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08/09/2014
TPMS OBBLIGATORI: LA SOLUZIONE ITALMATIC È "FACILE"

Sensori Italmatic by Schrader

 

Dal 1° novembre ogni veicolo di nuova immatricolazione di classe M1, in base alla normativa europea n°661/2009, dovrà essere dotato del sistema TPMS per il controllo della pressione dei pneumatici: Italmatic propone EZ sensor, soluzione “brevettata universale programmabile Schrader”, realizzato per fronteggiare le future esigenze (e le opportunità) generate da questi nuovi sistemi 

Nicodemo Angì

Siamo andati a visitare la milanese Italmatic, fondata nel 1966 e conosciuta a livello internazionale per la fabbricazione di macchinari per la produzione e ricostruzione di pneumatici e di un’ampia gamma di consumabili e accessori sia per ricostruttori che per i negozi dei gommisti e per le aziende produttrici di autoveicoli e camion (O.E.M.), quali contrappesi di bilanciatura e lame di raspature.

Il Managing Director dott. Stefano Palombella ci ha delineato un’azienda ben condotta e focalizzata: dalle autoclavi per la vulcanizzazione della gomma sono derivate altre applicazioni, tra cui la stratificazione del vetro, il trattamento dei materiali compositi, la fabbricazione di tubi in gomma prodotti, ecc. Apprezzate sono anche le attrezzature per la ricostruzione e la produzione dei pneumatici e la ben specializzata attività di produzione di gomme piene industriali superelastiche (insieme alle attrezzature per produrle); un’altra nicchia ben presidiata è poi quella relativa ai cilindri gommati con applicazioni ad esempio nelle cartiere, per i quali c’è la produzione di macchine per estrusione della gomma e rettifica, così come la fornitura OEM e AM e l’attività di consulenza.

Torniamo ora ai veicoli stradali la cui sicurezza è strettamente legata ai pneumatici, che possono perdere efficienza non soltanto per l’usura o l’invecchiamento ma anche per la pressione di gonfiaggio banalmente troppo bassa.Molti veicoli circolano con gomme quasi sgonfie e, dato che le campagne di sensibilizzazione non hanno sortito l’effetto auspicato, la Comunità europea ha deciso di introdurre l’obbligatorietà di un sistema di controllo che possa avvisare il conducente tempestivamente.È quasi superfluo ricordare agli esperti lettori di Pneurama i deleteri effetti di un sotto gonfiaggio (minore stabilità direzionale in curva, aumento della distanza di frenata, surriscaldamento del pneumatico, con conseguente aumento del rischio di esplosione, aumento del consumo del carburante e diminuzione della vita utile del pneumatico...): vediamo piuttosto l’evoluzione e i termini di questo obbligo che li interesserà sempre più da vicino.L’adozione di un sistema di controllo pressione si estenderà presto su scala planetaria: i TPMS sono infatti già obbligatori negli Stati Uniti d’America dal 2007, mentre la Russia li adotterà dal 2016 e la Corea del Sud nell’arco di tre anni, dal 2013 al 2015.L’obbligo stabilito dall’Europa riguarda i veicoli di classe M1, ossia quelli fino a 9 posti a sedere (compreso il guidatore) e 3,5 tonnellate di peso massimo.Segnaliamo inoltre che il TPMS deve funzionare in permanenza (essendo un dispositivo di sicurezza al pari delle cinture di sicurezza, l’esclusione non è permessa) e deve monitorare tutti i pneumatici usati dal veicolo. Le tecnologia usata può essere di tipo sia diretto che indiretto. La normativa europea prescrive che l’allarme deve scattare in presenza di un calo della pressione nominale a caldo superiore al 20% oppure al raggiungimento di 1,5bar. Il più elevato dei due valori ha la priorità (come riportato nell’articolo “Il pneumatico e la pressione” su questo numero).


Diretto è meglio

Il sistema indiretto o passivo usa i dati trasmessi dal sensore dell’ABS, che vengono elaborati da un software basato sulle differenza di velocità rotazionale delle ruote, per valutare la pressione (un pneumatico sgonfio ha una circonferenza di rotolamento minore rispetto a quando è gonfiato al punto giusto): non ha quindi sensori installati all’interno del pneumatico, ma non calcola la temperatura e non indica qual è il pneumatico interessato dalla perdita di pressione: può pertanto segnalare un’anomalia generica. Il sistema diretto, quello oggetto della nuova divisione TPMS EuroShop, lanciata, a partire dal 1° gennaio 2014 in partnership con Schrader Electronics, impiega i sensori di pressione installati all’interno del pneumatico.

 I sensori inviano i dati in modalità wireless sulla frequenza di 433 MHz a un ricevitore il cui segnale, interfacciandosi con le centraline di bordo, visualizzerà la pressione e la temperatura delle gomme e accenderà eventualmente una spia d’allarme.

