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Articoli - Archivio

07/01/2019
Segnali di riapertura del dialogo tra governo e associazioni del settore

Autotrasporto

 

Un’attenzione all’autotrasporto da parte del Governo che sembra venire incontro alle esigenze fatte presenti dalle associazioni di categoria del settore negli ultimi mesi. È questo lo scenario che appare in riferimento alle prospettive del traffico merci su strada alla vigilia della scadenza di questo 2018. 

Paolo Castiglia

Un’attenzione all’autotrasporto da parte del Governo che sembra venire incontro alle esigenze fatte presenti dalle associazioni di categoria del settore negli ultimi mesi. È questo lo scenario che appare in riferimento alle prospettive del traffico merci su strada alla vigilia della scadenza di questo 2018. Per esempio, la questione deduzioni forfettarie, causa di malcontenti e minacce di sciopero nei mesi precedenti, pare destinata ad avere un epilogo positivo per l’autotrasporto italiano.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture – Danilo Toninelli – ha infatti annunciato lo stanziamento, nel Decreto Fiscale in elaborazione, di 26,4 milioni di euro per aumentare proprio la quota delle deduzioni forfettarie delle spese non documentate per i viaggi fuori dal Comune degli autotrasportatori, scesa precedentemente da 51 a 38 euro e ora pronta a superare la soglia dei 40 euro.

Altro tema di fondamentale importanza al quale il ministro Toninelli sta lavorando è quello della riduzione delle accise ma su questo ci vorrà tempo. Da seguire con attenzione sarà, come di consueto, il voto in Parlamento della legge di bilancio. Il testo della manovra prevede incentivi alla rottamazione e al rinnovo del parco mezzi, ma anche misure volte a rifinanziare gli interventi sia in favore del trasporto intermodale, che a beneficio della riduzione compensata dei pedaggi autostradali per gli autotrasportatori. Provvedimenti che, in caso di risorse insufficienti, troveranno certamente applicazione, dicono voci governative, nel corso del prossimo 2019.

C’è da dire che l’impegno del Ministero non si sofferma solo sugli aspetti fiscali e finanziari, poiché sono stati aperti alcuni tavoli di lavoro su vari dossier con lo scopo di individuare i criteri decisivi per il rispetto delle regole sociali in ambiti di estrema complessità, per esempio come quello del cabotaggio, cioè dei trasporti internazionali che transitano in Italia, nonché misure per i trasporti eccezionali, anche questo tema di grande delicatezza per le questioni legati alla viabilità e alla sicurezza stradale.

Intanto non possiamo non registrare la soddisfazione, almeno in questa fase, delle associazioni di rappresentanza degli autotrasportatori in merito alla decisione di inserire nel decreto fiscale un aumento delle deduzioni forfettarie delle spese non documentate degli autotrasportatori.

“La decisione di rimpinguare i fondi per le spese non documentate, nel rispetto di quanto sottoscritto a luglio con Unatras, va certamente nella linea giusta” ha commentato infatti, a nome di tutti, il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, che definisce “apprezzabili e orientate nella giusta direzione le intenzioni comunicate alle agenzie di stampa sui temi dell'autotrasporto”.

Significativamente positivi, per le associazioni dei camionisti, anche le dichiarazioni sulla compensazione dell'accisa, sulla rottamazione per il rinnovo del parco circolante, il rifinanziamento delle misure per il trasporto intermodale e la conferma delle riduzioni compensate sui pedaggi autostradali.

Ovviamente meno soddisfazione arriva invece a proposito delle preoccupazioni espresse dal ministro Toninelli sul rischio che le risorse, alla luce degli interventi inseriti nella legge di bilancio, costringano il Governo a spostare nel 2019 alcune misure: secondo Conftrasporto “il rinvio al 2019 non pare essere la scelta idonea, in quanto interromperebbe un circuito virtuoso, peggiorando la competitività degli operatori nazionali”.

Il criterio da seguire sulla compensazione dell’accisa che renderebbe disponibili le risorse, per i rappresentanti degli autotrasportatori italiani è quello della sostenibilità. Dovrebbe valere insomma il principio di “chi più inquina più paga”.

E a proposito di inquinamento ed emissioni, sullo scenario del settore è apparsa, lo scorso 14 novembre, una nuova norma che riduce le emissioni di CO2 dei veicoli industriali del 35% entro il 2030 approvata dal Parlamento europeo.

