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Articoli - Archivio

27/04/2012
SICUREZZA E NUOVE TECNOLOGIE

GOODYEAR PER L'EDUCAZIONE STRADALE DEI GIOVANI

Quali sono i linguaggi efficaci per parlare ai giovani di sicurezza stradale e quale la metodologia per arrivare a una responsabilizzazione che vada oltre la lezione in aula sono tra i temi affrontati nella tavola rotonda “Sicurezza e nuove tecnologie: la didattica moderna per l’educazione stradale”

Paolo Castiglia

“SE I RAGAZZI imparano da subito a rispettare le regole della strada, per la tutela della propria sicurezza e di quella altrui, potranno diventare automobilisti responsabili”. Con questo convincimento Goodyear ha presentato i risultati della campagna educativa “Sicuri Insieme: Goodyear per l’educazione stradale” in collaborazione con Polizia di Stato, con il patrocinio del Ministero dell’interno e del Ministero della gioventù, che ha coinvolto oltre 12.000 studenti.

Ma quali sono i linguaggi efficaci per parlare ai giovani di sicurezza stradale? Quale la metodologia per arrivare a una responsabilizzazione che vada oltre la lezione in aula? Quale modello infine per garantire una sostenibilità all’insegnamento della sicurezza stradale nello spazio e nel tempo? 

Di questo si è discusso nella tavola rotonda “Sicurezza e nuove tecnologie: la didattica moderna per l’educazione stradale”, svoltasi a Roma, presso l’Hotel Boscolo Exedra, nell’ambito della quale Goodyear Dunlop ha presentato i risultati del progetto scuole 2011/2012 in collaborazione con Polizia di Stato e con il patrocinio del Ministero dell’interno e della gioventù. 

All’incontro hanno partecipato Luca Crepaccioli, presidente e ad Goodyear Dunlop Italia e Grecia, Elisabetta Mancini, vice questore aggiunto Polizia di Stato, Anna Maria Giannini, direttore dell’Osservatorio di Psicologia della Legalità e della Sicurezza presso l’Università La Sapienza di Roma, Antonio Affinita, direttore generale Moige, Paolo Ardizzone, professore associato di didattica generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano e Tiziano Fazzi, ad di Civicamente. Di fondamentale interesse gli interventi e i contributi di Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanza Attiva e di Marco Laura Ravazzoni, responsabile relazioni esterne Cts. 

La tavola rotonda è stata l’occasione per discutere dell’efficacia dei metodi educativi adottati alla luce dei risultati raccolti a conclusione del progetto Goodyear, che ha coinvolto le classi IV e V delle scuole medie secondarie da novembre 2011 a marzo 2012, raggiungendo 80 istituti, 595 classi e ben 12.218 studenti di tre regioni italiane: Lombardia, Lazio e Puglia.

“Il successo riscosso dal progetto scuole ci riempie di orgoglio e soddisfazione. – ha dichiarato Luca Crepaccioli, presidente e amministratore delegato di Goodyear Dunlop Italia. – L’iniziativa che abbiamo proposto risponde a una reale esigenza formativa dei giovani e il gradimento dimostrato attraverso una indagine condotta sugli insegnanti aderenti al progetto ci sprona a estendere questa iniziativa a un numero sempre maggiore di studenti negli anni a venire, adempiendo a un principio cardine della nostra responsabilità d’impresa: la sicurezza stradale. Auspichiamo che l’accoglienza ricevuta da questa iniziativa sia da stimolo affinché sempre di più le istituzioni e gli enti competenti sostengano gli insegnanti nella diffusione della cultura della sicurezza stradale in classe.”

L’iniziativa educativa “Sicuri Insieme” di
Goodyear si è sviluppata attraverso una lezione in classe, mediata dall’utilizzo di un kit multimediale, l’Open Mind, che si avvale di un’efficace metodologia pedagogica validata, all’interno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dal team di Paolo Ardizzone, professore associato di didattica e tecnologie dell’educazione ed educazione mediale. L’incontro è stato scandito da alcuni momenti chiave: un pre-test, l’intervista doppia, gli approfondimenti, il role play e, per finire, il quiz di verifica. Professori d’eccezione sono stati per la maggior parte gli stessi poliziotti (il 79% degli interventi educativi è stato tenuto dagli agenti Polstrada, la restante parte da formatori esperti) che nei mesi scorsi hanno partecipato a un’apposita formazione che ha previsto il coinvolgimento attivo dei ragazzi attraverso un kit didattico interattivo, Open Mind, il cui obiettivo è stato quello di offrire un’alternativa alla classica lezione.

“L’impegno della Polizia Stradale nel ricercare un dialogo con i giovani sul tema della prevenzione in tema di sicurezza è una priorità sempre più importante per noi – ha affermato Elisabetta Mancini, vice questore aggiunto Polizia di Stato. –
Per questo abbiamo appreso con entusiasmo che si è rilevata una soddisfazione anche maggiore tra gli studenti formati dalla Polizia, rispetto a quelli seguiti da formatori esterni. La presenza di agenti in aula ha generato un maggiore impatto: siamo orgogliosi del fatto che la divisa, l’autorità delle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’esperienza sul campo siano riconosciute dai ragazzi come un utile valore aggiunto nella trattazione del tema della sicurezza stradale”. 

Attraverso il pre-test, si sono raccolti dati utili sulle conoscenze teoriche dei ragazzi, in tema di codice della strada (limiti di velocità, utilizzo della minicar, tasso alcolemico consentito e obblighi di manutenzione), e i loro comportamenti: cinture di sicurezza, utilizzo del cellulare, consumo alcolico, manutenzione del veicolo.
La maggioranza dei giovani conosce i limiti di velocità (73% per quanto riguarda le automobili e 64% per i motorini), ma ben un quarto di loro fornisce risposte sbagliate in merito. L’atteggiamento di sfida e rincorsa al rischio tipico della fase giovanile trovano quindi nell’ignoranza delle norme un potente alleato. Per quanto riguarda l’uso delle cinture di sicurezza, il 94% degli studenti conosce correttamente la normativa. L’attività di informazione e sensibilizzazione fatta per le cinture di sicurezza si è quindi dimostrata efficace, alla luce dei dati meno incoraggianti che si riscontrano su tematiche sulle quali non sono state fatte campagne informative adeguate, come sull’uso delle minicar. Infatti, alla domanda sul numero di passeggeri che può trasportare un minorenne alla guida di una minicar omologata, solo il 53% degli studenti intervistati risponde correttamente.

 


• Comportamento dei giovani al volante

Per quanto riguarda i comportamenti dei ragazzi alla guida, il quadro che emerge non è confortante: il 33% ignora i rischi dell’uso del cellulare alla guida e, anche tra chi si avvale di sistemi previsti dal Codice della Strada, molti lo fanno in modo non consono, come il 23% dei ragazzi che dichiarano di indossare l’auricolare solo quando riceve una chiamata, e non prima di mettersi alla guida. Sul tema dei comportamenti alcol correlati, l’89% è consapevole dell’importanza di non guidare dopo aver assunto alcolici, ma molti continuano a sottovalutare la pericolosità di alcune azioni e a interpretare in modo sbagliato la tolleranza alcolica zero prevista per i neopatentati (9%). L’ambito della manutenzione dei mezzi è indubbiamente il meno conosciuto dai ragazzi: il 34% sbaglia relativamente all’usura dei pneumatici e il 25% in merito alla manutenzione dell’auto.

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