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L'Editoriale - Archivio

31/08/2016
TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO

Renzo Servadei

Che in Italia le infrastrutture siano in un ritardo atavico è noto. Che sul tema si registrino prese di posizione quantomeno singolari è altrettanto certo. Spesso poi le cronache registrano con dovizia di particolari le posizioni di coloro che sono contrari a una determinata opera, senza mai dare voce a coloro che magari due volte al giorno sono costretti fare ore di fila per andare a lavorare perché non è stata potenziata una tratta.

Recentemente tuttavia mi è capitata una singolare coincidenza che sembra evidenziare come a livello istituzionale sul medesimo problema si possa sostenere una tesi ed esattamente il suo contrario.

Tutti coloro che hanno avuto modo di prendere il treno ad alta velocità da Milano a Roma sanno che prima di Bologna lo stesso entra nel sottosuolo ed esce oltre la città. Nel capoluogo emiliano infatti, le linee ad alta velocità sono separate dai binari delle linee ordinarie, tanto che perfino le diramazioni per Verona, e presto lo faranno anche quelle per Padova, entrano nel nodo sotterraneo con appositi binari separati.

Le motivazioni addotte per questa scelta sono state che separando i flussi dell’alta velocità da quelli delle linee ordinarie, da un lato si aveva maggiore sicurezza e dall’altro si sarebbe potuto meglio sviluppare i sistema ferroviario metropolitano visto che i treni locali sarebbero stati liberi da interferenze con alta velocità. Tutto chiaro? Apparentemente sì.

Il problema è che quello che vale per Bologna, dovrebbe valere anche per Firenze, città simile, che insiste sulla stessa tratta semplicemente al di là dello spartiacque appenninico.

I lavori della stazione sotterranea di Firenze sono fermi pare per un problema di terre di scavo, ma nel frattempo, acquistando un giornale con la cronaca fiorentina ho constatato come le istituzioni dibattano sulla proposta di non fare più il sottopasso ferroviario, ma utilizzare anche per l’alta velocità i binari di superfice. Le motivazioni? Con i soldi risparmiati non facendo più il sottopasso ferroviario, si potrebbe potenziare il servizio ferroviario metropolitano.

Noi non siamo degli ingeneri ferroviari, ma da semplici cittadini ci sembra che, in una situazione apparentemente simile, sostenere un tesi e il suo contrario sia quantomeno incomprensibile. A Bologna si è fatta la separazione AV Linee ordinarie così si può potenziare il servizio ferroviario metropolitano, a Firenze con i soldi risparmiati non facendo il passante, si può potenziare il servizio ferroviario metropolitano. Interessante.

Con le attuali capacità di simulazione, credo che non sarebbe difficile sapere quale delle due tesi progettuali sia quella giusta, anche perché come cittadini abbiamo il diritto di capire con quali fondamenti scientifici vengono adottate le decisioni. Soprattutto quando si tratta di scelte epocali che cambiano il volto di una città e la vita delle persone. Non è sterile polemica.

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