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05/03/2012
SI SCRIVE LM-80, SI LEGGE BLIZZAK IL POLIVALENTE

TEST INVERNALI PER BRIDGESTONE
Abbiamo preso parte, tra Cortina e dintorni, ad alcuni test probanti della gamma più recente di pneumatici winter marcati Bridgestone, ricavando impressioni lusinghiere, confermate anche dall’esordiente pneumatico Blizzak Lm-80 per Suv e 4x4: ecco il nostro resoconto

Mino De Rigo

Se è vero, come sentenziavano i romani, che “repetita iuvant”, è bene non smettere mai di ricordare quanto emerge nel comportamento dei pneumatici invernali rispetto agli omologhi estivi nelle condizioni climatiche tipiche della stagione fredda. Un concetto fatto proprio da Bridgestone nell’organizzare un workshop montano con relative prove al volante lungo strade aperte al traffico e mulattiere private nel comprensorio bellunese tra Cortina e Misurina. Una nutrita pattuglia di Mercedes, dalla G corta alla Ml e alla Classe B, passando per la Classe C berlina e station wagon a due ruote motrici e 4Matic, così da poter testare i diversi tipi di vettura e sistemi di trazione alle prese con asfalto freddo, bagnato, neve e ghiaccio vivo. L’occasione adatta per mettere alla frusta le coperture winter Blizzak Lm-32, e soprattutto i nuovi Blizzak Lm-80, destinati a Suv, Cuv e vetture a trazione integrale, che sostituiscono la precedente serie Lm-25 4x4. Un composito banco di prova che ha confermato una volta di più un assunto ormai noto: dotare per tempo il proprio veicolo di pneumatici invernali equivale a garantire a sé e agli altri utenti della strada una maggiore sicurezza.

 

La sicurezza in gioco 

La garanzia di spazi di arresto più brevi, di aumento dell’aderenza anche in pendenza, nonché di maggiore direzionalità e controllo su neve e ghiaccio è l’esito dell’azione combinata tra battistrada concepiti per il buon grip quando le temperature scendono, con incavi e lamelle capaci di dare trazione su fondi innevati e ghiacciati, e mescole in grado di favorire l’equilibrio delle prestazioni nelle diverse situazioni ambientali, compresa la marcia su asciutto e bagnato. L’evidenza più eclatante del confronto estivi-invernali, che, quando fa freddo, si risolve a favore di questi ultimi anche se manca la neve, resta la comparativa su fondo innevato. Per amore di oggettività citiamo il test di frenata con Abs condotto da un centro prove indipendente, equipaggiando un’Audi A4 berlina con gomme estive nuove e usate e poi ripetuto con coperture winter, alternando prima un set nuovo e poi un omologo usurato al 50%, per passare da 35 km/h a 5 km/h sulla neve; i risultati non lasciano spazio ad alcun dubbio: i 13,1 metri necessari alla vettura con pneumatici invernali immacolati (nel caso specifico, i Blizzak Lm-25 nella misura 225/55 R 16) diventano 14,8 se il battistrada è già consumato per metà, ma soprattutto si allungano a 36,5 metri con estivi nuovi (gli Er300 di uguale misura) e addirittura a 42,1, ben oltre il triplo, con estivi usurati. C’è di che riflettere. Tanto più dopo aver sperimentato la sensazione di grip fornita dai pneumatici invernali lungo un sentiero ricco di curve e saliscendi ricoperto da ghiaccio vivo alla guida di entrambe le Mercedes Classe C, proprio laddove qualche minuto prima si faticava a camminare restando in piedi.

