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Articoli - Archivio

20/04/2011
Rimborsi per carico e scarico troppo lunghi

Autotrasporto


Arriva il rimborso sui tempi di attesa per il carico e scarico con un decreto dirigenziale del Ministero dei trasporti; la franchigia sarà di due ore. Novità anche nel ddl per la sicurezza stradale

di Paolo Castiglia

Il costo per il committente a causa dell'indennità dovuta alla perdita di tempo del trasportatore dovrebbe orientarsi attorno ai 40 euro l'ora. Questa quantificazione non è indicata all'interno del testo di legge, ma verrà decisa, a quanto si apprende, nella prossima riunione dell'Osservatorio sui costi dell'autotrasporto.


La notizia era attesa da tempo, era prevista in un legge che ha quasi un anno. Ma ora è realtà: i ritardi sui tempi di carico e scarico verranno rimborsati agli autotrasportatori: la franchigia per l'attesa nelle operazioni di carico e scarico dei mezzi pesanti sarà di due ore. Lo ha stabilito un decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e trasporti dello scorso 24 marzo 2011. Il costo per il committente, a causa dell'indennità dovuta alla perdita di tempo del trasportatore, dovrebbe orientarsi attorno ai 40 euro l'ora. Questa quantificazione non è indicata all'interno del testo di legge; ma verrà decisa, a quanto si apprende, nella prossima riunione dell'Osservatorio sui costi dell'autotrasporto.
La necessità di identificare una franchigia nei casi di attese eccessive per il carico e lo scarico delle merci in porti e interporti era molto attesa nel settore, ed era già stata indicata come atto necessario nella legge 127/2010, frutto dell'accordo tra governo e autotrasporto apparsa sulla Gazzetta ufficiale del 4 agosto 2010. Il decreto uscito è stato fortemente voluto direttamente dal sottosegretario Giachino, che, con l'introduzione della franchigia sui tempi di attesa per il carico e scarico dei camion ottiene anche uno strumento di dialogo fondamentale nella trattativa in corso in area portuale con le associazioni di categoria, che erano in fermento nei porti di Genova e Napoli.

 

La ricaduta pratica del provvedimento
La possibilità di attivare la franchigia farà sì che, dopo due ore, appunto, di fermo del camion in attesa delle operazioni da effettuare, al trasportatore dovrà essere riconosciuto un quantum: "Così il committente sarà incentivato a ridurre i tempi per non dover pagare", afferma lo stesso sottosegretario. Ma non c'è nessuna volontà punitiva nei confronti della committenza, ci spiega direttamente Giachino: "Il decreto dirigenziale appena emanato era previsto dal comma 5 dell'articolo 6-bis del decreto legislativo dell'estate 2010 e deve necessariamente muoversi entro i confini della norma, della quale non può assolutamente travalicare i limiti".
La disposizione emanata - insiste Giachino - "non solo: non può che esplicare i suoi effetti solo ed esclusivamente tra le parti del contratto di trasporto, ossia vettore e committente, e nulla può statuire in relazione a soggetti estranei a tale rapporto".
Sarebbe in effetti paradossale se, con un semplice decreto dirigenziale, si dettassero disposizioni diverse rispetto a quelle contenute nella norma su cui si fonda lo stesso potere di emanazione del decreto, concernenti enti, amministrazioni e/o soggetti terzi rispetto al rapporto contrattuale vettore-committente. Per cui nessun coinvolgimento diretto dei porti o degli interporti.
Secondo le associazioni dei trasportatori, comunque, la portata della norma è di estrema chiarezza: il vettore che subisce un ritardo ai fini dell'inizio delle operazioni di carico e scarico, dopo le due ore, ha diritto ad un indennizzo. Il termine usato dal legislatore di indennizzo e non di risarcimento non è casuale, perché l'indennizzo non presuppone alcun accertamento in termini di comportamento doloso e/o colposo, che grava solo ed esclusivamente sul committente, anche se incolpevole del ritardo.
È evidente che i criteri civilistici di natura ordinaria non escludono l'eventuale azione di rivalsa che il committente potrà effettuare nei confronti del soggetto che ha determinato il ritardo, azione nel corso della quale dovrà provare tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi necessari ai fini dell'accertamento di tale responsabilità. Tale fase, peraltro, solo eventuale, riguarda rapporti privatistici estranei al contratto di trasporto, nel quale, di certo, il legislatore non è intervenuto né avrebbe potuto farlo.

