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Articoli - Archivio

05/09/2013
SECONDA GENERAZIONE, OBIETTIVO CONSOLIDARE

BRPNEUMATICI

I festeggiamenti del 50° anniversario della società di Thiene sono l’occasione per un punto sugli sviluppi del business: la ricostruzione di pneumatici, dalla quale ricava 6 milioni e su cui non smette d’investire, e il commercio, che ne aggiunge altri 29, tra ingrosso e vendite nei propri negozi in Veneto e Trentino 

Francesco Lojola

NUOVA GENERAZIONE, vecchi principi. Sempre validi per sostenere la parabola del business aziendale, a patto che la chiave d’interpretazione secondo cui concretarli s’inquadri in una robusta e avveduta pianificazione. Nessun esempio migliore di quello fornito da un’impresa familiare all’importante giro di boa dei cinquant’anni, come la veneta BRPneumatici, sorta nel periodo del boom economico e tuttora capace, per mano della generazione successiva, di proseguire nel consolidamento dell’attività. Dice Filippo Busin, contitolare dell’azienda di Thiene, che alla ricostruzione di pneumatici affianca la vendita all’ingrosso e al dettaglio, attraverso una rete formata da sette negozi propri (tutti da poco affiliati Euromaster) e uno in società: “Lo spirito d’impresa non basta più e lo spontaneismo ha fatto il suo tempo: andava bene fino agli anni ‘90, ma ora lavorare vivendo alla giornata non funziona. Alla voglia di fare e alla determinazione, grazie alle quali siamo cresciuti, va aggiunta una forte iniezione di managerialità. Strutturare è la parola d’ordine, senza perdere flessibilità, programmando gli stadi di una crescita sostenibile nell’ambito di un piano industriale. Ecco le nostre direttrici”.

In virtù delle quali BRPneumatici affronta senza timori la congiuntura, come dimostra la recente inaugurazione del nuovo punto vendita di proprietà, il settimo, lo scorso aprile a Marostica, in provincia di Vicenza. 

 

Investimenti non stop 

E poi, la manifesta volontà di mantenere costante il ritmo degli investimenti anche e soprattutto nel sito produttivo: “L’ultimo in ordine di tempo, a beneficio dello stabilimento in cui ricostruiamo pneumatici autocarro e industriali, è rappresentato da una nuova macchina per posare il sottostrato di collegamento tra carcassa e battistrada prestampato. Si tratta di un’attrezzatura che elimina l’impiego delle tradizionali soluzioni. Essa, inoltre, consente di risparmiare tempo poiché si salta a piè pari una fase del processo altrimenti obbligata”. Tra le spese recenti compare anche una raspatrice di nuova generazione: “Ci ha permesso di abbreviare il ciclo operativo – puntualizza Busin – e aumentare la precisione del lavoro. Ci teniamo ad aggiornare puntualmente stampi e macchinari, e il fatto che le tecnologie della ricostruzione evolvano in tempi piuttosto lunghi costituisce una ragione in più. Ma se anche all’orizzonte non compare alcunché di rivoluzionario, va considerato ogni possibile miglioramento che incida sui tempi e sulla qualità del prodotto”. 

Tra le quattro realtà più grandi in Italia nel comparto del retreading, BRPneumatici opera con linee a freddo e a caldo. Nel complesso, dai cancelli dello stabilimento escono ogni anno oltre 25mila ricostruiti per il trasporto pesante. A questi si aggiungono, dal reparto dedicato alle riparazioni, circa 400 pneumatici per macchine movimento terra. 

 

Impianti allo stato dell’arte

“La nostra capacità produttiva – spiega Busin – è, in realtà, superiore di circa il 20%. La fabbrica di Zanè, che nel 2003 ha sostituito il vecchio sito, nato con l’azienda nel 1963, è il nostro vanto. Non solo perché è dotata delle tecnologie e delle soluzioni più moderne, dall’apparato d’ispezione shearografica alla monorotaia usata per movimentare le gomme passando per l’impianto automatico a freddo Recamic, ma anche per via del sistema di qualità a norma Iso 9001:2008; il prodotto, omologato Ece 109, viene certificato come tale dal Tüv”. 