 

Tecnologia poliedrica

Una percezione di sicurezza del tutto analoga anche alla guida della Mercedes Ml, equipaggiata con i Blizzak Lm-80 al debutto sul mercato italiano. Riconoscibile dal disegno unidirezionale molto aperto (ne beneficia il drenaggio) contraddistinto da fitte e ampie scanalature trasversali, la nuova gomma si avvale di una carcassa più leggera, per una minore resistenza al rotolamento, e soprattutto della tecnologia “washboard” applicata ai tasselli del battistrada: si tratta di una soluzione che aumenta il numero e la profondità degli intagli, indispensabili per le prestazioni su neve e ghiaccio, senza però compromettere la rigidezza dell’area di impronta a terra e dunque senza pregiudicare il comportamento dinamico sull’asciutto e sul bagnato. Alla base c’è la particolare geometria multidirezionale degli intagli, la quale, anziché rispecchiare il consueto disegno simile al profilo del foglio di carta piegato a fisarmonica, da cui si genera un alto numero di spigoli che lasciano però una certa mobilità al tassello, ricorda i rilievi a zig-zag tra loro connessi di un asse lavapanni, con una forma che consente all’elevata presenza di spigoli di coniugarsi a una maggiore stabilità del singolo blocco di battistrada. Giova ricordare, peraltro, che la trazione sui fondi imbiancati è la somma dell’effetto degli spigoli, responsabili del micro-ingranamento, affidato alle lamelle che aderiscono al ghiaccio, dell’aderenza superficiale, con i tasselli operanti a mo’ di cremagliera, e del macro-ingranamento, ottenuto grazie al compattamento della neve tra gli incavi. 

 

Compound a doppia mescola

Il nuovo Lm-80, disponibile per cerchi da 15” a 20” nelle serie da 70 a 40, è accreditato di un profilo dalla forma ottimizzata per evitare concentrazioni di carico localizzate, ossia per meglio distribuire i pesi, nonché dell’impiego di una doppia mescola. Un compound esterno molto ricco di silice così da performare al meglio alle basse temperature, e uno sottostante al battistrada, chiamato a favorire lo smaltimento del calore, a vantaggio della scorrevolezza e dunque anche della riduzione dei consumi. L’indole di questo pneumatico si riassume in un’apprezzabile polivalenza, esattamente la stessa che caratterizza il disegno Lm-32, sviluppato in collaborazione con Volkswagen e Bmw e lanciato lo scorso anno, destinandolo a un ampio novero di vetture, dall’ Audi A3 all’ Aston Martin Rapide; a breve, peraltro, sarà reperibile anche in versione run flat. Laddove, infine, si preveda un costante impiego invernale sui fondi più difficili, il candidato Bridgestone è il Blizzak Dm-v1: prodotto estremo per fuoristrada e Suv, fa uso della mescola microporosa Multicell Z, che integra un nuovo polimero capace, secondo i progettisti, di distribuire più uniformemente la silice nel compound stesso. Inoltre, intagli trasversali profilati a “Z” e una particolare distribuzione degli incavi contribuiscono all’ingranamento, aumentando così il coefficiente di aderenza.

 


• Cresce ancora il mercato degli invernali

Complice un diverso e più consapevole atteggiamento degli utenti della strada, ma anche e soprattutto sulla spinta del diluvio di ordinanze abbattutosi su quasi tutte le regioni italiane, il comparto dei pneumatici invernali ha segnato nel 2011 un nuovo record. E se, stando alla società di ricerche Gipa, circa il 7% di proprietari di auto circolanti ha sostituito pneumatici già in possesso, oltre l’8% del parco vetture italiano, una quota doppia rispetto all’anno scorso, ha montato prodotti nuovi. Così, nell’arco di un lustro la composizione del mercato vettura e 4x4 è passato da una ripartizione tra estivi e winter rispettivamente pari all’87,1% e al 12,9%, a un rapporto di 67 a 33. Quanto alla composizione delle vendite per segmenti di prodotto, se, come rileva uno studio di Gfk del 2010, nell’estivo i pneumatici di fascia premium hanno raggiunto ben il 65% del totale, nell’invernale si tratta di 6 treni di gomme su 10. Un valore più basso, giustificato dalla minore disponibilità di prodotti premium e, più ancora, dai costi inferiori delle coperture winter di categoria standard e budget, che si sono ritagliate l’una il 22% e l’altra il 18% delle vendite complessive.

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