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Articoli - Archivio

08/11/2017
TRA INCERTEZZE, POLITICHE E PROGETTI DI RILANCIO

Autotrasporto

 

Grande operazione per il rinnovo del parco circolante ma il settore non decolla

Paolo Castiglia

Rinnovo e adeguamento tecnologico. Sono queste le sfide che l’autotrasporto deve vincere se vuole continuare a rappresentare una delle spine dorsali lungo le quali procede la ripresa dell’economia.

E per questo si conferma anche quest’anno, quindi, la decisione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di incentivare le aziende di autotrasporto proprio per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del materiale rotabile, in direzione di un crescente impegno nel promuovere una mobilità sostenibile attraverso un approccio integrato, che consideri come fattori determinanti sia la diffusione dei veicoli a carburanti alternativi e con minor impatto ambientale, sia la necessità di un’ottimizzazione logistica del trasporto merci.

“Siamo soddisfatti di questo provvedimento – ha dichiarato in proposito Andrea Zambon Bertoja, presidente della Sezione Rimorchi di Anfia –. La politica strutturale di sostegno agli investimenti degli ultimi anni, infatti, sta accelerando il necessario processo di rinnovo del parco circolante dei veicoli industriali, supportando il mercato e la produzione. Rappresenta, inoltre, un virtuoso esempio dei buoni risultati che è possibile raggiungere lavorando insieme per un comune e ambizioso obiettivo, quello di un trasporto merci sempre più sostenibile”.

Sulla Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati, infatti, il Decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Decreto Direttoriale riguardanti le modalità di erogazione dei 35,9 milioni di euro stanziati per gli investimenti a favore delle imprese di autotrasporto che fino al 15 aprile 2018 potranno acquistare veicoli industriali a trazione alternativa, rimorchi e semirimorchi per il trasporto intermodale e, per la prima volta, anche rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto ATP1. Le imprese di autotrasporto possono presentare la domanda per gli incentivi per l'acquisto di veicoli industriali a basso impatto ambientale e per i semirimorchi intermodali.

Il Decreto stanzia 36 milioni di euro per incentivi all'acquisto di veicoli industriali e rimorchi. La cifra comprende 10,5 milioni di euro per l'acquisto di veicoli nuovi con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate alimentati con gas naturale compresso o liquefatto o con trazione ibrida diesel-elettrica o totalmente elettrica (in questo caso, l'incentivo vale anche per convertire veicoli con motore termico in elettrici).

Altri dieci milioni sono stanziati per chi acquista veicoli nuovi con massa complessiva superiore a 11,5 tonnellate con motore Euro VI, ma solo a fronte della rottamazione di un veicolo di pari categoria e con motore di classe ambientale inferiore.

Per l'acquisto di rimorchi o semirimorchi nuovi il Decreto stanzia 14,4 milioni di euro. Possono accedere ai contributi le imprese che acquistano nuovi equipaggiati per il trasporto combinato strada-rotaia (UIC 596-5) o strada-mare (con ganci IMO), oppure dotati con dispositivi innovativi per aumentare la sicurezza e l'efficienza energetica, oppure da agganciare a autoveicoli con massa complessiva superiore a 7 tonnellate allestiti per trasporti a temperatura controllata (ATP) che hanno caratteristiche per il rispetto ambientale. La cifra rimanente (1,050 milioni) serve per l'acquisto di casse mobili e rimorchi/semirimorchi per trasportarle nell'ambito dell'intermodalità.

Le domande per ottenere il contributo devono essere presentate solamente in modo telematico tramite il Portale dell'Automobilista entro il 15 aprile 2018, per veicoli acquistati dal 2 agosto 2017 al 15 aprile 2018. Il limite massimo di contributo per una singola impresa è di 700mila euro. Il contributo per singolo acquisto dipende dal tipo di veicolo. Le piccole e medie imprese e le aziende aderenti a una rete d'impresa ottengono un incremento di ogni contributo del dieci percento, calcolato sull'importo netto del contributo e cumulabile.

