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L'Editoriale - Archivio

02/04/2014
Sale la pressione

Dal prossimo 1° novembre sulle vetture di nuova immatricolazione sarà obbligatorio un sistema di monitoraggio della pressione. La categoria si deve fare trovare preparata.

Renzo Servadei

Come spesso accade nelle attività imprenditoriali, le novità tecniche e normative possono essere fonte di opportunità, ma poiché nella società del XXI secolo nulla si ottiene gratis, è sempre bene prepararsi ad affrontare le complicazioni che nascono dalle novità.

Affrontare in anticipo “l’altra faccia della medaglia” consente di porre in essere le iniziative necessarie per rendere massime le opportunità e minimi i rischi. Uno dei prossimi treni comincerà a passare dal 1° novembre prossimo. A partire da quella data infatti, il regolamento (CE)N° 661/2009 - relativo ai requisiti di omologazione per la sicurezza generale dei veicoli a motore - renderà obbligatorio un sistema di monitoraggio della pressione sulle vetture  immatricolate. I rivenditori hanno già avuto a che fare con questi sistemi, perché è dal 1° novembre 2012 che i veicoli di nuova omologazione ne debbono essere dotati.

Tratteremo ampiamente l’argomento sulla rivista da un punto di vista tecnico, tuttavia ci interessa tornare sul tema dell’analisi rischi ed opportunità: i rivenditori che sapranno dotarsi delle strumentazioni e delle conoscenze tecniche per gestire anche questo tipo di novità avranno nuove possibilità di offrire servizi qualificati alla clientela.

Oggi infatti un calo di pressione spesso non è nemmeno gestito dal cliente oppure viene ripristinato presso il primo distributore, magari con manometri non tarati. Domani sarà necessario non solo ripristinare la giusta pressione, ma anche, nel caso, intervenire sul sistema e questo deve essere fatto da specialisti formati e attrezzati. Se non ci si prepara per tempo, il rischio è che questi servizi vengano effettuati solo dai concessionari. Vi sono quindi aree tecniche su cui intervenire, ma anche necessità di spiegare alla clientela che questo non è l’ennesimo balzello dell’Europa sul vessato cittadino, perché pressione controllata significa sicurezza, durata dei pneumatici e un significativo risparmio di carburante.

Si pensi che a partire dal 2001, quando la Commissione si è data come obiettivo quello di ridurre i decessi a causa di incidenti stradali, al 2012 il loro numero è calato del 49%. Come su altri temi, anche sul controllo della pressione ci aspettiamo ulteriori difficoltà: probabilmente non sarà così scontato disporre delle informazioni per potere effettuare gli eventuali interventi sui sistemi, ma questo è un compito che, come già successo in passato, Federpneus cercherà di svolgere al meglio. Paradossalmente infatti, uno dei problemi che sta affrontando la categoria è che, in momenti di crisi, tutti vogliono invadere il capo del rivenditore di pneumatici. È quindi necessario, su temi specifici della categoria come i sistemi di monitoraggio pressione, farsi trovare pronti.

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