Si prevede che il sistema diretto sarà quello che si diffonderà di più e dovrebbe equipaggiare nel 2015 il 61% dei veicoli venduti in Italia.Italmatic, continuando nella sua politica di affiancamento e aiuto ai professionisti dell’aftermarket, propone una gamma di soluzioni che permettono di affrontare tutte le problematiche legate ai sistemi TPMS di tipo diretto. La principale è il sensore universale EZ-Sensor Schrader: due sensori programmabili che coprono il 90% dei sensori originali attualmente presenti sul mercato.

Gli EZ-Sensor sono prodotti e brevettati da Schrader, tra il leader mondiali del settore, e sono disponibili nella versione con valvola in gomma tipo snap-in, e nella versione con valvola in metallo tipo clamp-in, il cui impiego è obbligatorio per i veicoli che superano i 210 km/h.Il portale internet dedicato alla divisione EuroShop, www.tpmseuroshop.it, renderà più facile il lavoro sia dei distributori che dei gommisti. È infatti sufficiente inserire i dati identificativi del veicolo (casa, modello e anno di produzione) per ottenere l’elenco di tutti i codici corrispondenti: sensore OE, sensori universali, kit e parti di ricambio. Insomma con un semplice click gli utenti avranno a disposizione tutte le codifiche utili con i loro prezzi e potranno utilizzare il portale sia come efficace strumento di consultazione che per inviare l’ordine direttamente, accorciando i tempi di consegna.I sensori universali sono “vergini” e Italmatic fornisce anche gli strumenti di programmazione (per renderli compatibili con i vari modelli di veicolo), il più semplice dei quali è la Pad USB che, collegata ad un PC anche non connesso al Web, permette di testare un sensore, crearlo o clonarlo; quest’ultima operazione replica esattamente un altro sensore (stesso ID) e quindi elimina la necessità della fase di apprendimento sulla centralina del veicolo.

Ben più versatili sono i tester senza fili specifici (Italmatic ne propone a marchio Bartec, Tecnomotor e Ateq) che permettono di effettuare queste operazioni e, inoltre, di verificare il funzionamento dei sensori prima ancora di smontare le ruote (si tratta del cosiddetto test before touch) da eseguire nella fase di accettazione del veicolo.Dopo l’installazione di un nuovo sensore – che non sia stato clonato - è necessario “istruire” la centralina, nel caso essa non sia dotata della funzione di autoapprendimento. Tale procedura può avvenire attraverso il menù del veicolo o tramite uno strumento di diagnosi specifico.


Opportunità?Si, a patto di “studiare”

Nel 2013 le auto dotate di sensori erano 250.000 mentre alla fine del 2014 esse saranno più che raddoppiate. I sensori saranno 4 volte tanto e le esigenze di una loro manutenzione cominceranno ad essere significative: anche se il tasso di sostituzione per rottura è basso (statisticamente intorno allo 0,7 %) ci saranno da equipaggiare anche i treni di gomme invernali nel caso fossero montati su cerchi diversi, operazione per la quale circa l’85% degli automobilisti si rivolge all’aftermarket.I professionisti dell’aftermarket dovranno quindi prepararsi per affrontare tutte queste esigenze, tenendo anche conto che sul mercato ad oggi esistono circa 150 tipi di sensori diversi e questa varietà può essere una difficoltà (anche per il grossista) e, nello stesso tempo, un’opportunità da cogliere.In aggiunta alla manutenzione ordinaria nel caso di cambio dei pneumatici (ad esempio sostituzione del dado di fissaggio, del meccanismo interno, del coperchietto, della guarnizione), si impone un “cambio di marcia” al gommista, che dovrà per forza, se già non l’ha fatto, imparare ad usare i sensori, la diagnosi elettronica e quel che le ruota attorno.

A tal fine la divisione TPMS Euro Shop dedica particolare attenzione al training e alla formazione, anche attraverso una piattaforma di E-learning, dove è possibile effettuare training on line al termine della quale viene rilasciato un certificato Dekra di superamento di un test finale. Un breve scambio di battute con il dott. Paolo Polenghi, responsabile della divisione TPMS EuroShop, ha permesso di approfondire la bontà dell’accordo fra Italmatic e Schrader, che in qualità di fornitore di molti car maker è in grado di conoscere in anticipo i protocolli di comunicazione dei sensori e di replicarli sul sensore universale anche per i modelli di veicoli non ancora sul mercato. Questa possibilità ha indotto l’amministratore delegato di Schrader International GmBH, Alfonso Di Pasquale, ad affermare che “la copertura assicurata è attualmente molto ampia e contiamo di arrivare a breve a estenderla a quei veicoli non ancora compresi nei listini, ma che noi sappiamo essere dotati di sensori Schrader”.

Secondo Paolo Polenghi, però, queste nuove occasioni non sono state ancora comprese appieno da molti gommisti: il 1° novembre appare lontano ma in realtà le opportunità ci sono già ora e in ogni caso chi non ha familiarità con il TPMS e diagnosi dovrebbe “studiare” per non lasciarsi sfuggire la gestione dei TPMS obbligatori e perdere la clientela che inevitabilmente si rivolgerà al canale delle concessionarie.

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