 

 

• Il trasporto professionale nel Ddl per la sicurezza stradale approvato dal Senato


Tempi di guida e di riposo con sanzioni modulate sulla gravità delle infrazioni. Licenziamento per giusta causa per camionisti e conducenti di bus trovati ubriachi alla guida. I professionisti del volante non potranno concedersi neanche una birra durante le ore di lavoro. Certificato anti-droga e alcol obbligatorio per richiedere le patenti superiori, le abilitazioni professionali e il loro rinnovo. Si potrà restare alla guida di un mezzo pesante fino a 70 (anziché fino a 65), mentre per i trasporti eccezionali le scorte saranno solo tecniche. Sono queste alcune delle novità che riguardano il trasporto professionale contenute nel Ddl per la sicurezza stradale approvato dal Senato. Ora il provvedimento dovrà ritornare alla Camera per il via libera definitivo, ma Montecitorio non dovrebbe ritoccare ulteriormente il testo, frutto di una lunghissima mediazione tra maggioranza e opposizione.
Tempi di guida. Approvato un emendamento presentato dal Governo che introduce una maggiore gradualità per le violazioni dei tempi di guida e di riposo imposti ai conducenti di mezzi per il trasporto di merci e persone da un regolamento comunitario. Secondo il nuovo schema verrà maggiormente penalizzato chi non riposa abbastanza con multe che vanno da 220 a 800 euro (con la sottrazione di 5 punti-patente), mentre chi allunga di poco l'orario di lavoro per motivi legati al traffico o all'assenza di aree di sosta si vedrà recapitare una multa da 38 a 152 (e la sottrazione di 2 punti-patente). Le sanzioni aumentano man mano che aumenta lo sforamento.
Licenziamento per giusta causa. Può scattare per l'autista professionista al quale viene sospesa la patente per superamento del tasso alcolemico.
Zero alcol alla guida. E' una misura introdotta già dalla Camera che proibisce anche un solo bicchiere di vino per gli autisti alla guida di camion e autobus o pullman. Oltre alla sanzione pecuniaria, è prevista anche la sospensione della patente.
Test anti-droga e alcol. Obbligatori per ottenere tutti i tipi di patente (dalla B alla D) e le abilitazioni professionali. Il certificato medico che esclude dipendenza da alcol e droghe deve essere presentato anche ad ogni rinnovo.
Fino a 70 anni sul camion. Approvato dal Senato l'allungamento della vita professionale per gli autisti professionisti. Le patenti superiori potranno essere rinnovate fino a 70 anni (anziché 65) con controlli annuali tra i 65 e 70 anni.
Trasporti eccezionali. Via libera ai trasporti eccezionali solo con le scorte tecniche. Il Senato ha recepito la richiesta di eliminare le scorte della Polizia stradale e, quindi, snellire le procedure per questo tipo di servizi.

 

 

• La crisi mondiale e l'autotrasporto secondo Eurostat 

 

La crisi economica che ha colpito i paesi europei ha inciso profondamente sul trasporto merci su gomma e su rotaia, causando cali rispettivamente del 10% e del 17%. Il dato, che si riferisce al 2009, è stato reso noto da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea. Dopo anni di trend positivi, una prima diminuzione dei volumi di merci trasportate era stata registrata già nel 2008, con un calo del 2% sia su gomma che su rotaia. Piccoli segnali di ripresa, secondo l'ufficio di statistica, sono stati rilevati nei primi tre mesi del 2010 con un aumento del 3% per la gomma e dell'8% per la ferrovia. Nel secondo trimestre la ripresa si è consolidata con una crescita rispettivamente del 4% e del 14%.  Il trasporto su gomma delle merci resta ancora quattro volte più di quello per ferrovia. In Italia, nel 2009, la  diminuzione del trasporto su gomma è stata del 7,1%, mentre quella per ferrovia ha subito una contrazione del 25,3%. I paesi Ue che hanno avuto i cali più marcati nel trasporto su gomma sono stati: Romania (-39%), Lettonia (-34%), Estonia, Irlanda e Cipro (tutti -27%), mentre per il trasporto su rotaia sono stati Bulgaria (-33%), Belgio(-29%), Lussemburgo e Spagna (entrambi -28%), e Romania (-27%). L'Italia e altri 5 paesi (Francia, Germania, Polonia, Gran Bretagna e Spagna), costituiscono il 70% di tutto il trasporto merci su gomma dell'Ue.
 

 

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