Condividi su

L'Editoriale - Archivio

31/10/2013
Sicurezza innanzitutto

Renzo Servadei

A MOLTI DI NOI che lavorano nel settore dei pneumatici è capitato quest’estate di vedere numerose vetture parcheggiate, magari sul lungomare, con ancora montati i pneumatici invernali. È difficile stimarne la quota, ma certamente non si è trattato di un fenomeno trascurabile.

Questo significa che c’è ancora tanto da fare per diffondere la cultura della sicurezza. Non è sempre valida la motivazione indicata in questi casi, che suona talvolta come una scusa. Si crede che la colpa di questo comportamento risieda negli effetti della crisi economica, ma in molti casi le vetture che vediamo montare pneumatici invernali in estate non sono le utilitarie utilizzate per andare al supermercato, ma automobili di grossa cilindrata. Queste saranno poi le stesse vetture con le quali i proprietari circoleranno la stagione successiva su strade innevate, pensando di avere fatto una mossa furba evitando di smontare gli invernali ad agosto. Molti di loro arriveranno a consumare le gomme fino alle tele, il che potrebbe sembrare un comportamento limite, ma è invece una situazione fin troppo diffusa. La prova la vediamo non solo nelle statistiche dei controlli della polizia, ma indirettamente anche dal fatto che i ricostruttori faticano a trovare carcasse ricostruibili proprio perché troppo spesso i pneumatici vengono sfruttati oltre il limite. Purtroppo ci si rende conto di quanto sia importante la manutenzione dei veicoli solo quando accadono tragedie.

Queste considerazioni non ci debbono fare dimenticare che il settore dei pneumatici ha fatto tanto in materia di sicurezza, ma sbaglierebbe chi pensasse che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti: il fenomeno a cui accennavo prima ne è la chiara dimostrazione.

Assogomma e Federpneus continueranno a fare la loro parte, ma un grande ruolo lo ha proprio il rivenditore specialista in prima persona. È lui infatti che ha il contatto diretto con il cliente, quindi è lui ad essere il primo ambasciatore della cultura della sicurezza. Sul piano della gestione del punto vendita questo ha portato, insieme ad indubbi vantaggi, anche alcune complicazioni.

Sappiamo infatti che la professione si è stagionalizzata, per cui a momenti nei quali occorrerebbe avere il doppio della forza lavoro seguono periodi di stagnazione dell’attività. In più c’è il problema dello stoccaggio, delle assicurazioni, della sovrapposizione tra clientela privata e società di noleggio. Tutte questioni di cui il rivenditore specialista si fa carico. Ecco perché è necessario aprire un nuovo capitolo della storia. Occorre che sia le istituzioni che i fornitori diano più attenzione alla categoria: non per perpetrare una vecchia logica corporativa, ma per rispondere a interessi di carattere molto più generale. È in atto un’evoluzione sia normativa che tecnica: si pensi ad esempio alla diffusione dei sistemi di monitoraggio pressione a bordo veicolo, per effetto dei quali verranno richieste al rivenditore sempre più competenze specifiche. Questo significa dover investire in formazione del personale, reperimento di informazioni, attrezzature, logistica e software.

Se si continuerà a consentire a qualsiasi improvvisato di vendere gomme, magari di provenienza incerta, non omologate, magari con oli aromatici vietati dalla legge, senza la competenza e i costi che lo specialista invece sostiene, allora tutto il lavoro fatto in materia di sicurezza verrà inevitabilmente vanificato.

torna all'archivio