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Articoli - Archivio

09/03/2020
Rinviato il taglio ai rimborsi delle accise

Legge di bilancio

 

Ma dal 1° ottobre 2020 saranno esclusi da questo sostegno i veicoli di categoria Euro3 o inferiori. Altri provvedimenti per intermodalità e pubblicità

Paolo Castiglia

Ormai è Gazzetta Ufficiale. Parliamo della Legge di Bilancio 2020. E non sono poche, non tutte ben accette dalle associazioni di categoria come vedremo, le misure fiscali di interesse per le imprese di autotrasporto.

Ma andiamo a vederle una per una. Partiamo dal rimborso delle accise, una delle più controverse. Per promuovere, infatti, il principio della sostenibilità dell’ambiente, sono stati modificati i parametri per accedere al rimborso delle accise stesse e dal prossimo 1° ottobre 2020 saranno esclusi da questo sostegno i veicoli di categoria Euro3 o inferiori. Non solo: dal 1° gennaio 2021 l’esclusione sarà estesa anche agli Euro4.

La battaglia che sembra condurre il Governo è molto orientata in senso ambientale, e il secondo punto da analizzare è quello della transazione ecologica, con l’istituzione a breve, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di una commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la transazione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, elaborando una proposta organica per la ridefinizione, entro il 31 ottobre 2020, del sistema delle esenzioni a partire dal 2021 in materia di trasporto merci.

Si vuole anche, con questa iniziativa, secondo il Governo, ridurre la spesa pubblica e sostenere le innovazioni e gli investimenti in ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo e infrastrutture per la riduzione di emissione del gas serra entro 2030.

Obiettivo tutela ambientale anche per un'altra iniziativa di legge: nell’area dell’intermodalità via mare e via ferro sono state previste ulteriori risorse per il trasporto combinato marittimo, appunto il cosiddetto “marebonus” e ferroviario, il “ferrobonus”. Si tratta di una misura d’aiuto istituita con la Legge di stabilità 2016. In particolare, per il “marebonus” la spesa autorizzata per il 2021 è pari 20 milioni di euro, mentre per il “ferrobonus” sono stati stanziati 14 milioni di euro per il 2020 e di 25 milioni di euro per il 2021.

Tra gli altri elementi importanti, il Documento unico di circolazione, per il quale il ministero ha preso tempo: il Mit, infatti, con propri decreti dovrà definire le modalità e i termini per la graduale utilizzazione – da completare entro il 31 ottobre 2020 – delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione.

Ultimo elemento che può essere comunque utile da definire in area autotrasporto e mezzi pesanti, è la questione della concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria sui veicoli, con l’istituzione, dal 2021, del canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, che vuole riunire in una sola forma di prelievo le entrate relative all’occupazione di aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari ridefinendo la disciplina.

Per quanto riguarda le imprese di trasporto la norma è di fatto una conferma dello status e quindi una semplificazione: relativamente alla pubblicità sui veicoli, infatti, viene confermata l’attuale disciplina e pertanto queste restano escluse per quel che riguarda l’indicazione del marchio, della ditta, della ragione sociale e dell’indirizzo apposti sui veicoli utilizzati per il trasporto, anche per conto terzi, di proprietà dell’impresa o adibiti al trasporto per suo conto.

Abbiamo accennato in apertura a reazioni da parte delle associazioni di categoria del settore. A raccoglierle quasi tutte c’è Unatras, secondo la quale dai principali provvedimenti contenuti nella Legge di Bilancio 2020 e nel Decreto Fiscale, emergono diverse disposizioni di interesse per il comparto trasporti e logistica, ma solo alcune di esse tengono conto degli impegni assunti dal Governo nell’incontro tenutosi al ministero il 19 novembre 2019 culminato con il protocollo d’intesa proposto dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli.

“A tutela delle imprese di autotrasporto che rappresentiamo – ha spiegato il presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani – è comunque importante aver scongiurato per ora il temuto taglio al rimborso accise per gli euro 3, che è stato rinviato a ottobre. Non possiamo ritenerci totalmente soddisfatti, perché dai provvedimenti approvati, si è tenuto conto solo parzialmente di attivare la rimodulazione delle agevolazioni con gradualità ma apprezziamo che finalmente si sia compreso ciò che proponiamo da tempo: la necessità di accompagnare la transizione ambientale con una vera strategia del rinnovo del parco veicolare merci attraverso appositi incentivi pluriennali per chi rottama i mezzi più vetusti”.