Con 373 voti favorevoli, 285 contrari e 16 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato una norma che impone entro il 2030 l’immatricolazione di veicoli industriali con emissioni di CO2 inferiori del 35% rispetto a quelle attuali, con una tappa intermedia del 20% entro il 2020.

Inoltre, i costruttori di veicoli dovranno garantire che entro il 2025 il 5% dei veicoli industriali venduti avrà emissioni di CO2 zero e basse, ossia almeno il 50% inferiori alle attuali, soglia che salirà al 20% entro il 2030. Inoltre, l’Europarlamento chiede alla Commissione europea di approntare nuove procedure per verificare il livello delle emissioni in reali condizioni di guida entro il 2020. La norma approvata dal Parlamento europeo è più restrittiva di quella proposta dalla Commissione europea, che ha chiesto un taglio del 30% entro il 2030.

In una nota, l’Europarlamento ha spiegato che “i deputati riconoscono che una transizione socialmente accettabile ed equilibrata verso una mobilità a emissioni zero richiede cambiamenti in tutta la catena del valore del settore automobilistico, con possibili impatti sociali negativi. L’Ue dovrebbe pertanto aiutare i lavoratori del settore ad apprendere nuove competenze e a trovare un altro impiego, in particolare nelle regioni e nelle comunità più colpite dalla transizione”.

Questa è la prima volta che l’Unione europea regola le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, perché i limiti imposti finora fino all’Euro 6 riguardano gli ossidi d’azoto e il particolato. Il relatore della norma, Bas Eickhout dichiara che “abbiamo convenuto di aumentarne l'ambizione rispetto a quanto proposto dalla Commissione, il che è possibile con le tecnologie esistenti. Dobbiamo anche prepararci per le nuove tecnologie ed è per questo motivo che proponiamo questo mandato a emissioni zero e a basse emissioni, per spingere il mercato verso le nuove tecnologie”. Il prossimo passaggio è la trattativa tra Europarlamento e il Consiglio dei ministri per stabilire il testo definitivo.

Dopo la votazione, l’associazione dei costruttori automobilistici europei Acea ha diffuso un comunicato in cui considera la riduzione di CO2 “molto aggressiva”. L’associazione ritiene che già l'obiettivo del 2025 pone una sfida tecnologica molto difficile ai progettisti. Per quanto riguarda l'imposizione di quote di mercato per i veicoli a emissioni nulle o ridotte, l’Acea preferisce un sistema d'incentivi al loro acquisto, piuttosto che penalizzazioni per chi non raggiunge l'obiettivo.

“L’Europarlamento sembra ignorare che il potenziale di elettrificazione dei veicoli industriali è molto inferiore rispetto a quello delle autovetture”, precisa il segretario generale dell’Acea, Erik Jonnaert. Ora l’associazione spera che ci sia un “approccio più bilanciato” da parte dei ministri dei singoli Paesi.

 

 

SICUREZZA, DATI POLSTRADA: INCIDENTI CON CAMION AI RAGGI X

La Polizia stradale ha elaborato i dati sugli incidenti che hanno coinvolto nel primo semestre 2018 i veicoli industriali con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate nei tratti stradali di sua competenza, ossia autostrade, trafori, tangenziali e raccordi autostradali. Questi dati sono stati illustrati alla Commissione per la sicurezza stradale nell’autotrasporto. La distrazione in cima alle cause. La statistica prende in considerazione solo gli incidenti che hanno causato danni alle persone, ossia feriti o morti. Da gennaio a giugno 2018 sono avvenuti 732 eventi di questo tipo, su un totale di 4730 rilevati dalla Polstrada, ossia il 15%, causando 46 morti, pari al 36% del totale, e 1091 feriti (14%). La Polstrada sottolinea che in 298 incidenti, pari al 47% di quelli in cui è stato coinvolto almeno un veicolo industriale e di cui è stato possibile indagare le circostanze, gli agenti non hanno rilevato alcuna responsabilità dell'autista del camion, mentre in 336 c'è almeno una sua corresponsabilità. In quest'ultimo caso, quali sono le cause più frequenti? Al primo posto, nel 23,3% degli eventi, c'è la distrazione alla guida, seguita a distanza (13,6%) dal mancato rispetto della distanza di sicurezza e dall'eccesso di velocità (6,1%). Tra le altre cause, la Polstrada evidenzia l'inefficienza del veicolo (1,6%) e lo stato psico-fisico dell'autista, come l'assunzione di alcool o sostanze stupefacenti, colpo di sonno o malore (0,9%). 

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