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28/04/2014
SIMPESFAIP - HPA, ASSETTO DA COMPETIZIONE SUI MERCATI GLOBALI

Gruppo Nexion

Ultima tra le commesse internazionali del reparto lavori speciali dell’azienda reggiana, il sistema robotizzato di fine linea è la tecnologia allo stato dell’arte che Fiat impiegherà nella nuova grande fabbrica brasiliana di Goiana dove nel 2015 sarà assemblata la Jeep Renegade

Mino De Rigo

Interno di fabbrica: l’assemblaggio della vettura, al traguardo della linea di produzione, è completo. Un robot la aggancia e la traina su un apposito binario. Pochi rapidi spostamenti sui rulli per allineare il veicolo con l’asse longitudinale di simmetria del macchinario, ed ecco l’avvio dei controlli di routine. Sono le verifiche di fine linea che iniziano dalle regolazioni dell’assetto ruote. Con timing e precisione chirurgica, comincia il balletto di telecamere e sensori che, a debita distanza, come d’obbligo per un sistema touchless, prendono le misure degli angoli caratteristici. Subito entrano in azione sistemi robotizzati che, dialogando con le telecamere e la centralina elettronica della vettura, agiscono sui dadi di regolazione per registrare campanatura e convergenza. Si inizia dall’asse posteriore e, con una minima presenza umana, si passa all’asse anteriore. In ragione dei costi complessivi del sistema si possono realizzare sistemi a più elevata automazione come la regolazione totalmente automatica della vettura. La scelta è dettata in virtù del rapporto tra investimento e resa. La versione semiautomatica è quella adottata da Fiat Chrysler Automobiles per i due apparati di fine linea progettati ad hoc da Simpesfaip - HPA, società reggiana del Gruppo Nexion, pronti ad aggiungersi alle catene di montaggio del nuovo stabilimento in costruzione a Goiana, nello stato brasiliano di Pernambuco. 


Big deal con Fiat Brasile

Un’opera che corrisponde al cantiere privato più grande nell’intero paese sudamericano: 4 miliardi di dollari di investimento per una fabbrica estesa su un’area di 14 milioni di mq che darà lavoro a 4mila persone, con la capacità di produrre 120 vetture ogni ora, 250mila all’anno. Nei piani, operativa entro il primo semestre del 2015 per fabbricare innanzitutto la Jeep Renegade, il nuovo SUV compatto appena presentato al Salone di Ginevra. Per l’azienda di Prato di Correggio (Reggio Emilia), un’altra commessa riportata in grassetto nel registro del reparto lavori speciali, la cui attività di progettazione, sviluppo e realizzazione hi-tech rappresenta senza dubbio il fiore all’occhiello dell’intera gamma di produzione. Dice il coordinatore tecnico-commerciale di Simpesfaip - HPA Stefano Lasagni: “I fine linea corrispondono a una famiglia di prodotto che, nata oltre 20 anni fa, rappresenta una specializzazione ad alto contenuto tecnologico”. Vi lavora un team composto da una decina di specialisti, che danno corpo a progetti su misura, cuciti sulle specifiche esigenze del costruttore automobilistico committente. “Al quale si offre un supporto a tutto tondo, dall’analisi preliminare alla stesura delle specifiche e, aggiudicata la commessa, dal progetto ad hoc dell’impianto alla gestione della sua costruzione, per giungere infine alle attività di manutenzione”. L’installazione nella nuova fabbrica brasiliana, fase finale di un impegno durato tre anni, è solo l’ultima di una lunga serie che allinea tra gli altri gli stabilimenti argentini di Ford, Volkswagen, Iveco e Fiat, queste ultime già clienti dei fine linea di HPA anche in Brasile e in Italia, insieme alle fabbriche cinesi di Cherry, Saic e Great Wall, e al sito bulgaro di Litex Motors. 


