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Articoli - Archivio

06/04/2011
Ritorno al passato

Mercato 

Immatricolazioni nazionali 2010 sotto la soglia critica dei 2 milioni di automobili, ordini poco incoraggianti anche per il primo trimestre 2011, previsioni estremamente volatili...eppure alcuni segnali lasciano intravedere un po' di luce in fondo al tunnel

di Renzo Dotti

L'ultimo mese dell'anno è stato caratterizzato da una caduta da brividi del mercato nazionale dell'auto. 

 

E se il mercato auto rappresentasse la fotografia di come sta andando oggi il nostro Paese? Le immatricolazioni record degli scorsi anni, incoraggiate dagli incentivi governativi, potrebbero essere paragonate al tenore di vita che caratterizza la nostra società che, secondo molti analisti, è mediamente al di sopra di quello che realmente la situazione economica ci consentirebbe. Ecco allora che una prima considerazione che si potrebbe fare analizzando la vendita di autoveicoli nel 2010, è che stiamo assistendo ad un fisiologico passo indietro con un ritorno, quasi dovuto, ai numeri normali di una quindicina di anni fa.
D'altronde non bisogna però trascurare il fatto che la spesa per la mobilità e, in particolare l'automobile di proprietà, rappresenta la seconda voce di spesa della famiglia italiana. Nel bene o nel male, è un comparto dell'economia ad alto impatto sia ambientale sia economico (circa l'11% del PIL). Insomma un settore vitale che merita un'analisi che, partendo dai "freddi" numeri, possa fornire qualche spunto.

 

Dicembre a picco

In un periodo in cui ha tenuto banco per diverse settimane la questione Mirafiori, con un referendum che ha di fatto sancito il nuovo contratto per il settore auto e una nuova importante scommessa in termini di investimenti di Fiat sulla produzione nazionale di veicoli, parlare dei numeri del mercato italiano auto 2010 sembra in grado di riportarci tutti con i piedi per terra. Insomma, si discute tanto e ci si accapiglia su quello che dovrebbero fare i lavoratori, su quello che farà la proprietà, su come il lavoro diventerà più produttivo e consequenzialmente più remunerativo, ma ad oggi ciò che salta maggiormente agli occhi è la grande difficoltà a vendere auto nuove in Italia. E se non si vende, cosa si produce? Ma andiamo con ordine: l'ultimo mese dell'anno, proprio in piena "tempesta Mirafiori", è stato caratterizzato da una caduta da brividi del mercato nazionale dell'auto. La percentuale del -21,7%, per un totale di 130.319 unità immatricolate, rappresenta una contrazione pesante su cui riflettere, soprattutto se paragonata alle 166.461 automobili immatricolate di dicembre 2009.
Questo risultato porta i volumi complessivi di immatricolazioni del 2010 a 1.960.282 unità, con una flessione del 9,2% sui volumi registrati nel 2009 e addirittura del 21,4% su quelli del 2007, anno record. Bisogna risalire nientemeno che al 1996 per trovare un risultato simile, ovvero al di sotto della soglia critica dei 2.000.000 di unità.

 

Resistono le piccole
Passando ad un esame più approfondito delle cifre a disposizione e basandosi su una prima anticipazione dello scambio di dati tra Anfia e Unrae, a dicembre i contratti siglati - parametro diverso rispetto alle immatricolazioni - sono stati 163.000 (oltre il 40% in meno su dicembre 2009) e nel cumulato da inizio anno 1.775.000 (il 25% in meno rispetto ai dodici mesi del 2009). Le marche nazionali registrano 39.541 unità immatricolate nel mese (-25,2%), con una quota di mercato del 30,3%. Nel 2010 i volumi complessivi si attestano quindi a 595.584 unità (-16,3%), mantenendo una quota del 30,4%.
La classifica per modello vede nuovamente ai primi due posti delle auto più vendute nell'ultimo mese dell'anno Fiat Punto (10.279 unità) e Fiat Panda (9.803 unità) seguite, al quinto posto, da Lancia Ypsilon (3.763), che conquista una posizione rispetto al mese scorso, e al sesto da Fiat 500 (3.616).
Sull'intero 2010 Fiat Punto (154.061 unità) e Fiat Panda (137.772 unità) conducono una graduatoria che vede al quarto posto Fiat 500 (68.463) e al nono Lancia Ypsilon (46.532). In lieve calo rispetto a novembre la quota di vetture diesel immatricolate nel mese, che si attesta al 49,7%, mentre nei dodici mesi raggiunge il 45,9%. Fiat Punto (4.101 unità) si mantiene in testa alla top ten diesel di dicembre seguita, al decimo posto, da Fiat Panda (1.323 unità). La media di casa Fiat è anche la vettura ad alimentazione diesel più venduta nel 2010 (53.314). Sempre nella classifica annuale, nona e decima posizione spettano rispettivamente a Fiat Bravo (18.166) e Fiat Panda (17.214).

