che la sede in Germania ci ha riservato tramite il nuovo direttore marketing Stephna Cimbal e il direttore export e responsabile per l’Italia Gareth Passmore ».

Il lavoro non manca di certo. «Il mercato italiano è molto articolato e frammentato, e ultimamente sta cambiando velocemente, ma abbiamo dalla rete un “feedback” molto positivo»  spiega Maurizio Farnese, presidente della Energy Tyres.  «Noi ci siamo e possiamo dire con soddisfazione che ci siamo sempre con più forza. Per questo dobbiamo continuare a lavorare per trasmettere ai Falken Point e ai clienti finali, che si trovano di fronte a un prodotto valido, con un’offerta sempre più ampia e articolata, i reali contenuti del nostro prodotto e le caratteristiche che lo differenziano dalla concorrenza, sottolineando fra la altre cose il valore aggiunto di un prodotto a tecnologia giapponese».

 

La strada italiana

Se sulla qualità del prodotto non si discute certo (alle spalle di Falken c’è la tecnologia giapponese di uno dei maggiori gruppi mondiali), la conoscenza del marchio è ancora tutta in gran parte da inventare. Se infatti negli Stati Uniti e in Germania la partecipazione alle competizioni automobilistiche (Falken è dal 1999 un habitué della 24 Ore del Nurburgring) è stata sufficiente per imporre il marchio all’attenzione della clientela, nel nostro Paese, dove Formula 1 e Ferrari calamitano l’attenzione del grande pubblico, si devono inevitabilmente percorrere altre vie.

Per questo motivo Energy Tyres ha pensato di seguire una strada italiana e, in accordo con Falken Tyre Europe, si è deciso di riprendere una tendenza oggi sempre più diffusa tra le aziende del settore e di affidarsi al calcio, lo sport più amato dagli italiani, esponendo a partire dalla stagione 2016-2017 con un accordo biennale il marchio Falken a bordo campo nelle partite interne di Bologna, Lazio e Roma e uno spot-tv su Sky Sport durante le partite. In questo modo, oltre a richiamare l’attenzione del pubblico sul marchio, l’azienda ha infatti ulteriori occasioni per incontrare i clienti in un’atmosfera non-lavorativa e creare le basi per portare avanti la crescita registrata in questi primi tre anni di attività.

«Per Falken l’Italia è un mercato importante in quanto appartiene chiaramente ai Top 5 mercati europei ed è per default di grande importanza strategica per qualsiasi produttore» dice Garrett Passmore di Falken Tyre Europe. «A causa della struttura del mercato, il rapporto con Energy Tyres è stata la mossa giusta e ci aspettiamo di crescere con la nostra presenza nel prossimo futuro attraverso la costruzione del marchio e l’estensione del nostro programma Falken Point».

 

 

Il colosso Sumitomo 

Pneumatici in primo piano, ma non solo per Sumitomo Rubber Industries le cui origini risalgono al 1909. Se è vero infatti che i pneumatici rappresentano da soli l’86,3% delle sue attività, la divisione del gruppo giapponese è presente anche in settori merceologici come quello dello sport (nel golf con Srixon e Cleveland, racchette da tennis, prati sintetici) che rappresentano il 9,1% del giro d’affari e dei prodotti industriali (prodotti medicali) che coprono il restante 4,6%.

Sumitomo Rubber è però solo uno dei rami di un colosso industriale di ancora più grandi proporzioni, la Sumitomo Corporation, che oggi dà lavoro a circa 70.000 persone attraverso qualcosa come 800 aziende sparse per il mondo con interessi diversificati in settori che spaziano dalle attività minerarie alla chimica, dalla ricerca alla logistica, dal finanziario all’elettronica, solo per citare i più importanti, e che ha anche una partecipazione nel pacchetto azionario della Mazda.

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