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18/12/2014
SETTORE IN CRISI: LE PROPOSTE DI RILANCIO DAL PATTO DI FIUGGI

Autotrasporto


Squinzi: importante consonanza con le proposte già avanzate da Confindustria

Paolo Castiglia

Con l’autotrasporto in fase di forte confronto interno e con le istituzioni, è arrivato il cosiddetto Patto di Fiuggi, vale a dire un documento steso unitariamente da nove sigle dell’autotrasporto (Anita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop, Sna Casartigiani, Unitai) per contribuire all’individuazione di possibili soluzioni alle attuali criticità del settore. 

Un modo nuovo di affrontare i problemi, tanto nuovo che sta già producendo i primi effetti e, prima ancora di entrare nel merito dei contenuti del Patto, è interessante notare che il confronto organizzato a Fiuggi il 17 e 18 ottobre scorsi sta di fatto favorendo un dialogo sempre più stretto tra il fronte delle associazioni che si riconoscono in Unatras e Anita. Un riposizionamento degli schieramenti che potrebbe portare benefici anche nelle trattative con il governo. Di seguito i punti nevralgici dell’accordo.

Accesso alla professione e al mercato: la polizza assicurativa di responsabilità professionale per dimostrare l’ idoneità finanziaria è valida solo per i primi due anni di esercizio. A partire dal terzo anno l’idoneità finanziaria potrà essere dimostrata solo con bilanci/conti aziendali o fidejussione bancaria.

Comitato Centrale Albo: il Comitato Centrale deve essere messo in grado di cancellare dall’Albo le imprese non in regola. Entro 6 mesi dovrà essere perfezionato l’incrocio delle banche dati (Inps, Inail) e contestualmente rimuovere gli ostacoli che bloccano la cancellazione delle imprese prive di veicoli. L’Albo deve caratterizzarsi come un organismo di controllo sulla regolarità delle imprese, da integrare velocemente al REN e chiamato a promuovere forme di certificazione di affidabilità delle imprese iscritte con meccanismi volontari e premianti. Deve anche   promuovere l’immagine della categoria attraverso la diffusione di dati raccolti sul campo, oltre a quelli relativi alla sicurezza e alla sempre maggiore tutela ambientale di cui si fa carico il settore e curare la formazione diretta alle aziende e degli organi di controllo.

Politiche comunitarie: il cabotaggio, la cui liberalizzazione è ineludibile, deve scattare in un contesto di maggiore armonizzazione delle norme comunitarie. A tale scopo va contrastato il cabotaggio illegittimo coinvolgendo la committenza, inasprendo le sanzioni, migliorando i controlli su strada formando maggiormente le forze dell’ordine e infine gli autisti impegnati su tratte internazionali devono poter essere garantiti dal riconoscimento di un minimo salariale.

Filiera: a partire dal committente, o da un operatore che svolga servizi integrati di deposito, movimentazione e/o lavorazione della merce che implica rottura di carico, i passaggi dovranno essere al massimo due. Fatto salvo questo principio, in caso di passaggi successivi al secondo, i servizi resi devono essere retribuiti allo stesso prezzo del trasporto percepito dal secondo, verificabile con l’obbligo di esibizione della fattura dietro semplice richiesta.

Semplificazione: nell’ottica di una generale semplificazione, la scheda di trasporto va da subito eliminata. Sui divieti di circolazione è necessaria una revisione già per il calendario 2015 e il patto di Fiuggi ha spostato il livello di confronto fra il mondo dell’autotrasporto e quello della committenza da un sistema di tipo eminentemente rivendicativo e duale a uno più evoluto, imperniato su un’alleanza di filiera e sulla collaborazione fra committenza e trasporto, nel perseguimento di obiettivi di interesse comune.

“Un passaggio - non ha mancato di sottolineare Silvio Faggi, vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori - per certi versi epocale, verso il quale è probabile che non tutti i soggetti interessati, siano essi vettori o committenti, saranno pronti a camminare, ma che potrebbe rivelarsi la chiave di volta per superare le difficoltà crescenti che hanno investito il mondo dell’autotrasporto”.

È tuttavia evidente che gettare le basi per creare un sistema di trasporto virtuoso sostenuto dalla filiera, pone anche un problema di tipo operativo basato sulla necessità di dare alla committenza gli strumenti per poter agevolmente individuare gli autotrasportatori virtuosi e la garanzia che essi siano effettivamente affidabili e capaci di operare nel pieno rispetto dei principi di legalità.

Ed è in quest’ottica di maggior tutela, che va letto il progetto di “Certificazione di affidabilità delle imprese di autotrasporto” avanzata da Faggi, che come ampiamente illustrato durante il convegno, si propone l’obiettivo di assegnare, dopo una rigorosa analisi sul campo, un marchio di qualità alle aziende in possesso di specifici requisiti di eccellenza e affidabilità.

In questo progetto, ruolo fondamentale è chiaramente riconosciuto al Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori che, in qualità di ente super partes, avrà da un lato un difficile ruolo ispettivo, dovendo farsi carico delle attività di verifica e di controllo propedeutiche alla creazione di un sistema certificato di aziende in possesso (e in grado di mantenere nel tempo) dei requisiti e dall’altro uno strategico compito di endorser, con l’obiettivo di aiutare le aziende.