 

Quali prospettive per il 2011?
Riassumendo: nei dodici mesi appena trascorsi gli ordini raccolti risultano in ribasso del 25% rispetto al 2009 e addirittura di oltre il 40% confrontando dicembre 2010 con dicembre 2009. Con questo ingresso nel 2011, risulterebbe impossibile, anche all'analista più ottimista, attendersi un inizio anno brillante. Cicli economici sempre più schizofrenici rendono estremamente difficile, per non dire impossibile, avventurarsi in previsioni sul medio periodo.
Per l'anno in corso la speranza è che la situazione migliori dopo il primo trimestre, confidando anche nei segnali di ripresa della fiducia dei consumatori. Il rapporto mensile dell'ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) rileva a dicembre un indice di fiducia in aumento per il quarto mese consecutivo, da 108,5 a 109,1, tornando in prossimità dei livelli raggiunti lo scorso gennaio e, diversamente dagli scorsi mesi, risultano positive anche le valutazioni sul mercato dei beni durevoli. Si tratta di indizi, non di prove. Ma in momenti come questi è importante captare ogni segnale che proviene dall'economia e non solo.
E fra i segnali da non sottovalutare vi è anche quello proveniente dal mercato dell'usato che riporta un segno positivo (+3,8%) a dicembre 2010 su dicembre 2009 con 413.050 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari. Nel cumulato da inizio anno la variazione positiva è dell'1,7% sullo stesso periodo del 2009.
Tutti questi numeri testimoniano la vitalità di un settore che, in generale, può ancora rappresentare per molti anni, con le dovute attenzioni economiche e ambientali, un punto cardine della nostra economia.

 

 

Auto 2010: nel mondo record di vendite, in europa perdite contenute

• L' Europa arranca, ma il mondo corre
Prime prove di ripresa per il mercato europeo dell'auto. In dicembre nell'area UE27+EFTA le immatricolazioni sono state 1.048.378 con un calo contenuto nel 2,7%. Il consuntivo dell'intero 2010 chiude a quota 13.785.698 con una contrazione, pure contenuta, del 4,9%. L'elemento più significativo è la conferma del forte rallentamento della caduta delle vendite determinato dal progressivo esaurirsi della politica degli incentivi, caduta che ha interessato fortemente i due trimestri centrali dell'anno. Già in novembre il mercato europeo aveva fatto registrare una perdita del 6,5% contro il 16,1% di ottobre. La contrazione decisamente modesta (2,7%) di dicembre induce a ritenere che la ripresa  per l'auto sia imminente anche in Europa. D'altra parte la situazione negativa nello scorso anno in Europa e in Italia è una anomalia nel mercato mondiale, che dovrebbe aver chiuso il 2010 con un livello di immatricolazioni mai raggiunto in passato e che dovrebbe chiudere ancor meglio il 2011. Merito soprattutto dei paesi del BRIC, ma va comunque sottolineato che praticamente tutti i mercati extraeuropei sono in forte crescita.
L'anomalia europea (ed italiana) è legata essenzialmente a due fattori. Il primo è costituito dagli incentivi statali particolarmente incisivi del 2009 che, grazie a questi aiuti, si è chiuso poco al di sotto dei livelli del 2008 (-1,6%). Il secondo fattore è la debolezza della ripresa economica, che nel 2010 non ha consentito all'Europa di saldare l'esaurirsi della politica degli incentivi con un recupero spontaneo della domanda sufficientemente forte.

 

 

Dopo un 2009 disastroso, le consegne di veicoli commerciali nel 2010 tornano a crescere

Piccoli segnali di ripresa
Eppur si muove: questo laconico inciso si addice perfettamente a descrivere la situazione del mercato nazionale dei veicoli commerciali che, pur con performance tutt'altro che indimenticabili, ha chiuso il 2010 con 186.738 unità consegnate, pari al 6,2% in più rispetto ai volumi consegnati nel 2009 che aveva fatto segnare 175.902 unità. Le indicazioni di dicembre 2010, peraltro, con 17.395 veicoli consegnati, contrastano con il dato finale con una contrazione del 7,1% sullo stesso mese del 2009 che ne aveva totalizzate 18.731. Per comprendere al meglio il valore di questi numeri occorre considerare che il 2009 ha rappresentato sicuramente un annus horribilis per il settore, con una pesante diminuzione (-22,1%) sul 2008, segno evidente di una crisi economica che è approdata a piena forza su tutti i settori economici che impiegano questi mezzi. Analizzando più a fondo l'anno appena trascorso ci si rende conto del fatto che un peso determinante sulla sua chiusura positiva lo ha avuto il risultato del primo trimestre 2010 (+26,2% sullo stesso periodo del 2009) durante il quale si è ancora percepito l'effetto positivo degli incentivi 2009. I restanti mesi del 2010, privi dell'effetto doping dato dagli aiuti governativi, hanno risentito della carenza di una piena fiducia in una ripresa stabile e anche i timidi segnali che vengono dal mondo produttivo non sono ancora in grado di garantire risultati nettamente migliori nel 2011 che, secondo le previsioni più realistiche, ripeterà i numeri del 2010.

 

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