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Articoli - Archivio

05/07/2011
Sotto il vestito, verde

Pirelli Cinturato P1

Lo chiamano verde, pur restando sempre nero. Si amplia l’offerta di pneumatici ad elevato grading ambientale anche sulle gamme automobilistiche più piccole, da sempre quelle a più ampia diffusione.
Ecco l’ultimo arrivato della famiglia Pirelli, il Cinturato P1, anche in versione run flat

di Duilio Damiani

La versatilità della gamma è confermata dall’ampia disponibilità dimensionale, che include misure da 14 a 16 pollici, larghezze comprese tra 155 e 205 mm e rapporti di spalla tra il 70 e il 50%, con codici velocità T, H e V.

 

Ecologia e risparmio; ovvero meno emissioni ed agenti inquinanti, acustici e ambientali, per percorrenze sempre maggiori, sono le costanti dei pneumatici dell’ultimo decennio. Assieme a prestazioni e guidabilità, è sui consumi e sulle resistenze al rotolamento che si articola l’alchimia nei laboratori di ricerca, gli stessi nei quali Pirelli, nella sede di Milano, sviluppa tutta la sua gamma, stradale e da competizione, dai prodotti dedicati alle utilitarie a quelli specifici destinati alle gare di Rally e di Formula 1.
Non sfugge a questa prerogativa il nuovo Cinturato P1, un prodotto innovativo indirizzato verso auto di segmento A, B e C (dalla Smart alla Golf giusto per intenderci), che promette l’abbattimento dei consumi di carburante, unito a un’accresciuta longevità. Un obiettivo ambizioso, dettato dalla necessità di offrire sempre maggiori percorrenze a fronte di minori costi, uniti alla ecosostenibilità, inaugurato tre anni or sono con quella Green Performance al debutto sulla gamma Cinturato, già applicata al P4 e al P6, evoluta sul prestazionale P7 e sullo Scorpion Verde dedicato a Suv, 4x4 e crossover, ed ora idealmente completata dal più piccolo di famiglia. Badando bene di considerare “piccolo” il solo inquadramento dimensionale del P1, considerando la tecnologia permeante il nuovo prodotto, al suo debutto in questo 2011, sul quale è stato riversato tutto il know-how maturato durante lo sviluppo delle altre gamme del costruttore nazionale, e qui affinato per rendere disponibile una moderna gommatura premium alle più attuali vetture di classe medio-piccola, anche con velleità sportiveggianti.

Cinturato globale
Sono quattro le anime a cui Pirelli piace fare riferimento parlando del Cinturato P1: sicurezza, ecologia, piacere di guida e versatilità, caratteristiche proprie del marchio ed impresse anche sull’ultimo nato, di importanza strategica per le logiche di mercato, valutandone la diffusione che potrà conquistare a livello globale. Al fianco del sempre maggiore accrescimento di gamma, si consolida infatti la presenza di Pirelli nei mercati emergenti, oltre che in quelli tradizionali, con una capillare diffusione in Europa, Asia e Sudamerica. È proprio sul P1 che si sono concentrati i piani di sviluppo dei centri industriali dislocati in Brasile e in Cina: moderne unità produttive, come quelle brasiliane, con una capacità di 88 mila pezzi al giorno (dati 2010) – e cinese, con oltre 12 mila pneumatici prodotti al giorno (dati 2010).
Sarà proprio il P1 a rivestire il ruolo di mobilitatore delle masse, sostituendo progressivamente il popolare P4, che resterà ancora in produzione in alcune misure fondamentali almeno per i prossimi due/tre anni.
Durante i test effettuati in Puglia nella scorsa primavera, abbiamo saggiato le sue doti dinamiche nelle più svariate condizioni, su differenti autovetture di classe B e C, privilegiando l’aspetto stradale, rispetto alla pura prestazione velocistica, in ambito urbano ed extraurbano, interpretando quelle condizioni medie in cui si troverà ad operare per la quasi totalità della sua vita.

Carattere e sinergia
Economia e aderenza, con le doti dinamiche di un pneumatico premium. Sviluppato per offrire buone performance di grip sia su asciutto che su bagnato, la carcassa a deformazione stabilizzata consente al Cinturato P1  omogenea superficie di contatto con il terreno, proprio come il fratello maggiore P7. Vengono così sensibilmente ridotti gli spazi di frenata, migliorati, si sottolinea in casa Pirelli, del 4% rispetto al Cinturato P4 - in test effettuati, da 100 km/h l’arresto avviene in poco più di 38 metri - e del 3% in presenza di pioggia, ed è aumentata la durata.
Ma è con l’impiego di una mescola full silica e di materiali innovativi nella realizzazione di tutta la struttura, che è stato ottenuto al contempo il contenimento del peso, ridotto del 15%, consentendo un abbassamento della resistenza al rotolamento, di ben il 25%, con conseguente risparmio di carburante ed emissioni di CO2 del 4%. Leggerezza e flessibilità offrono quindi una riduzione delle masse non sospese, elevando piacere di guida e risposta nelle manovre, pur mantenendo precisione in velocità.
In attesa dell’introduzione dell’etichettatura energetica, prevista per la fine del 2012, la gamma Pirelli si prepara a una certificazione rigida inesorabile anche per quanto riguarda le emissioni acustiche. Per questo un profilo ottimizzato e le spalle aerodinamiche riducono la generazione dell’energia sonora, offrendo una migliore aerodinamica, limitando gli attriti con l’aria e la rumorosità di rotolamento, diminuita di 1,5 dB secondo la valutazione esterna, di 1 dB in meno quella percepita internamente all’abitacolo. La continuità della scolpitura battistrada, oltre a contribuire nella riduzione della risonanza, offre un handling apprezzabile nelle principali situazioni di guida, dalle manovre cittadine alla precisione sulle veloci curve autostradali, permettendo di gestire in aderenza anche le situazioni d’emergenza, come brusche sterzate o frenate improvvise. Il sistema Tension Control, applicato alla carcassa, permette di minimizzare l’effetto di disturbo conseguente all’impatto della ruota con marciapiedi, gradini ed ostacoli vari, massimizzando l’assorbimento dello shock.
Citycar e berlinette oggi pretendono caratteristiche fino a poco fa riservate a ben più blasonate vetture, così in ottemperanza alla richiesta avanzata da alcuni costruttori di poter disporre una versione con struttura autoportante, anche il Cinturato P1 è disponibile, in alcuni dimensionamenti, in versione run flat, in grado di avanzare sgonfio fino a 80 km alla velocità di 80 km/h, che troveremo, ad esempio, sotto Mini e Bmw Serie 1.
Attualmente solo in fase di sperimentazione, è allo studio anche una interessante versione “self sealing”, ovvero in grado di tappare automaticamente il foro causato ad esempio da un chiodo, mediante un rivestimento interno di mastice autosigillante; una soluzione semplice e immediata già presentata sul Cinturato P7 che equipaggia la Volkswagen Scirocco, e che offrirebbe all’industria automobilistica un’alternativa al concetto stesso di run flat. La versatilità della gamma è confermata dall’ampia disponibilità dimensionale, che include misure da 14 a 16 pollici, larghezze comprese tra 155 e 205 mm e rapporti di spalla tra il 70 e il 50%, con codici velocità T, H e V.

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