Impianti hi-tech a misura di fabbrica

In quest’ultimo, peraltro, il team lavori speciali della società del gruppo Nexion ha installato pure macchinari per il riempimento automatico dei fluidi presenti in ogni vettura, dall’olio motore al liquido freni, dal lavavetri alla soluzione refrigerante. “Operazioni, queste – osserva Lasagni – che si svolgono con il veicolo sulla catena di montaggio e dunque, per assecondarne la velocità di avanzamento, possono giungere a coprire fino a una decina di metri. Per di più, come nel caso del fluido freni, sono complicate dalla necessità di interagire anche con la centralina ABS”. Ma la complicazione maggiore è forse doversi confrontare nelle gare d’appalto con competitor internazionali le cui dimensioni sono un multiplo abbondante della realtà reggiana. “La specializzazione – sottolinea il manager di HPA – rappresenta la nostra forza. Quando l’appalto è mirato a forniture di macchine dedicate a specifiche richieste del cliente, possiamo giocare ottime carte: il rapporto fra prezzo e contenuti tecnologici dei nostri fine linea risulta molto spesso decisivo. E poi, è vincente l’approccio sartoriale, con progetti accuratamente ritagliati su misura, possiamo dire che accompagniamo il cliente dall’idea alla messa in funzione del sistema senza mai abbandonarlo anche una volta che la commessa è conclusa; abbiamo un tasso di fidelizzazione molto elevato. Le commesse brasiliane del passato ne sono un chiaro esempio”. Dopo aver ricevuto la proposta, Fiat ha vagliato, con ripetuti audit, il gruppo di lavoro dell’azienda reggiana e ha verificato con mano la  capacità progettuale e realizzativa. “In fabbrica, del resto, non ci si può permettere alcun collo di bottiglia. E l’intera operazione di regolazione dell’assetto ruote, nel nuovo sito di Goiana, dovrà essere svolta tassativamente entro tre minuti”. La qualità e la sicurezza del prodotto finito sono ulteriori aspetti da non sottovalutare, per questo motivo sono state introdotte apposite routine di controllo che assicurano, in particolare, il serraggio dei dadi di regolazione nel rispetto delle specifiche progettuali e di qualità.


Assetti robotizzati a tutta prova

 “Il sistema – aggiunge Lasagni – rileva quando i valori della coppia di serraggio raggiungono quelli preimpostati, mantenuti poi dal robot per un ben preciso angolo di rotazione: si ha così la certezza che l’operazione sia stata eseguita, e la combinazione di questi dati con le misure di convergenza e campanatura fornisce la prova della correttezza delle regolazioni”. Nella fase finale tutte le informazioni vengono inviate a un server che le consolida in un database statistico, permettendo così di effettuare un accurato controllo di qualità del processo. Eventuali errori del macchinario vengono poi esclusi eseguendo apposite verifiche della capacità di misurazione (Cm-Cmk). A valle del fine linea, dal quale la vettura esce in automatico al completamento dell’assetto, Fiat ha previsto i controlli elettrici ed elettronici, cui far seguire la prova su banco integrato. “Qui è di nuovo protagonista una nostra apparecchiatura, costituita da un simulatore stradale che esegue in modo oggettivo i test una volta effettuati sulle piste di collaudo delle fabbriche. Oltre alla verifica della vettura nelle differenti condizioni di  marcia, consente di controllare il funzionamento del cambio nelle diverse velocità e dei freni (incluso ABS, ESP, ASR, ecc.), verificando anche la precisione del tachimetro”. Un banco prova che rappresenta il fratello maggiore della tipica attrezzatura da revisione, proprio perché più sofisticato, veloce e performante: servono 3 minuti per completare il ciclo, contro i consueti 20. “Da capitolato – sottolinea Lasagni – garantiamo un’affidabilità degli impianti pari al 98%. È un requisito stringente, considerando lo stress cui sono sottoposti operando 365 giorni l’anno, eppure obbligato per evitare costosi fermi di fabbrica. Ma è soprattutto un atout che contribuisce al nostro successo sul mercato internazionale”.



•  LA GEOGRAFIA DI HPA, IN ITALIA E FUORI

Se i fine linea realizzati su misura dall’unità lavori speciali rappresentano la punta di diamante della gamma produttiva, gli apparati di diagnostica e i centri revisione a marchio HPA costituiscono la parte maggioritaria del giro d’affari di Simpesfaip, in Italia e all’estero. L’azienda reggiana, nata nel 1995 dalla fusione tra la modenese Faip, già attiva nella costruzione di attrezzature elettromeccaniche e la torinese Simpes, specializzata in apparecchi elettronici, ha nella forte vocazione all’export uno dei suoi principali punti di forza. Oltre l’85% della produzione è infatti diretta oltre frontiera, a dimostrare che, nonostante le penalizzazioni oggettive che gravano sull’industria italiana nella competizione internazionale, è possibile affermarsi contando sul bagaglio di competenze e tecnologie. Ingegneria, consulenza e attrezzature hi-tech per un comparto dell’automotive la cui geografia è definitivamente mutata. Con l’attuale baricentro nei mercati emersi della Cina, 22 milioni d’immatricolato annuo che ne fanno il capofila mondiale, del Brasile, quarto in classifica, dell’Argentina e dei paesi dell’est europeo. Prossimi focus per Simpesfaip - HPA, che continua ad allargare il proprio raggio d’azione, Russia, Sudafrica e India.

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