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Articoli - Archivio

21/02/2013
SPECCHIO DEI TEMPI

50° ANNIVERSARIO PER LA SUPERIOR
Nel trascorso di un’azienda si concentra l’evoluzione di un settore sempre più determinante per la mobilità globale. Dalla passione per la ricostruzione alla sfida qualitativa, ecco una storia lunga mezzo secolo

Duilio Damiani

IL COMPLEANNO è di quelli memorabili, che segnano indissolubilmente il passaggio di un’epoca e che affonda le sue radici nel “boom” economico degli anni ’60. Ben altri tempi rispetto a quelli di oggi. Una tappa significativa, non certo un traguardo, da cui proseguire il lavoro intrapreso tre generazioni addietro da Giovanni Palmeri, fondatore, nel febbraio del 1962, de La Superior, azienda catanese specializzata nella ricostruzione di pneumatici autovettura e autocarro, traghettata nel nuovo millennio dal figlio Giuseppe.
Una storia industriale nella quale si può rispecchiare una certa porzione delle realtà imprenditoriali italiane, un’azienda con la caratterizzazione impressa dal suo fondatore ma simile per vocazione a molte altre piccole e grandi realtà, condotte con saldi valori e spirito di sacrificio. E che giunge ai giorni nostri consolidando una seppur circoscritta attività, operante prevalentemente a livello locale fino nelle regioni limitrofe alla base operativa siciliana.


Correva l’anno…
Siamo in un periodo dalla prorompente mobilità, appena passata la metà del secolo scorso, segnato dalla capillare motorizzazione di tutto il Bel Paese, quando con lungimiranza Giovanni Palmeri da il via alla sua attività di ricostruzione a caldo di quelle ruote che hanno movimentato l’impulso dell’intera economia nazionale. La Fiat aveva reso accessibile una vettura a tutte le famiglie, il consumismo di massa imponeva una straordinaria circolazione di beni e di mezzi, e in Sicilia La Superior contribuiva a rigenerare i pneumatici di quelle auto e dei camion circolanti su una rete stradale sempre più sviluppata e ramificata. La sede storica di Misterbianco, alle pendici dell’Etna, in origine ben più ridotta rispetto i 5.500 mq occupati dal complesso attuale, veniva allestita con le prime attrezzature, gran parte delle quali azionate manualmente, in grado di coprire una produzione giornaliera che alla sua massima capacità permetteva la ricostruzione di 9 pneumatici autocarro, e una sessantina per autovettura. Le gamme erano contenute in dimensioni generalmente standardizzate, e con pochi stampi si poteva soddisfare la maggior parte delle referenze allora circolanti; 12, 13 e 14 pollici, erano i calettamenti dei pneumatici delle automobili di quei tempi, la cui domanda rappresentava oltre la metà della produzione catanese; proporzioni impensabili oggi, considerando la vastità delle dimensioni circolanti.
Trascorsi gli anni dell’avviamento e del consolidamento dell’azienda, assumendo dimensioni via via sempre più importanti e una capacità produttiva crescente, l’introduzione di nuovi macchinari con tecniche sempre più precise, permise ai pneumatici ricostruiti alle pendici dell’Etna di diffondersi rapidamente sul parco automezzi circolanti in regione. L’utilizzo di materiali di qualità e il rispetto di norme e omologazioni, ha permesso a La Superior di imporsi non solo come realtà locale, ma anche di farsi conoscere dapprima nelle province adiacenti quella di Catania, sbarcando finalmente al di là dello stretto, affermandosi in particolare nelle province di Crotone, Cosenza e Reggio Calabria.
“Sin dal primo giorno abbiamo sempre puntato sulla qualità, utilizzando materiali di marca ed effettuando controlli a regola d’arte sulle carcasse da ricostruire”, ci racconta Giuseppe Palmeri, che assieme ai suoi tre figli ha raccolto l’eredità paterna. “Sono soprattutto i valori trasmessi dal capostipite Giovanni a contraddistinguere il livello qualitativo dei nostri prodotti, seguiti in tutta la filiera esemplare per esemplare, proprio come fossero pezzi unici. Siamo sempre stati dell’idea che è più opportuno puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, fidelizzando i nostri clienti certi di ottenere prodotti paragonabili al nuovo. Solo la più accurata selezione delle carcasse e dei materiali di ricostruzione può garantire l’adeguata percorrenza di ogni automezzo, che al pneumatico affida gran parte della sua redditività.”
Un processo evolutivo cui non ha mancato di contribuire l’affiliazione ad Airp di cui La Superior fa parte già dal 1970 (segretario in quegli anni era il rag. Degli Esposti), grazie alla cui partecipazione e per merito del confronto con analoghe realtà di ricostruzione operanti in tutta Italia, l’azienda condotta dalla famiglia Palmeri ha puntualmente mantenuto un sostanziale allineamento con i processi produttivi moderni, consentendo all’impresa catanese di restare al passo con i tempi.

Tempi correnti
Il confronto con l’attuale congiuntura economica e la domanda sempre più differenziata che caratterizza il mercato moderno, ha imposto una razionalizzazione per tutte le realtà operanti nel comparto della ricostruzione pneumatici. Non fa eccezione La Superior che, posta di fronte alle nuove sfide, ha reagito interessando innanzitutto l’introduzione dei processi ricostruttivi a freddo, affiancati ai processi tradizionali già nel 2010, grazie al supporto dei sistemi di ricostruzione Bandag con le fasce prestampate destinate all’autocarro e al trasporto leggero.
Un’evoluzione che vedrà, sul versante opposto, il progressivo abbandono del comparto autovettura, già oggi rappresentato da un minuto 20-30% del volume totale di produzione, tra automobili e fuoristrada 4x4, sempre più soggette a calettamenti importanti ed estremamente diversificati, che imporrebbero investimenti in stampi e macchinari difficilmente giustificabili dai volumi di domanda.
L’attività dell’azienda andrà sempre più focalizzandosi verso il settore autocarro, una tendenza confermata dalla crescente richiesta, motivabile in un’ottica di ricerca del maggiore risparmio dei costi d’impresa, riconoscibile anche nell’offerta di ricostruzione operata dai marchi big del pneumatico nuovo, verso cui tutto il settore dell’autotrasporto si sta misurando. E seppur con una presenza di nicchia, in gran parte dedicata conto terzi alle flotte curate direttamente dalla storica attività siciliana, l’attività della famiglia Palmeri non può che confrontarsi con un mercato sempre più vivace, contraddistinguendosi per quel dinamismo che ha caratterizzato, appunto, i suoi primi cinquant’anni.

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