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Articoli - Archivio

04/11/2020
Ricostruzione, tante le opportunità da cogliere

Assemblea generale Airp

 

L’emergenza Covid porta nuove ombre sul mercato dei pneumatici ricostruiti, ma le opportunità per sostenere il settore non mancano. Ne hanno discusso i soci AIRP durante i lavori dell’Assemblea annuale.

Carlo Ferro

Un’assemblea insolita, in formato ridotto per via delle misure anticovid, è quella che AIRP ha tenuto lo scorso 2 ottobre presso la sede sociale. L’appuntamento annuale dei ricostruttori quest’anno si è tenuto a metà fra l’analisi dei problemi da affrontare, e le possibilità che si prospettano all’orizzonte, con diverse proposte da portare avanti per sostenere i vantaggi ambientali della ricostruzione.

Nella relazione introduttiva, il presidente dell’associazione, Stefano Carloni, ha fatto il punto sull’andamento del mercato dei pneumatici ricostruiti, che dopo un breve periodo di ripresa dovuto all’introduzione dei dazi sui pneumatici low cost è tornato quest’anno a registrare forti perdite, maggiori, nel primo semestre 2020, anche rispetto al crollo del prodotto interno lordo nazionale. Il dato generale, inoltre, “contiene poi realtà che hanno subito una perdita più modesta, e realtà che hanno più che dimezzato la propria produzione, almeno nel periodo concomitante con il lockdown”, come ha spiegato Carloni. Forti sono state anche le perdite nella vendita dei pneumatici ricostruiti per vettura, mentre sul segmento autocarro emerge un dato interessante, ovvero il fatto che il tasso di decrescita del ricostruito a caldo è stato il doppio di quello del prestampato, un aspetto che secondo il presidente “si potrebbe leggere con l’arrivo di nuove dimensioni (315/70 22.5 e 385/55 R22.5) e anche con il proliferare di tantissimi marchi di pneumatici che avendo differenze dimensionali significative è più semplice processare in prestampato piuttosto che con il caldo”.

La situazione resta però difficile soprattutto a causa della situazione dell’autotrasporto italiano, che fra concorrenza degli operatori esteri e marginalità sempre più compresse rimane “il vero malato”; a ciò si aggiunge anche un’offerta di prodotto completamente incentrata sul prezzo di acquisto “con buona pace della corretta gestione, del basso costo chilometrico, dell’ecologia”, commenta Carloni.

A complicare le cose si aggiunge peraltro in questi mesi anche la problematica dei mancati ritiri di PFU, che sta rendendo difficile la vita di molti gommisti e ricostruttori, sollevando forte preoccupazione nella filiera soprattutto in vista del cambio gomme invernale. Un tema, dunque, che richiederà ad AIRP e alle altre associazioni di categoria un impegno urgente per richiedere soluzioni in tempo utile, sollevando con forza il problema a livello nazionale.

Tuttavia, per Carloni, anche a fronte di queste difficoltà non mancano le opportunità a cui guardare con attenzione per cercare di aiutare il settore: “Sul piano politico il nostro quadro di riferimento rimane necessariamente quello dell’economia circolare - ha spiegato il presidente -Dal punto di vista strettamente normativo abbiamo avuto, solo poco tempo fa, un passaggio importante con il recepimento da parte dell’Italia del pacchetto di direttive europee sull’economia circolare. Un passaggio importante, ancorché potrebbe apparire più formale che sostanziale, di fatto aggiorna una serie di obiettivi, princìpi e definizioni, indicando anche alcuni possibili strumenti per le pratiche di economia circolare.  Serviranno in seguito ulteriori e diversi atti normativi per concretizzare quei meccanismi di premialità ambientale che da tempo stiamo ricercando”.

“Le possibilità di intervenire – ha sottolineato Carloni – non mancano. Una soluzione possibile sarebbe un credito di imposta a favore degli utilizzatori finali. Si tratta di una misura che senz’altro offrirebbe un’importante leva al mercato, valorizzando concretamente la virtuosità ambientale della ricostruzione”. Carloni ha evidenziato anche come sia necessario fare rispettare la quota obbligatoria del 20% riservata ai pneumatici ricostruiti negli acquisti di pneumatici di ricambio da parte delle flotte di autoveicoli delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi. Si tratta di una prescrizione contenuta nella legge Finanziaria per il 2002, prescrizione che è stata dettata essenzialmente per finalità di tutela dell’ambiente, ma che oggi, nella situazione di crisi che stiamo vivendo, acquista ancora più importanza in quanto consente anche notevoli risparmi nella gestione delle flotte pubbliche e quindi della spesa pubblica. “Purtroppo – ha rimarcato Carloni – tale prescrizione viene disattesa da molti enti tenuti ad applicarla. Sarebbe quindi opportuno che le amministrazioni pubbliche osservassero scrupolosamente la legge per quanto riguarda l’impiego dei pneumatici ricostruiti e ciò anche in considerazione del fatto che la quota del 20% riservata ai ricostruiti nell’acquisto di pneumatici di ricambio non è certo elevata. Basti pensare al caso della Francia, che ha recentemente posto come obbligatoria la scelta dei pneumatici ricostruiti per il 100% degli acquisti di pneumatici effettuati dallo Stato (con la sola esclusione dei veicoli militari e dei veicoli destinati a servizi di emergenza). Al fine di garantire l’effettiva applicazione e dunque l’efficacia di questa misura, Airp ribadisce la necessità di introdurre l’obbligo di verifica sugli acquisti effettuati, prevedendo anche un sistema di sanzioni in caso di non ottemperanza alla norma”.

