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Articoli - Archivio

05/09/2011
Terreno di conquista

Michelin XDR2 per dumper rigidi
Miniere e cave estrattive sono il terreno di conquista dei nuovi pneumatici della casa francese, accreditati di un Tco più basso rispetto ai predecessori e, insieme a un'accresciuta sicurezza, di un minore impatto ambientale, come vuole l'ampia strategia di rinnovo della gamma

Mino de Rigo

Le dimensioni del nuovo prodotto vanno dalla 27.00R49 alle misure da 63 pollici (53/80 e 59/80), annoverando anche, man mano che saranno rese disponibili, 33.00R51, 37.00R57 e 40.00R57

 

Già capaci di lasciarsi la crisi alle spalle, il settore delle cave estrattive e il comparto minerario rappresentano per il mercato mondiale dei pneumatici movimento terra altrettanti segmenti in forte sviluppo, connotati da una crescita in doppia cifra, con i paesi emergenti a trainare il gruppo. L'Italia vede assai attivo il primo ambito, mentre il secondo è meno significativo: insieme costituiscono il target dell'inedito Michelin XDR2, un pneumatico destinato ai dumper rigidi che operano in miniere o cave su terreni particolarmente difficili e soprattutto una novità importante come ulteriore tassello della strategia di rinnovo dell'intera gamma di prodotto. Spiega Giovanni Petrillo, responsabile marketing movimento terra e movimentazione industriale di Michelin Italia: "L'obiettivo consiste nel presentarsi al mercato con tre tipologie di pneumatici per i dumper rigidi: una prima copertura tipicamente da cava, dove la capacità di trazione è prioritaria, che corrisponde ai prodotti X-Traction, la cui serie è stata rimpolpata con nuove misure, una seconda indirizzata a cave e cantieri con esigenza di muovere i carichi a maggiore velocità, alle quali sono rivolti i pneumatici X-Quarry S ("S" sta per speed), e una terza costituita appunto dai nuovi XDR2", sviluppati appositamente per le miniere di superficie ma candidati anche ad altre applicazioni in contesti operativi molto difficoltosi. "L'Italia non è il paese a più alta vocazione mineraria, ma Michelin non pone preclusioni di sorta al mercato".

 

C2 allunga la vita alla carcassa
Le dimensioni del nuovo prodotto vanno dalla 27.00R49 alle misure da 63 pollici (53/80 e 59/80), annoverando anche, man mano che saranno rese disponibili, 33.00R51, 37.00R57 e 40.00R57. "Le direttrici seguite nello sviluppo dell'XDR2 corrispondono ai principali obiettivi dichiarati per il settore: la sicurezza degli operatori, il contenimento del costo di possesso e di esercizio (Tco) e la riduzione dell'impatto ambientale. Sono tutti aspetti che vedono il nuovo pneumatico segnare decisi passi avanti rispetto al predecessore XDR". Per abbassare il Tco gli uomini di Michelin hanno lavorato su più versanti: in primo luogo, hanno realizzato l'architettura della carcassa sulla base della tecnologia C2, già impiegata sulle nuove dimensioni dell'X-Traction, perché capace di limitare il riscaldamento della gomma e dunque in grado di allungarne la vita utile. "Sebbene le velocità dei dumper rigidi all'opera nelle cave siano relativamente basse, tra 10 e 30 Km/h - puntualizza Petrillo - la mole di questi mezzi e il loro carico danno luogo a forti riscaldamenti delle coperture, che tendono a deteriorarsi più in fretta. Con l'impiego della tecnologia C2 abbiamo rilevato che l'XDR2, a parità di dimensione, portata e mescola, si riscalda molto meno rispetto al modello precedente". Ulteriore accorgimento finalizzato al medesimo obiettivo, gli intagli della scultura a tutta profondità, così da garantire un più consistente passaggio d'aria al suo interno e, al contempo, l'adozione di particolari incavi sui tasselli laterali, concepiti per migliorare lo smaltimento del calore sul battistrada. "Poi, grazie agli intagli profondi e al blocco centrale più largo del 13% è stata aumentata la superficie di contatto al suolo, a beneficio della sicurezza e della stabilità".

