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21/12/2011
SI APRE LA CORSA ALL'EURO 6

MONDO TRUCK

Entrerà in vigore nel 2013, ma le case hanno già iniziato a sfornare i primi modelli con i nuovi standard sulle emissioni: ecco le soluzioni tecniche scelte dai vari costruttori

Fabio Quinto

L'Euro 6 è ormai alle porte. Con più di un anno di anticipo rispetto alle automobili, sui camion la nuova normativa europea sulle emissioni entrerà in vigore nel 2013 per le omologazioni e nel 2014 per le immatricolazioni. E le case costruttrici cominciano ad alzare il sipario su quella che sarà la nuova generazione di camion che vedremo presto sulle nostre strade, e soprattutto sulle soluzioni tecniche che verranno adottate per l'abbattimento delle emissioni. Per avere un'idea dell'impatto che l'introduzione dell'Euro 6 comporterà sull'ambiente, basta prendere come riferimento due delle principali sostanze emesse dagli scarichi dei veicoli, vale a dire il PM (particolato) e i NOx. Il primo passerà dai 2 g/kWh prodotti da un Euro 5 agli 0,4 g/kWh di un Euro 6. Il secondo verrà dimezzato, passando da 0,02 g/kWh a 0,01 g/kWh. Riduzioni non da poco, se si considera che già il passaggio all'Euro 4 prima (nel 2006) e all'Euro 5 poi (nel 2009) aveva comportato per le case costruttrici uno sforzo progettuale non indifferente. Con l'Euro 4 le "sette sorelle" raggiunsero gli standard europei scegliendo due diverse soluzioni tecniche: l'Scr (Selective Catalytic Reduction) e l'Egr (Exshaust Gas Recycling). Nel primo caso si tratta di un catalizzatore che per funzionare necessita di additivo a base di urea (Adblue), sul quale hanno puntato Iveco, Mercedes-Benz, Daf, Renault Trucks e Volvo Trucks. Nel secondo ci troviamo piuttosto di fronte a un sistema di ricircolo dei gas di scarico, senza quindi l'utilizzo di urea, scelto da Scania e Man. Con l'avvento dell'Euro 5 anche Scania e Man hanno adottato l'Scr. Ora, con l'Euro 6, le case stanno optando per soluzioni più complesse, in cui entrambi i sistemi potrebbero convivere e ai quali potrebbe aggiungersi il filtro antiparticolato. La prima a scoprire le proprie carte è stata Mercedes, con la presentazione del motore OM 471 che equipaggerà il nuovo Actros. Si tratta di un sei cilindri 12,8 litri, con potenze comprese tra 420 e 510 cv. Sostituirà l'attuale gamma di propulsori V6 e manderà in pensione anche l'attuale V8, lasciando quindi questa configurazione alla sola Scania. Per abbattere le emissioni, Mercedes ha scelto la strada di abbinare Egr ed Scr, con l'aggiunta di catalizzatore ossidante, filtro antiparticolato e dispositivo per l'eliminazione dell'ammoniaca in eccesso. Nonostante la maggiore complessità tecnica, secondo Mercedes il nuovo Actros Euro 6 (che in Italia si potrà acquistare da fine 2011) garantisce una riduzione dei consumi compresa tra il 3 e il 7% rispetto al corrispondente modello Euro 5.
A Mercedes ha subito replicato Scania, che ha presentato il nuovo sei cilindri da 440 e 480 cv, che saranno montati sulle attuali Serie R e G nella seconda metà del 2011. Anche qui Scr ed Egr convivono, con il vantaggio di ridurre notevolmente il consumo di urea. E anche qui i due sistemi sono affiancati, a valle, da un catalizzatore ossidante, un filtro antiparticolato e un dispositivo per l'eliminazione dell'ammoniaca in eccesso. L'installazione di nuove componenti, secondo quanto dichiara il costruttore svedese, non penalizzerà i consumi, anche perché il peso del veicolo crescerà di soli 75 kg. La progettazione della versione Euro 6 del V8 appare più complessa ed è ancora in corso.
Per Iveco si prospetta invece una scelta controcorrente: al sistema Scr non si affiancherà l'Egr, ma solamente un filtro antiparticolato e un catalizzatore. Si tratta della tecnologia "Scr only", caratterizzata da sistemi ottimizzati di combustione e di post-trattamento dei gas di scarico, brevettata da Fiat Powertrain Industrial e che consentirà di ottenere un'efficienza di conversione delle emissioni di NOx estremamente elevata, pari al 95%. Una soluzione che dovrebbe favorire la riduzione di pesi e ingombri, e soprattutto dei consumi di carburante. Restano da vedere, però, le implicazioni sul consumo di Adblue. Protagonisti del cambiamento saranno i motori Cursor 9, 11 e 13, oltre ai Tector 4, 6 e 9, con il debutto del nuovo propulsore Fiat Powertrain da 11 litri.
Più attardati, per il momento, appaiono gli altri costruttori: al salone Busworld di Kortrijk col debutto del primo autobus Euro 6 di Man, mentre per i camion si dovrà aspettare la seconda metà del 2012. Probabile anche qui l'abbinamento di Scr ed Egr come avviene per i cugini di Scania, entrambi parte del gruppo Volkswagen.
Per quanto riguarda Daf, l'uscita degli Euro 6 è prevista per il 2013. Nel frattempo è stata presentata l'ultima evoluzione del motore Paccar Mx da 13 litri, conforme alla normativa americana Epa 10. Il sistema di ricircolo dei gas di scarico Egr viene affiancato al catalizzatore Scr e questa soluzione potrebbe essere adottata anche per gli Euro 6.
Non sembrano avere fretta Volvo Trucks e Renault Trucks: per gli svedesi, l'Euro 6 potrebbe arrivare con il nuovo Fh. E, a rimorchio, dovrebbe arrivare Renault Trucks, anche se difficilmente prima del 2013.
Ma oltre alle tecnologie, per mantenere basso il livello delle emissioni e dei consumi serve anche la manutenzione. Il livello delle emissioni nocive, infatti, è molto più elevato per i camion non sottoposti a periodica manutenzione, come ha rilevato da ultimo uno studio dell'Osservatorio Airp sulla mobilità sostenibile. Per contenere l'impatto ambientale dell'autotrasporto occorre infatti adottare stili di guida ecosostenibili, controllare periodicamente i pneumatici e, per quanto riguarda questi ultimi, fare ricorso ai ricostruiti.

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