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21/02/2013
SI PUNTA FORTE SULLO SVILUPPO DEL RICOSTRUITO

INTERVISTA A BRENNO BENAGLIA, DIRETTORE COMMERCIALE DI MARANGONI COMMERCIAL & INDUSTRIAL TYRES
Con un investimento di tre milioni di euro il produttore trentino punta a rinnovare le serie autocarro e movimento terra di ricoperti a caldo ampliando la capacità produttiva e spingendo sulla gamma Ecoenergy

Mino De Rigo

TRE MILIONI di euro per aggiornare e ampliare la gamma truck, bus e movimento terra dei ricostruiti a caldo, incrementare la capacità produttiva, specie sul fronte dei prodotti a bassa resistenza al rotolamento, ed elevare ulteriormente il livello di automazione dello stabilimento di Rovereto. Marangoni scommette con decisione sulla capacità di ripresa del mercato continentale, dopo aver archiviato un 2012 con buone previsioni: a fronte di un lieve calo dei volumi, contenuto nel 3%, l’attività di ricostruzione diretta ha segnato una crescita del fatturato e della marginalità.
“Abbiamo recuperato quote sul mercato domestico e in Europa – afferma Brenno Benaglia, direttore commerciale della divisione Commercial & Industrial Tyres di Marangoni – grazie anche al lancio di nuovi prodotti e alla riqualificazione di parte della gamma, ricollocata nel segmento premium. Performance confortanti considerando che il mercato italiano della ricostruzione industriale ha chiuso l’anno con una contrazione dei volumi superiore all’11%, mentre il comparto dei pneumatici nuovi per autocarro e bus ha accusato una flessione assai più netta, prossima al 27%”. La ricostruzione perde meno perché si tratta di un settore anticiclico e i prodotti consentono ai clienti di economizzare. “Avremmo potuto fare anche meglio se non ci fossimo scontrati con un’enorme difficoltà a reperire le carcasse, cosa che rileviamo tuttora”.

L’industria del nuovo sul ricostruito
Della produzione a caldo di Marangoni per l’industriale tre quarti sono destinati a clienti italiani e il resto viene venduto all’estero. Del ricostruito per movimento terra, invece, sono i paesi oltrefrontiera ad assorbire oltre il 65%, mentre al mercato nazionale va la quota restante.
“L’Europa – riprende Benaglia – è divenuta un unico grande spazio di mercato ma permangono forti differenze. Negli anni ‘70 l’Italia poteva vantare una quota di ricostruito sugli acquisti al ricambio tra le più elevate al mondo. Qualche anno fa abbiamo toccato il fondo, per risalire oggi poco sotto il 35%, mentre in Germania il tasso è da tempo oltre il 45% e in Francia, nei paesi scandinavi e negli Stati Uniti supera addirittura la metà del venduto. I ricostruttori italiani hanno molte responsabilità per quanto accaduto”. Facilonerie commerciali e prodotti dai livelli qualitativi assai discutibili, dei quali ora sembra si possa fare pulizia. Anche grazie all’impegno in forze dei principali brand: “La presenza delle case produttrici è utile perché contribuisce a innalzare il livello qualitativo medio e porta il mercato a confrontarsi con realtà cui non sfugge la corretta gestione del posizionamento dei prodotti. Certo, il loro più ampio coinvolgimento diretto estende il novero dei soggetti interessati alle carcasse da trattare, ma c’è sempre spazio per chi opera correttamente”.

