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Articoli - Archivio

06/08/2015
TEEM, IL VIAGGIO PUÒ COMINCIARE

Infrastrutture

 

Apre al traffico la nuova Tangenziale est esterna milanese tra Melegnano e Agrate Brianza: più corta, più veloce e meno trafficata della “vecchia” A51, anche se i pedaggi sono più alti. E ci sono novità anche sulla Rho-Monza

Massimo Lanari

Dopo l’esperienza della Brebemi, il rischio era quello di un nuovo flop. Questa volta per la Teem (Tangenziale est esterna milanese), la nuova autostrada di 32 km aperta al traffico lo scorso 16 maggio. E invece no. La Teem funziona. È cara, ma funziona, come si può notare a vista d’occhio dalla quantità di auto e camion che ogni giorno attraversano questo nastro d’asfalto a tre corsie per senso di marcia tra Melegnano e Agrate Brianza. Un’autostrada completata a tempo di record, in meno di 3 anni dall’inizio dei lavori l’11 giugno 2012 (fatta eccezione per l’Arco Teem tra Liscate e Pozzuolo Martesana, in cui i tempi hanno seguito quelli dell’apertura della Brebemi). Lo scopo dell’autostrada è quello di bypassare la congestionata Tangenziale est di Milano, mettendo direttamente in collegamento l’A1 con l’A4 e tutta l’area a nord di Milano e attorno a Bergamo. Una delle più industrializzate e trafficate d’Italia.

 

Il confronto

Per confrontare tempi e costi, proviamo a percorrere il tratto autostradale Lodi-Cavenago prima attraversando la “vecchia” Tangenziale est e poi la nuova Teem. Con la Teem si percorrono 48,3 km: un’auto ci mette 27 minuti, un camion 36. Costo, 7,30 euro per
un’auto e 18,20 euro per un autoarticolato a 5 assi. Mica poco, per così pochi chilometri. Ma proviamo a percorrere la Tangenziale est di Milano. Attraversando la “vecchia” Tangenziale est si scopre che l’obiettivo fondamentale della Teem, ossia il decongestionamento dell’autostrada cittadina, è però ancora lungi dall’essere raggiunto. A metà mattinata i rallentamenti sono la regola, e se ci si mette pure il limite di velocità a 90 km/h, i tempi di percorrenza si allungano, eccome se si allungano. Per percorrere 51,1 km si impiegano 35 minuti, mentre un camion ne impiega 42. In sostanza, 6-7 minuti in più, anche se il casello racconta una storia molto diversa: un’auto paga 4,30 euro di pedaggio, un 5 assi 10,60 euro. Non siamo al doppio come la Brebemi, ma poco ci manca. Anche se i rallentamenti della Tangenziale producono un sensibile aumento dei consumi.

 

Flussi veicolari ok

Insomma, la Teem non è la Brebemi. Secondo i primi dati forniti dal concessionario, sulla Teem viaggiano ogni giorno circa 40mila veicoli, di cui almeno 10mila mezzi pesanti, a fronte di previsioni (parse fin troppo prudenti dopo il pericoloso precedente di Brebemi) di 25mila veicoli al giorno. E perfino l’asfittica Brebemi, che sconta ancora la mancanza di connessioni sia sul lato milanese che soprattutto su quello bresciano, sta risentendo positivamente della nuova situazione: la società ha rilevato un aumento dei traffici del 35%, anche se il traffico pesante continua a latitare. Perfino tra i camion che transitavano sulla viabilità ordinaria, solo il 28% ora sceglie la Brebemi. Decisamente troppo poco. Certo è che la “grande paura”, una vittima, l’ha fatta. Sono le tasche del contribuente. La Teem, costata due miliardi di euro, doveva essere finanziata interamente dai privati e a costo zero per lo Stato. E invece lo Stato ci ha dovuto mettere in extremis 330 milioni di euro per far quadrare i conti.

 

Brebemi: connessioni in alto mare

La vera sfida, ora, è il completamento delle connessioni per far finalmente decollare la Brebemi. Sul lato bresciano, dopo anni di attesa, è stato finalmente individuato il nuovo concessionario che, al posto di Centropadane, dovrà gestire il tratto di A21 tra Brescia e Piacenza. Nonché realizzare la porzione di autostrada Corda Molle mancante tra Azzano Mella e Ospitaletto, punto di innesto della Brebemi sul lato bresciano. La nuova Centropadane sarà gestita dal gruppo Gavio e, dopo 3 anni di stop, i cantieri dovrebbero riprendere dopo l’ok definitivo del Cipe, atteso entro la fine dell’estate. Mentre, sul lato milanese, continua a rilento la realizzazione della Viabilità speciale di Segrate, che di fatto costituisce il completamento della nuova superstrada Cassanese, uno dei due “sbocchi” della Brebemi sulla Tangenziale est di Milano. I lavori per il primo tratto, completamente allagato dopo che i cantieri hanno intercettato una falda acquifera (gli abitanti lo chiamano ironicamente il “Segrate River”), dopo quattro anni di attesa dovrebbero finalmente riprendere. La nuova impresa è stata individuata, ma se tutto va bene l’opera sarà realizzata nel 2016. Mentre per il secondo tratto della Viabilità speciale di Segrate, legato al progetto di realizzazione di un gigantesco centro commerciale da parte della società australiana Westfield, è arrivato lo stop dell’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che ha segnalato il rischio di illegalità derivante dalla realizzazione di questo tratto di strada da parte di un privato senza gara pubblica. Nulla si sa, invece, dei progetti della Città metropolitana per togliere i semafori che ingolfano la Rivoltana tra Linate e l’Idroscalo. Insomma, siamo ancora in alto mare.

 

Si chiude l’anello attorno alla città

Buone notizie arrivano invece dalla zona dove si sta svolgendo l’Expo. In occasione della manifestazione è stato infatti aperto al traffico, a tempo di record, l’anello mancante tra la Tangenziale ovest e la Rho-Monza, all’altezza di Baranzate, mentre è percorribile anche il nuovo collegamento diretto tra la Tangenziale nord e la stessa Rho-Monza a Paderno Dugnano, saltando così la Milano-Meda. Percorribile perfino un primo tratto di 1,7 km della quinta corsia dell’Autostrada dei laghi. L’Expo, evidentemente, ha messo le ali alle infrastrutture nell’area milanese. Certo, i lavori sul tratto restante della Rho-Monza sono ancora in corso, ma non interferiscono con il traffico. Ottimo, se non fosse per quel demenziale limite a 60 km/h: ma, a parte questo, di fatto l’anello delle tangenziali è stato chiuso. E, in caso di code sull’A4 tra Sesto San Giovanni e viale Certosa, c’è una via di fuga. In condizioni di traffico normali, il percorso Sesto San Giovanni-Tangenziale nord-Baranzate-Fiera-viale Certosa è più lungo di 6,6 km, si impiegano 9 minuti in più e, a un camion, costa 6,80 euro, contro i 4,40 dell’A4, mentre alle auto costa 2,80 euro contro gli 1,80 euro dell’A4. Ma questo, con il traffico bloccato che solitamente si registra nel tratto Pero-Sesto San Giovanni, è solo un dettaglio.

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