Condividi su

Articoli - Archivio

03/07/2018
Servono nuove regole per tentare il rilancio

Autotrasporto

 

La battaglia della concorrenza su distacco degli autisti, tempi di guida e riposo, cabotaggio stradale.

Paolo Castiglia

Distacco degli autisti, tempi di guida e riposo, cabotaggio stradale. Sono tre aspetti fondamentali del lavoro quotidiano degli autotrasportatori, che, come vedremo più avanti, non sono certo usciti dalla crisi economica. Ma sono anche aspetti sui quali è intervenuta in maniera importante la Commissione lavoro del Parlamento Europeo, che ha recentemente discusso le proposte sulle modifiche delle norme sull’autotrasporto presentate nel 2017 dalla Commissione Europea, approvando tre importanti emendamenti, appunto su distacco autisti, tempi di guida e cabotaggio.

Occorre dire che la prima risposta del Parlamento Europeo alle modifiche proposte dalla Commissione Europea soddisfa sindacati e imprese di autotrasporto dei paesi che subiscono il dumping sociale degli autisti come l’Italia.

Per ora siamo ancora ai lavori in Commissione, che però sono fondamentali per portare il testo alla votazione in aula. Il primo emendamento approvato dalla Commissione Lavoro riguarda l’immediata applicazione, anche all’autotrasporto delle nuove regole comunitarie sul distacco internazionale, che impongono l’applicazione del salario del Paese ospitante, a parità di lavoro.

Il secondo emendamento riguarda la riforma dei tempi di guida e di riposo degli autisti, bocciata dalla Commissione, che chiede di mantenere l'attuale normativa.

 

La Commissione ha anche confermato il divieto di riposo settimanale all’interno del camion. Il terzo emendamento riguarda il cabotaggio terrestre ed evita un ulteriore liberalizzazione. Anzi, gli eurodeputati hanno raccomandato regole più restrittive, che autorizzino un singolo autista a soli due trasporti di cabotaggio al mese e vietano al veicolo un secondo cabotaggio nello stesso Paese per sette giorni dal primo. Ricordiamo che questa è solo una tappa del percorso della riforma nel Parlamento Europeo.

Tornando ai tempi di guida e riposo, molto delicata appare la questione del riposo in cabina dopo che il Ministero degli interni ha diffuso la circolare del 30 aprile 2018 che equipara il riposo settimanale regolare trascorso sul camion al mancato rispetto del riposo stesso, emergono alcune questioni sulla sua concreta applicazione e sulla validità di una sanzione stabilita da una circolare.

Sulla questione l’associazione dell’autotrasporto Fiap ha interpellato l’avvocato Federico Gallo per un commento sulle condizioni di applicazione della Circolare del Ministero degli interni del 30 aprile 2018, che per la prima volta fissa la sanzione per chi trascorre il riposo settimanale regolare in cabina. Infatti, questo divieto è stato definitivamente sancito da una sentenza della Corte di Giustizia Europa, ma la Legge italiana non fissa sanzioni. In attesa di un adeguamento del Codice della Strada, il Ministero degli interni fornisce alla polizia la disposizione di sanzionare il riposo in cabina come se l'autista non lo avesse svolto per niente, quindi con una multa da 435 a 1701 euro e l'intimazione a non riprendere il viaggio fino a completamento del riposo.

 

Fiap, attraverso il parere legale, sottolinea innanzitutto che la violazione può essere rilevata solamente su strada e nel momento in cui l'autista sta svolgendo il riposo in cabina, quindi non ci possono essere forme di accertamento successive. Nello stesso tempo, il legale pone il dubbio sulla validità di una sanzione stabilita da una circolare ministeriale: “Nel nostro ordinamento, infatti, le circolari ministeriali non sono considerate fonti del diritto e non vincolano né i cittadini, né il giudice nella loro applicazione. La giurisprudenza di legittimità è costante nel dichiarare che le istruzioni impartite dall'amministrazione operano nei confronti degli uffici amministrativi, anche in fase di accertamento, ma non possono influenzare il giudizio di legittimità degli atti che si formano (quali, ad esempio, i verbali di accertamento di violazioni al Codice della Strada), allorché vi sia un un atto formale di contestazione (qual è, ad esempio, un ricorso avanti al giudice di Pace), essendo in tal caso applicabili e vincolanti le sole norme di Legge”.

