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Articoli - Archivio

05/07/2011
Risparmio ed ecologia muovono i veicoli

Speciale Autopromotec: ricambi

Gli automobilisti scelgono il risparmio e il legislatore europeo spinge sui veicoli sempre più verdi.
Due tendenze con le quali devono confrontarsi anche i ricambisti

di Massimo Lanari

Con due input così, i produttori di componenti hanno davvero di che sbizzarrirsi: dai pneumatici ai lubrificanti, dalle batterie ai fanali fino alle pastiglie e ai “pezzi” meccanici, è tutto un fiorire di proposte che promettono di abbattere tanto i consumi quanto le emissioni.

 

Partiamo da un dato incontestabile: il parco circolante in Italia sta cambiando. Lo dimostra non solo il crescente numero di auto ibride ed elettriche o alimentate a gas. Ma anche la vera e propria esplosione che sta avendo il diesel rispetto ai propulsori a benzina, se è vero che oramai il 38,1% delle vetture circolanti in Italia è alimentato a gasolio, contro il 61,9% della benzina (dati Gipa). Nel 2005 i diesel erano solo il 16%, negli anni ’90 si era addirittura sotto il 10%. Una realtà con la quale anche i ricambisti devono fare i conti, e che dimostra come gli utenti finali – in Italia come in Europa – mettano sempre di più il risparmio in cima alle priorità quando è il momento di acquistare e mantenere un’automobile. Allo stesso tempo, dal legislatore europeo arriva una crescente spinta ad avere motori sempre più puliti, come dimostrano le prime anticipazioni sui nuovi motori Euro 6 per i mezzi pesanti. Due tendenze che si sono ben evidenziate all’Autopromotec di Bologna, dove tra gli stand che si occupavano di ricambi si respirava un certo ottimismo sull’andamento del settore. Anche perché, con due input così, i produttori di componenti hanno davvero di che sbizzarrirsi: dai pneumatici ai lubrificanti, dalle batterie ai fanali fino alle pastiglie e ai “pezzi” meccanici, è tutto un fiorire di proposte che promettono di abbattere tanto i consumi quanto le emissioni. Aria nuova, dunque, per produttori e distributori di ricambi? Così sembrerebbe, se si osservano i dati presentati durante l’Autopromotec all’Eaas, il Simposio sull’aftermarket automobilistico. Dai quali risulta  che il volume d’affari generato dalla vendita dei ricambi automobilistici in Europa arriva a 100 miliardi di euro. Josef  Frank, direttore aftermarket di Clepa, ha evidenziato che “nel 2011 il settore dell’aftermarket automobilistico ha avuto una partenza migliore delle aspettative, soprattutto grazie alla grande crescita sperimentata nei paesi del Bric (Brasile, Russia, India, Cina). Per l’andamento futuro, a medio e lungo termine – ha continuato Frank – saranno molto importanti elementi come le nuove legislazioni sulle emissioni di sostanze nocive, la quota di mercato dei veicoli elettrici e gli investimenti in ricerca e sviluppo”. Michel Vilatte, presidente di Figiefa, ha completato il quadro sul mercato dell’aftermarket automobilistico in Europa evidenziando che “sono molte le sfide che l’aftermarket deve affrontare, a partire da un parco auto in crescita, per continuare con l’aumento dell’età media delle vetture e con l’avvento di nuove tecnologie, come l’auto elettrica, che cambieranno il volto della mobilità”.
Fatto sta che, girando tra gli stand dedicati ai ricambi, gli espositori si concentravano molto sull’offerta di servizi, dal supporto tecnico agli operatori fino alla velocità nella consegna dei ricambi. “Questo perché – afferma Renzo Servadei, amministratore delegato di Autopromotec – nessuno è più in grado di fare magazzino, e quindi aumenta l’importanza della velocità e dell’efficienza delle consegne dei pezzi di ricambio”.
Ma, al di là dei ricambi, è tutto il mondo dell’aftermarket automobilistico che è in movimento: basti pensare all’imminente entrata in vigore del protocollo MCTCNet2 per le revisioni. Che saranno maggiormente controllate grazie a una telecamera che inquadrerà la targa del veicolo, in modo da evitare collaudi-tarocco. O ancora alla ricarica di aria condizionata, con la progressiva affermazione del nuovo gas refrigerante r1234yf, anche questa imposta da un Regolamento europeo. Per non parlare dei pneumatici, attesi alla prova dell’etichetta che ne certificherà il minor impatto ambientale e l’aderenza sul bagnato, ma anche del nuovo contributo sullo smaltimento delle gomme fuori uso. Tanto ottimismo, quindi, all’Autopromotec, ma anche tanta incertezza. E lo hanno capito anche gli utenti finali, visto che gli italiani alle officine autorizzate dalle Case preferiscono ancora (dopo il quarto anno di vita dell’autovettura, secondo uno studio dell’Osservatorio Autopromotec) il meccanico e il gommista  di fiducia. Unico punto fermo di fronte a un mondo in continuo movimento.

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