Qualità dei prodotti per vincere
Una criticità ancora più seria è invece rappresentata dall’accesso al credito, considerando che negli ultimi anni le flotte del trasporto non hanno potuto mettere sufficiente fieno in cascina. “Ritrovandosi in molti casi – sottolinea il manager di Marangoni – con bilanci in perdita. Questo ha creato tensioni sull’intera filiera. A complicare le cose, l’estrema frammentazione del comparto. Ciò rende più costose le nostre attività di vendita in Italia, dove è necessario disporre di una maggiore presenza sul territorio”.
D’altro canto, i margini per convincere alla ricostruzione le flotte che ancora non se ne servono appaiono davvero ampi. “L’operazione riesce solo a patto di porre in primo piano la qualità e l’affidabilità del prodotto. Non avrebbe senso altrimenti. Come del resto sarebbe inutile acquistare un ricostruito non lavorato a regola d’arte che impiegasse mescole meno efficaci ed efficienti di quelle originali, durando meno e consumando di più”. Ecco allora la continua ricerca sia sugli stampi che sulle mescole, tanto più alla luce del fatto che l’azienda trentina è la principale produttrice europea di materiali per la ricostruzione di pneumatici industriali. “Abbiamo sempre mantenuto buoni i livelli di investimento – sostiene Benaglia – così da tenere al passo la nostra gamma. L’industria del nuovo esercita una forte pressione su questi prodotti nel quadro di un’evoluzione che dobbiamo assecondare. Sotto il profilo degli stampi tendiamo a muoverci verso disegni che, pur in linea con i prodotti originali, si caratterizzino come propri, frutto della costante attività di ricerca e sviluppo; quanto alle mescole, ricostruiamo prodotti perfettamente assimilabili nelle prestazioni alle coperture nuove”.

Obiettivo quote di mercato 2013
È il caso, stando ai dati dei test condotti da Marangoni, della linea premium Marix Rp100 e, parimenti, della serie Ecoenergy, concepita per contenere i consumi grazie alla ridotta resistenza al rotolamento.
“Oggi i consumi di carburante sono divenuti quasi un’ossessione e dunque, - spiega Benaglia - se è vero che i pneumatici (gonfiati correttamente e con assali allineati) possono far risparmiare fino al 3,5%, la differenza di acquisto rispetto a ricostruiti meno cari ma non altrettanto efficienti ed ecocompatibili diventa marginale per una flotta rispetto alle economie di esercizio”. Capitalizzando sul 2012 archiviato in positivo, per l’anno in corso Marangoni punta ad aumentare la propria penetrazione diretta di mercato, che, in Italia, fra ricostruiti industriali e movimento terra, sfiora nel complesso il 30%. “Nel mercato del ricoperto per autocarro siamo molto presenti in Polonia e Gran Bretagna, stiamo crescendo in Francia e ancor più in Slovenia, Slovacchia, Cechia, come pure in Grecia, Macedonia e Romania. Proprio perché le flotte di trasporto internazionale si sono spostate a est. Nel comparto del movimento terra siamo già al vertice della classifica europea. L’obiettivo è far crescere le quote di mercato di un ulteriore 10%. Se anche dovessimo assistere al prolungarsi della crisi, contiamo sulla nostra capacità e qualità per raggiungere i nostri obiettivi”.

 

• Sotto l’ombrello Marix si amplia la linea premium
Un nuovo prodotto truck regionale a marchio Marix nell’ambito della linea premium Rp100, siglato Md National Grip 3, e un altro, destinato al cava cantiere, sulla rampa di lancio ad aprile, nel quadro di un continuo ampliamento del ventaglio delle referenze. Novità che alimentano il progressivo upgrade della gamma, dopo che Marangoni ha fatto ordine nell’ambito dei ricostruiti a caldo: da un lato ridenominando le sigle dei prodotti autocarro in modo da fornire un richiamo immediato alla tipologia e all’impiego della copertura, dall’altro facendo rientrare sotto l’ampio ombrello del brand Marix anche i pneumatici per il movimento terra. A confermare l’obiettivo, pure il dichiarato impegno dell’azienda trentina nell’ampliare la quota dei ricostruiti integrali.
Un forte rinnovamento la Marangoni lo effettuerà anche nella sua gamma di ricostruzione “a freddo” che la vede, nel mercato nazionale, in continua crescita. Nuovi prodotti più performanti sono stati presentati anch’essi con la sigla RP100 che caratterizza le linee premium di Marangoni.
Un modo per offrire non solo un’immagine coerente con il branding dell’intera linea e quindi più spendibile sul mercato, ma anche per migliorarne la resistenza, in particolare grazie alla lavorazione con strati protettivi di materiale anti-ozono. Il 2013 vedrà Marangoni aggiungere nuove dimensioni alle novità dell’anno scorso e rilanciare anche sul fronte del ricostruito all-season per bus e pullman.

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