All’assemblea di Airp è intervenuto anche Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, con una relazione sugli scenari economici alla luce degli effetti del Covid-19. Quagliano ha sottolineato come il Covid-19 abbia colpito il nostro Paese in un momento in cui non si era ancora superata la crisi precedente, che è quella nata nel 2008. “Il Prodotto interno lordo all’inizio di questa pandemia – ha affermato Quagliano – era ancora sotto del 4% rispetto al Prodotto interno lordo del 2007. Quindi non c’è solo da ritornare alla situazione pre-Covid, ma bisogna anche ritornare alla situazione ante 2008. Questo è l’obiettivo che l’economia italiana deve porsi e che anche il settore della ricostruzione di pneumatici ha davanti, ed è un obiettivo che non si può mancare”. Da tenere presente, per Quagliano, anche l’opportunità che arriverà per l’Italia con il recovery fund, magari tenendo a mente come esempio gli incentivi sull’acquisto di auto nuove, che hanno prodotto effetti positivi ben tangibili sul mercato.

L’assemblea ha proseguito i suoi lavori con un aggiornamento sulle attività istituzionali, a cura di Guido Gambassi, vicesegretario di Airp. Oltre a un aggiornamento sulla composizione del board dell’associazione europea dei ricostruttori (Bipaver), di cui adesso lo stesso Gambassi è diventato vice presidente, è stato sottolineato come l’Italia abbia di recente recepito il pacchetto “Economia Circolare” (ovvero le direttive europee approvate nel maggio del 2018 dal Consiglio Europeo) che prevede per i paesi dell’Unione ambiziosi obiettivi di riciclaggio e di riduzione dei rifiuti, nell’ottica di promuovere una più generale transizione verso l’economia circolare. “Si tratta di un passaggio importante – ha commentato Gambassi – che deve essere sfruttato per mettere in atto provvedimenti concreti a favore dei settori che, come la ricostruzione dei pneumatici, si pongono da sempre come un perfetto esempio dei principi dell’economia circolare. Il nostro compito nei prossimi mesi sarà quello di chiedere conto dell’applicazione di questi principi”. Interessante, a livello europeo, anche una nuova direttiva che dovrebbe essere emanata in materia di ecodesign, perché offrirebbe la possibilità di fare inserire anche i pneumatici fra i prodotti per i quali verrà resa obbligatoria la progettazione durevole del bene, ovvero una progettazione finalizzata espressamente alla riparabilità, al remanufacturing e comunque all’utilizzo multiplo del prodotto.

Successivamente è intervenuto Brenno Benaglia, referente tecnico di Airp per il Bipaver, con una relazione sulla nuova normativa europea sull’etichettatura dei pneumatici (labelling) che ha l’obiettivo di fornire ai consumatori migliori informazioni su consumo di carburante, sicurezza e rumorosità. “Tuttavia, la mancanza del labelling per i pneumatici ricostruiti per veicoli pesanti – ha sottolineato Benaglia – spesso vanifica gli sforzi delle associazioni di categoria per chiedere incentivi alla ricostruzione come pratica ecologica. Si sta quindi lavorando per proporre un aggiornamento che includa anche i criteri di etichettatura per i pneumatici ricostruiti per autocarro, con un procedimento di certificazione che risulti però sostenibile economicamente per le piccole e medie aziende del nostro settore”.

Massimiliano Malatesta, di Malatesta Pneumatici, è poi intervenuto evidenziando una serie di difficoltà operative ma anche di mercato che frenano il settore del pneumatico ricostruito per vettura e di piccole dimensioni, che pure avrebbe delle grandi opportunità di sviluppo, soprattutto oggi che è maturata una nuova sensibilità ecologica. Come emerso dal dibattito finale, anche in questo ambito il credito di imposta potrebbe essere la soluzione giusta per portare l’attenzione dei consumatori sul prodotto ricostruito, aprendo una nuova fase per l’intero settore.

In chiusura dei lavori è stato presentato un video della prima edizione dei Recircle Awards, l’evento di premiazione organizzato da Valebridge Media Services con Retreading Business per valorizzare le eccellenze nel settore della ricostruzione e del riciclo dei pneumatici, offrendo a tutte le aziende partecipanti un’importante vetrina internazionale.

 

 

Bipaver, Lankolainen confermato presidente. Guido Gambassi di Airp nominato suo vice

Il consiglio di amministrazione del Bipaver, l’associazione europea della ricostruzione, ha riconfermato Jukka Lankolainen (Finlandia) come presidente fino al 2022. Nel frattempo, Guido Gambassi di Airp (Italia) è stato nominato vicepresidente, in sostituzione di Tim Hercock (Regno Unito), che ha lasciato l'industria della ricostruzione all'inizio di quest’anno. In base a quanto stabilito dallo statuto Gambassi succederà a Lankolainen come presidente a partire dal 2022. Nel frattempo, l’associazione ha anche annunciato la sua intenzione di presentare domanda per essere ufficialmente registrata come Geie - Gruppo europeo di interesse economico presso la Commissione europea. Fino a ora Bipaver ha operato come un dipartimento dell'associazione nazionale che funge da sede centrale, ma ora il piano è quello di istituire il Bipaver come entità formale all'interno della Ce al fine di ridurre le difficoltà legali e fiscali che persone, società e altri enti affrontano in ambito di cooperazione transfrontaliera. L’associazione dei ricostruttori europei ha trasferito di recente la sua sede da Leida nei Paesi Bassi a Bonn, in Germania. Il trasferimento è stato deciso dopo che Tim van der Rijken ha annunciato le sue dimissioni da segretario generale di Vaco.

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