Dieci anni fa BRPneumatici ha investito complessivamente 2 milioni di euro (di cui 600mila per l’impiantistica nuova: impianto a vapore, elettrico, idraulico, di aspirazione e trattamento polveri e cateneria; il resto in macchinari, progettazione e lo stabile). Il nuovo sito produttivo era divenuto necessario perché lo stabilimento d’origine era ormai inadeguato, cresciuto com’era in modo disordinato, aggiungendo un pezzo alla volta. “Ne risentiva l’efficienza rispetto all’impiantistica nonché, con un tale layout di fabbrica, alla movimentazione dei prodotti. Lo abbiamo realizzato poco distante dalla vecchia sede e si è trattato di un grosso impegno che oggi, nella prospettiva dei prossimi dieci anni, sarebbe difficile ripetere”. La superficie coperta è pari a 5mila mq, dei quali 500 sono occupati dal negozio posto fronte strada sulla statale in direzione di Asiago. La produzione attuale di pneumatici ricostruiti si aggira sui 150 pezzi al giorno, divisa pressoché a metà tra lavorati a caldo e a freddo, e si avvale rispettivamente di 16 presse, due delle quali riservate alle gomme per macchine movimento terra, e di due autoclavi da 21 posizioni ciascuna, cui s’aggiunge un’altra, a tre posti, dedicata alle riparazioni delle maxi-coperture dei macchinari agricoli e industriali. A completare le dotazioni, infine, una scolpitrice. 

 

Ricostruzione e logiche di mercato

“Con il crollo del mercato edilizio – riprende Busin – la produzione prima destinata per il 60% al cava /
cantiere è scesa al 40%, mentre la quota restante oggi è suddivisa tra regionale (35%) e lunghe percorrenze (25%). Gli autotrasportatori si mostrano più sensibili al ricostruito rispetto al passato ed è divenuta abitudine diffusa utilizzare almeno sull’asse motore prodotti ricoperti di qualità”. Le due linee, a caldo e a freddo, appaiono del tutto complementari. La prima consente all’azienda di lavorare carcasse più difficili da recuperare altrimenti e di eseguire una ricostruzione integrale, riportando più gomma, mentre la seconda le permette di spingersi in segmenti di mercato in precedenza fuori portata, come i pneumatici a più bassa resistenza al rotolamento. “Sebbene la crisi perduri, continuiamo ad aggiornare anche gli stampi delle coperture cava cantiere; e poi, abbiamo puntato molto anche sugli invernali, una nicchia in continua espansione, mentre per il cosiddetto gommone effettuiamo la lavorazione integrale, sia per il migliore risultato estetico sia per la superiore resa qualitativa. In generale, i margini sono in continuo calo; solo sulle gomme non standard i clienti non badano al prezzo”. 

BRPneumatici, che opera in prevalenza in conto lavoro, copre un’area estesa su Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia orientale e che include anche una parte dell’Emilia Romagna. A Reggio Emilia, Sacile (Pn) e Lissone (Mb) l’azienda ha costituito altrettanti centri logistici di raccolta delle carcasse da lavorare e per il servizio ai clienti: in ciascuno è presente un furgone per ritiri e consegne e un’officina meccanica mobile ricavata su un autocarro attrezzato. Compiti di raccordo, poi, possono svolgere anche i negozi. “I nostri punti di forza – sottolinea Busin – sono la presenza sul territorio, il contatto diretto col cliente e la tempestività del servizio. Non abbiamo piani di espansione specifici per i negozi, ma se individuiamo un potenziale socio affidabile e con buone prospettive, come accaduto di recente a Cittadella (Pd), non ce lo lasciamo scappare”.

 

Cinquant’anni e non sentirli

Un anno dopo essere uscito dall’azienda in cui lavorava, la Cavenaghi di Vicenza che era stata tra le prime nel settore della ricostruzione e che nel frattempo chiudeva i battenti, Battista Busin fondava la società oggi sotto l’insegna di BRPneumatici. Da allora, il 1963, una crescita graduale basata sull’attività di ricostruttore cui s’aggiungeva nel tempo la vendita di pneumatici all’ingrosso e poi al dettaglio, grazie a una rete ora giunta a sette negozi propri, sei nel vicentino, uno a Trento, più un ulteriore pdv in società in provincia di Padova. A cinquant’anni di distanza l’azienda è saldamente in mano alla nuova generazione che ha saputo portare il giro d’affari alle soglie dei 35 milioni di euro complessivi: Filippo Busin (eletto deputato della Lega Nord alle ultime consultazioni nazionali) si occupa di produzione e dei negozi, mentre il fratello Andrea della sede di Thiene e dell’attività di distribuzione. Immancabili le celebrazioni per il cinquantenario, tutte dedicate ai 102 addetti: un riconoscimento dovuto ma soprattutto un modo per rafforzare il rapporto fiduciario alla base di ogni sviluppo presente e in prospettiva.

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