 

Più resistenza a tagli e strappi
"Inoltre, la struttura è autopulente, e rispetto a quella del predecessore è meno soggetta a trattenere sassi o altri materiali che alla lunga possono danneggiare la copertura". L'altro fattore chiave a cui Michelin ascrive la riduzione del costo di esercizio è rappresentato dallo spessore del battistrada, il 20% in più dell'XDR e dunque altrettanto più duraturo in prospettiva. E un importante contributo aggiuntivo viene pure dalla resistenza agli strappi e alle aggressioni del fondo: "Per evitare danni e rotture accidentali tali da comportarne la sostituzione anticipata - afferma il manager di Michelin Italia - si è lavorato principalmente sul fianco e sul sottostrato, la porzione di gomma sottostante al battistrada e contiguo alle tele della carcassa: da una parte questo strato è stato ispessito, in modo da resistere al contatto con rocce, chiodi o altri materiali acuminati; dall'altra, si è data al fianco una forma più piena e continua", con l'effetto di raddoppiarne lo spessore, aumentando così le difese contro tagli e urti. E ancora, le tele della carcassa incorporano acciai irrobustiti, "ciò che le rende, in base alla dimensione, più solide fino al 60%; inoltre è stato usato un nuovo procedimento di fusione della gomma attorno all'acciaio in modo che i cavi siano isolati singolarmente, per cui l'ossidazione che dovesse colpirne uno, esposto a causa di un danneggiamento, non si propaga a quelli vicini". Quanto alle mescole, sulla scelta degli ingegneri ha inciso la decisione della casa francese di moltiplicare le opzioni, segmentando il prodotto in ragione delle esigenze d'impiego.

 

Mescole diverse per lo stesso prodotto
"Possiamo offrire al mercato la medesima scultura XDR2 nella misura 27.00R49 - sottolinea Petrillo - in tre versioni distinte, caratterizzate ognuna da un differente compound. Così l'utilizzatore può scegliere il prodotto più adatto alle proprie necessità applicative, col supporto dei nostri specialisti sul campo, rispetto alla capacità di trazione, alla velocità media di lavoro sul percorso e alla resistenza agli agenti aggressori". Il range prestazionale delle varianti della stessa copertura spazia dunque dalla massima resistenza ai danneggiamenti che s'abbina a una velocità operativa più contenuta, alla situazione esattamente opposta, passando per una resa di equilibrio, a metà strada tra le due. "Le rispettive velocità ammesse sono pari a 18, 22 e 26 Km/h. Sembrano differenze risibili, ma è quanto, nell'impiego pratico quotidiano, soddisfa applicazioni tra loro assai diverse". Michelin rivendica progressi anche in tema di eco-compatibilità, accreditando il nuovo pneumatico di un peso inferiore: "Pur con una durata e una resistenza superiori - sostiene Petrillo - usiamo meno materie prime, e nell'uso si risparmia carburante e, poi, a fine vita, la quantità di prodotto da smaltire è inferiore. Peraltro, poiché gli XDR2 durano di più, sono necessari meno pneumatici per svolgere lo stesso lavoro; pneumatici che sono comunque ricostruibili, allungando ulteriormente la vita utile della carcassa, con ovvi benefici per l'ambiente".

 

• Movimento terra, una gamma in rapido divenire 

 

Nel giro di un paio d'anni, un rinnovamento completo: per la gamma cava cantiere di Michelin, che 18 mesi or sono ha avviato il ricambio di tutti i modelli con gli omologhi di nuova generazione partendo con il pneumatico da pala XHA L3, sostituito dalla nuova serie XHA 2, capace di un netto passo avanti prestazionale sulla precedente. Per quanto riguarda i dumper, il rinnovo è iniziato con il lancio delle coperture X-Quarry S, seguito dalla presentazione del disegno X-Traction per dumper articolati e rigidi e quindi, a beneficio di questi ultimi, dal rinnovo della gamma XDR con l'inedita XDR2, i cui esemplari vantano, fra le altre peculiarità, la predisposizione a ospitare i sensori elettronici governati dal sistema MEMS (Michelin Earthmover Management System): basato su GPS, esso permette il costante monitoraggio delle attività dei singoli mezzi, come pure la pianificazione dei loro cicli di lavoro, in funzione dei valori rilevati. È una sorta di telemetria che consente di ottimizzare l'uso delle macchine ai fini della massima produttività senza superare le soglie critiche di stress dei pneumatici. Entro il prossimo anno il rinnovo delle coperture movimento terra di Michelin si completerà con le serie L5 e L4, rispettivamente l'XLD D2 e l'XLD D1, pronte a offrire maggiori capacità di carico, con il passaggio completo del rating da una a due stelle.  

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