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Articoli - Archivio

06/11/2013
SOSPENSIONI, PROTAGONISTE NELL'OMBRA

DAL MOTORE ALLE RUOTE

Lavorano incessantemente, sono sempre nascoste e a volte trascurate: eppure il ruolo delle sospensioni è importantissimo ed è bene sapere quali sono i loro punti deboli

Nicodemo Angì

SAREBBE INTERESSANTE rivolgere a tutti gli automobilisti la domanda: cosa sono le sospensioni? Dove sono? Probabilmente una percentuale non trascurabile darebbe risposte sbagliate o imprecise. Eppure questi gruppi meccanici sono fra i più importanti sia per la sicurezza sia per definire il “carattere” di un veicolo. Chi legge Pneurama sicuramente le sospensioni le conosce - anche piuttosto bene – ma forse può essere utile focalizzare il discorso sulla naturale usura di questi strumenti, anche in vista di futuri cambiamenti regolamentari nel campo delle revisioni auto.

Prendendo in prestito dall'informatica le sue terminologie potremmo dire che nelle sospensioni c'è sia l'hardware sia il software... l'analogia è azzardata solo in apparenza, non fosse altro per il fatto che le sospensioni a controllo elettronico sono sempre più diffuse.
In realtà non occorre invocare le ultime innovazioni tecnologiche per individuare nelle sospensioni “roba” dura e morbida ma basta pensare alla coesistenza, al loro interno, di componenti metallici e altri in elastomero, composto da gomma o altri materiali.


Metallo e gomma per comfort e sicurezza

Avete già capito: i particolari in metallo sono bracci, leve, barre, portamozzi, ossia i componenti principali di quel sistema articolato che chiamiamo in breve sospensione. Ma un sistema articolato ha bisogno di... articolazioni ed è proprio al loro interno che si trova la maggior parte del “software”.

In effetti le boccole sono in elastomero, così come i tamponi di fine corsa e quelli che permettono il montaggio elastico - tanto utile in termini di comfort e isolamento meccanico e acustico - di telai, bracci e organi meccanici. Anche i perni sferici e gli snodi hanno guarnizioni e cuffie che proteggono le parti interne dalla polvere e trattengono il grasso che ne permette il movimento relativo con il minimo di rumore e usura possibile.
I pezzi metallici hanno una durata intrinseca molto lunga che – in generale - può ridursi soltanto per urti o corrosione mentre diverso è il discorso per le parti in elastomero.
Le tenute possono indurirsi e screpolarsi, venendo così meno al loro compito, mentre i tamponi perdono elasticità e consistenza peggiorando così l'isolamento e la geometria delle sospensioni.
Altri elementi che fanno parte a pieno titolo delle sospensioni sono quelli elastici e quelli ammortizzanti: le molle e gli ammortizzatori rispettivamente, con le prime che possono essere metalliche (elicoidali, barre di torsione, balestre) o pneumatiche.
Anche questi particolari possono usurarsi, deteriorando le prestazioni delle sospensioni, e il riferimento è in particolar modo agli ammortizzatori. Essi possono veder compromesse, con il passare dei chilometri, le loro proprietà smorzanti alterando così il regolare funzionamento delle sospensioni. Il veicolo sperimenta quindi un comportamento “dondolante”, con reazioni impreviste, le ruote possono saltellare in maniera anormale e si riscontra una generale diminuzione della tenuta di strada e perciò della sicurezza.

Ogni schema tecnico di sospensione ha i suoi pregi e i suoi difetti e fra questi ultimi c'è sicuramente la complessità costruttiva, il costo e il peso.
Uno dei design più semplici e leggeri ma con buone prestazioni, per esempio, è il classico McPherson, di adozione quasi universale nei veicoli a trazione e motore anteriore. Le parti che si possono usurare sono le boccole che vincolano il braccio inferiore alla scocca, lo snodo sferico del portamozzo, gli snodi dei tiranti di sterzo, il tampone del montante e (si tratta di particolari meno sollecitati) snodi e guide della barra antirollio.


Semplici o complicate ma sempre in ordine

Una sofisticata sospensione multilink, montata al posteriore delle automobili di un certo pregio, ha molti più organi in movimento – le leve possono essere 5 e anche di più – per un peso e una complessità, anche di montaggio, manutenzione ed eventuale ripristino, sicuramente superiori.
Essa offre un controllo preciso degli angoli caratteristici delle ruote sia durante gli scuotimenti dovuti alle irregolarità del manto stradale sia quando la scocca si inclina in curva.
In questo tipo di sospensione è molto importante che le varie leve lavorino con le inclinazioni e le posizioni decise in fase di progetto ed è per questo che i produttori di componenti hanno predisposto dei kit completi con bracci, boccole, snodi e tutta la minuteria che serve per una lavorazione affidabile.

Capire se le sospensioni hanno bisogno di assistenza può non essere difficile: un gioco anomalo in uno snodo sferico o in qualche silent-block porta facilmente a sintomi quali aumento della rumorosità e “battiti” e vibrazioni.
Prima di arrivare a queste evidenze è comunque consigliabile effettuare dei controlli, magari quando l'auto è dal gommista; alcuni semplici test sono comunque effettuabili anche “in casa”.
Comprimendo fortemente un'estremità dell'auto, per esempio, e lasciandola andare, si potrà valutare se il “ritorno” della sospensione è fluido e privo di rimbalzi, condizione che indica un buono stato di salute degli ammortizzatori. Se invece il ritorno è con uno o più rimbalzi, l'auto ondeggia eccessivamente e le ruote tendono a saltellare, allora gli ammortizzatori non godono di buona salute.
Anche un semplice controllo visivo dell'usura delle coperture può dare preziose indicazioni, che riguardano non soltanto la correttezza della pressione di gonfiaggio ma anche lo stato di sospensioni e ammortizzatori.

Il controllo della convergenza e degli angoli caratteristici delle sospensioni è ovviamente uno dei sistemi più sicuri per ottenere informazioni sul loro stato di salute e l'operatore, in occasione di queste verifiche, potrà eseguire dei controlli specifici per capire ancor meglio le condizioni delle sospensioni.
Afferrando saldamente, per esempio, la ruota (sollevata da terra) e scuotendola in tutte le direzioni si potrà percepire la presenza di giochi anomali. Se un aiutante tratterrà i tiranti di sterzo mentre la ruota viene scossa si potrà capire se il difetto proviene da lì o riguarda altri particolari.

Da non trascurare, poi, è il controllo delle boccole, particolari in elastomero il cui costo è basso ma in grado di peggiorare sostanzialmente il comportamento dell'auto nel caso siano degradate. La loro funzione di filtrare vibrazioni e rumore pur mantenendo le quote caratteristiche delle sospensioni può infatti venir meno nel caso che l'elastomero del quale sono composte perda le sue caratteristiche elastiche e geometriche.

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