“Il patto di Fiuggi può rappresentare la base di un confronto sereno, che porti a una proficua riforma del settore”. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo al settantesimo anniversario di Anita.

In merito al patto firmato a ottobre, Squinzi ha spiegato che il documento “contiene indicazioni positive interessanti, rispetto alle quali registriamo un’importante consonanza con le proposte già avanzate da Confindustria e non solo”.

Il presidente di Confindustria ha poi evidenziato che l’associazione “dà la sua totale disponibilità a lavorare con tutte le rappresentanze e con il governo per arrivare all’elaborazione di una bozza comune di riforma. L’auspicio è che coloro che non hanno aderito al patto di Fiuggi, possano condividerne lo spirito”. E ha aggiunto che “serve una vera politica industriale per l’autotrasporto. Il Governo lavori sul consenso e non sull’esclusione per arrivare a un vero progetto di riforma, coinvolgendo anche l’Autorità di regolazione dei trasporti per un aiuto concreto contro il rischio di misure anticoncorrenziali”.

Proprio in occasione dei 70 anni di Anita, si è svolto il convegno “Il trasporto delle merci ieri, oggi e… domani?” durante il quale sono state analizzate le prospettive di un comparto strategico per l’economia dell’intero paese. Sono intervenuti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il già citato Squinzi, il presidente di Anita Thomas Baumgartner, quello dell’Autorità dei Trasporti Andrea Camanzi, l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Michele Mario Elia, il direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla, il presidente della commissione navigazione a corto raggio di Confitarma Roberto Martinoli e l’economista Alessandra Lanza.

“In futuro occorre maggiore attenzione al settore – ha detto Baumgartner – togliendo lacci e lacciuoli per poter aumentare la produttività delle imprese di autotrasporto”. Il presidente di Anita ha delineato le maggiori problematiche del settore, in relazione al passato e al futuro, con il supporto di dati statistici, sottolineando le esigenze prioritarie per il settore e le richieste dell’autotrasporto alla politica e alla committenza.

Lupi ha ribadito l’esigenza e l’importanza del dialogo tra le varie modalità di trasporto e la necessità di avere uniformi condizioni di esercizio a livello europeo per rilanciare la competitività delle imprese italiane. Camanzi si è soffermato sul ruolo dell’Autorità nel contesto del trasporto intermodale ferro-gomma, mentre Elia ha spiegato il ruolo della ferrovia nel contesto intermodale e delle prospettive di liberalizzazione europea. Sgalla ha illustrato alcune recenti statistiche sull’incidentalità stradale, che dimostrano come l’autotrasporto non sia il principale responsabile dei sinistri stradali. Martinoli è intervenuto sul ruolo delle autostrade del mare, dello short sea shopping (trasporto marittimo a corto raggio) ma anche dell’Italia come piattaforma logistica nel Mediterraneo. Infine, Lanza ha illustrato lo scenario economico-sociale italiano ed europeo, presente e futuro, in particolare sulle influenze che esso ha e avrà sui settori del trasporto e della logistica.

 

APPROVATO LO “SBLOCCA ITALIA”: ECCO LE MISURE PER L’AUTOTRASPORTO

Il Senato ha convertito in Legge il decreto legge 133 del 12 Settembre 2014, noto come Sblocca Italia. Il decreto contiene importanti disposizioni sull’autotrasporto.  Di seguito le misure adottate.

In primo luogo ci sono le misure per la repressione del cabotaggio illegale che prevedono l’inversione dell’onere della prova a carico del conducente del veicolo con targa estera. Con le modifiche si pone a carico dell’autista straniero sottoposto a controllo su strade, l’onere di giustificare con prova adeguata il perché della difformità tra le registrazioni del cronotachigrafo e la documentazione che deve portare a bordo per effettuare il trasporto.

Fissata la fruizione mediante credito d’imposta, dei contributi agli investimenti e di quelli alla formazione per l’anno 2014: richiedendo i contributi agli investimenti e alla formazione per il 2014, diventa possibile fruirne anche tramite credito di imposta, da utilizzare in compensazione attraverso il modello F24.

È conferita al Comitato Centrale per l’Albo la competenza a decidere sui ricorsi contro i provvedimenti degli uffici della Motorizzazione civile in materia di iscrizione, sospensione, cancellazione e radiazione dall’Albo degli autotrasportatori e di sanzioni disciplinari. Il ricorso non sospende l’efficacia del provvedimento, mentre la decisione del Comitato ha carattere definitivo, anche se proceduralmente verrà comunicata alla Motorizzazione competente per la pratica esecuzione.

Tracciabilità dei flussi finanziari, con il divieto di pagamento in contanti delle prestazioni di autotrasporto: con la disposizione si impone agli attori che operano all’interno della catena logistica dei trasporti di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili (bancomat, carte di credito, assegni, bonifici bancari o postali), per adempiere al pagamento di un contratto di trasporto.

Onorabilità dell’impresa di trasporto, che viene meno in presenza di un’informativa interdittiva antimafia: la disposizione integra i requisiti richiesti per dimostrare l’onorabilità di un’azienda di autotrasporto. In pratica le aziende colpite da un’informativa antimafia interdittiva ai sensi dell’art. 91 dei codici di leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al D.lgs. 159/2011 non sono in grado di essere onorabili e quindi iscrivibili all’Albo e, se sono già iscritte, vengono meno le condizioni della stessa iscrizione.

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