Nel primo semestre del 2017 l’incremento stimato del mercato, rispetto allo stesso periodo del 2016, si attesta a +9,5%, con 11.755 unità immatricolate contro 10.732. Per i veicoli pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore alle 16t, le stime per il mese di giugno rilevano una diminuzione dello 0,6% con 1.530 unità contro 1.539. Con 9.484 unità rispetto alle 8.470, invece, nel semestre gennaio-giugno 2017 il mercato registra – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – un incremento del 12%.

“I dati che le stime ci restituiscono – commenta Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali di Unrae – evidenziano un rallentamento delle immatricolazioni del quale avevamo già una percezione indiretta attraverso l’osservazione dell’andamento degli ultimi mesi. In particolare i dati di maggio, e ora quelli di giugno, mandano un segnale di attenzione, che conferma come – nei periodi di aspettativa di nuovi provvedimenti di sostegno – la domanda manifesti una tipica situazione di rinvio della decisione di acquisto”.

Secondo gli operatori l’attuale situazione politica e economica del sistema Italia contribuiscono a creare un clima di incertezza che deprime la domanda. A dare fiducia non concorrono neppure le attività in corso a livello europeo in merito alla revisione complessiva delle norme sull’autotrasporto, che presentano talune criticità già denunciate dalle associazioni di settore.

“Un rallentamento significativo del mercato – prosegue Fenoglio – allontanerebbe inoltre il raggiungimento delle condizioni di sostenibilità ambientale da tutti ritenute ormai necessarie. D’altra parte, il comparto della logistica e dei trasporti è legato strettamente all’andamento economico del Paese e alle variazioni del suo prodotto interno”.

Se in un sistema produttivo non decolla - conclude il rappresentante dei costruttori - la domanda di beni, rimane depressa per conseguenza anche la domanda di trasporto; eppure il contributo economico del settore dovrebbe far riflettere il Governo”.

 

 

PORT COMMUNITY SYSTEM: SERVIZI GRATUITI

APPREZZAMENTO DEI TRASPORTATORI

I servizi del Port Community System restano gratuiti, tranne nel caso di nuovi servizi di mercato. Su questo si registra l’apprezzamento della Confetra. Secondo l’organizzazione autotrasportistica “La gratuità dei servizi PCS – spiega una nota – non è derogabile tranne quando siano attivati nuovi servizi di mercato”. “Tale gratuità”, prosegue la confederazione, “potrà essere perseguita anche remunerando i costi di manutenzione e gestione dei PCS attraverso una delle tasse, imposte e contributi addizionali che già gravano sul sistema portuale e logistico, applicate spesso in deroga ai disposti del comma 8 articolo 5 Legge 84/94”. Inoltre, Assoporti Servizi ha avviato una ricerca per dotare tutti i porti italiani di un comune standard relativo ai Port Community System.

Il Port Community System è una piattaforma telematica che raccoglie diversi servizi e processi che servono agli operatori dei porti, scambiando informazioni e documenti elettronici tra i diversi sistemi informatici. Il PCS può servire, per esempio, le procedure dell'intero ciclo nave, la gestione telematica delle pratiche doganali, gli accessi nell'area portuale, il tracciamento di veicoli e spedizioni o le attività di carico e scarico nei terminal.

 

 

MANOMISSIONE CRONOTACHIGRAFO: LA CASSAZIONE RIBADISCE IL PENALE

I giudici delle Suprema Corte hanno accolto un ricorso contro una sentenza che stabiliva il non luogo a procedere penalmente verso un autista che aveva inserito una calamita nel cronotachigrafo. La Cassazione ribadisce con una nuova sentenza che manomettere il cronotachigrafo di un veicolo industriale è un reato e quindi si punisce con le sanzioni previste dal Codice Penale, oltre che con quelle previste dal Codice della Strada per l'eventuale violazione dei tempi di guida e di riposo. Questo concetto i giudici lo avevano espresso in sentenze precedenti e lo hanno confermato anche in quelle sul ricorso presentato dal Procuratore Generale di Firenze contro la decisione del Gup del Tribunale di Livorno che aveva dichiarato in non luogo a procedere verso un autista colto con una calamita sul cronotachigrafo digitale.

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