E chiede altre garanzie: “Per esprimere un giudizio compiuto è adesso necessario – insiste il presidente Genedani – che arrivino a stretto giro di posta le risposte attese dalla categoria su un rafforzamento efficace della norma per il rispetto dei tempi di pagamento per cui dovrebbe partire a breve il tavolo di lavoro con il Mef”.

 

Associazioni italiane sul piede di guerra:

appello per lo sblocco del traffico pesante in Austria

Le forti limitazioni al passaggio dei mezzi pesanti in Austia sta portando un gravissimo danno al nostro autotrasporto ma anche alla nostra economia, e una levata di scudi si è sollevata in proposito da parte degli autotrasportatori italiani. Per Anita sono “divieti inaccettabili e discriminatori”, e in una assemblea ha dato mandato al presidente, Thomas Baumgartner, di continuare a esercitare il pressing sui Commissari europei ai trasporti, Adina Valean, e al mercato interno, Thierry Breton, “al fine di ottenere la sospensione dei provvedimenti”.

“Il 70% dell’export italiano passa attraverso le Alpi e la maggior parte attraversa il Brennero. L’Italia non può continuare a subire le misure protezionistiche del Tirolo che impediscono il libero scambio di merce su un asse vitale per l’economia italiana, attraverso una diversificata tipologia di divieti di circolazione per i mezzi pesanti: divieto di transito notturno, divieti di circolazione nei sabati, sistema di dosaggio dei veicoli diretti in Italia dalla Germania, divieto settoriale, divieto per classe Euro dei veicoli, divieto di uscita dall’autostrada per fare rifornimento in Tirolo”, spiegano appunto da Anita.

Fa sua la battaglia anche Confartigianato Trasporti attraverso il presidente Genedani: “La situazione è drammatica per quei trasportatori italiani che, dovendo usufruire della direttrice del Brennero per far giungere le nostre merci sui principali mercati europei, devono subire le decisioni dell’Austria; questo Paese, infatti, sta proseguendo in maniera imperterrita nella sua politica volta a introdurre nuovi divieti al solo fine di penalizzare il nostro export, ignorando anche l’invito che il nostro Governo ha rivolto di recente al nuovo Commissario UE ai trasporti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto, Paolo Uggè, che spiega che: “in barba ai principi che l'hanno ispirata, l'Austria non considera che un Tir con merce deperibile fermo inquina molto più di uno in movimento. Invece sa bene che, chiudendo le porte alla libera circolazione di mezzi, viola un principio sancito dall’Ue. Dovremmo rispondere con un'azione di forza, da un lato da parte del governo italiano e dall'altro facendo valere il peso degli 8 paesi che in Europa hanno costituito la 'Road Alliance' dell’autotrasporto per contrastare ogni forma di dumping”.

 

Confetra: snellire la burocrazia al più presto

Pochi addetti ai lavori sanno che i controlli sulle merci oggi prevedono complessivamente 130 procedimenti a carico di diciassette diverse pubbliche amministrazioni. L’allarme lo ha recentemente lanciato Confetra, che chiede di arrivare presto a una semplificazione. E ha illustrato alcune proposte di provvedimenti a costo zero che potrebbero essere presi anche a breve per attuare alcune semplificazioni per il trasporto merci e la logistica che non richiedono spese da parte dello Stato.

“Il nostro settore ha bisogno d'interventi di disboscamento burocratico, di ammodernamento della legislazione e di semplificazione operativa”, ha spiegato infatti Marco Migliorelli, vice-presidente della Confederazione con delega alle semplificazioni e alla legislazione. Confetra chiede regole più semplici che “potrebbero vedere un ruolo per gli operatori ben più attivo, ovviamente dentro un quadro regolamentorio diverso, delegante, più europeo e più moderno”.

Altre aree d'intervento sono le aree di sosta per le merci pericolose in ambito ferroviario, il tracciamento dei rifiuti industriali in quello stradale e l’estensione ai portuali dei benefici per gli esodi anticipati.

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