In concreto, ciò significa che chi viene sanzionato può ricorrere al Giudice di pace, con possibilità di ottenere l'annullamento della multa. Fiap auspica quindi un vero e proprio intervento normativo su tale materia.

Queste questioni normative complesse si intersecano su una situazione molto complessa per il settore, che vive una dinamica dei ricavi che non consente di attuare misure di compensazione: i ricavi sono infatti aumentati sensibilmente solo in quelle realtà produttive e commerciali in cui il rapporto contrattuale è costantemente collaborativo. Nella maggioranza dei casi accade l’esatto contrario: lo testimonia l’incremento di circa il 60% delle spese legali (pari a una spesa di 70 milioni di euro all’anno) sostenute dalle imprese di autotrasporto per ottenere i pagamenti dovuti. “Il tutto si traduce – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasporto Unito – in una penalizzazione finanziaria ormai insostenibile, diretta conseguenza di impianti normativi confusi e inconcludenti, di una organizzazione di sistema che non favorisce quelle forme di razionalizzazione che consentirebbero di contenere i chilometri di viaggio a vuoto e di una proliferazione ormai incontrollata del cabotaggio stradale sempre più invasivo in violazione di qualsiasi forma di corretta concorrenza”.

 

Box

L’unione europea dice no ai mega-truck internazionali

Parliamo dei complessi veicolari più lunghi di 25 metri e più pesanti di 60 tonnellate: la recente riunione trilaterale tra Commissione Europea, Consiglio dell'Unione Europea e Parlamento Europeo ha sancito la volontà di vietare l'uso di complessi veicolari superiori a 25 metri nell'autotrasporto internazionale, che contrasta in nome dello sviluppo del trasporto combinato strada-rotaia.

È una decisione analoga presa dalla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo. Una parte dell'autotrasporto è favorevole alla diffusione di tali complessi – che sono attualmente permessi nel trasporto interno di alcuni paesi comunitari – sostenendo che riducono il numero dei veicoli sulle strade, a parità di volumi trasportati, riducendo quindi anche l'inquinamento e la congestione. Sul versante opposto, le compagnie ferroviarie affermano che i mega-truck ostacolano il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia, che è uno degli obiettivi della politica dei trasporti comunitaria. Secondo una previsione delle Ferrovie, la diffusione di questi complessi veicolari potrebbe causare la perdita di tre punti percentuali nella quota di trasporto merci delle ferrovie.

 

Box

Logistica e-commerce: lo sbarco di poste italiane

Poste Italiane consegnerà pacchi tutti i giorni fino a sera, anche sabato e domenica, e installerà punti di ritiro automatici in supermercati e negozi. La società annuncia, infatti, che intende rivoluzionare il lavoro dei suoi trentamila addetti che ogni giorno portano le lettere nella case italiane, trasformandoli in operatori dell'ultimo miglio per il commercio elettronico.

Il piano è emerso durante la presentazione dei conti del primo trimestre 2018. Una rivoluzione che sta già iniziando, perché la società ha spiegato che nei primi tre mesi di quest'anno i portalettere hanno consegnato il 50% in più di pacchi rispetto allo stesso periodo del 2017.

La consegna dei pacchi è un'attività in forte crescita per Poste Italiane, passata dai cinque milioni di unità del 2015 a 35 milioni del 2017. Il nuovo programma prevede la consegna dei pacchi fino a cinque chili – che rappresentano l'85% delle vendite online – fino alle 19.45, compresi sabato e domenica, distribuendo i viaggi dei portalettere per assicurare le consegne al primo tentativo. Così, la mattina suoneranno nei quartieri con prevalenza di uffici, mentre il pomeriggio e la sera in quelli residenziali.

Cambierà anche la frequenza dei recapiti sulla base della densità dei destinatari: la consegna sette giorni su sette avverrà nelle aree metropolitane, con 600 pacchi al giorno per chilometro quadrato, e per la rete business in quelle urbane (con 80 pacchi per chilometri quadrato), mentre nelle aree rurali le consegne si svolgeranno a giorni alterni (con dieci pacchi a chilometro quadrato). L’obiettivo è consegnare quest'anno 50 milioni di pacchi e raggiungere i cento milioni nel 2022.

torna all'archivio