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Articoli - Archivio

06/04/2011
Repliche classiche per un business autentico

Pneumatici e auto d'epoca
Per quanto riguarda l'offerta, le proposte si sviluppano su diversi fronti: convenzioni con le società di leasing, auto di cortesia, corsi di formazione e aggiornamento tecnico commerciale, TPE - Technical Performance Experience, identificazione e personalizzazione del punto vendita, budget per iniziative promo-pubblicitarie locali e nazionali, linea di abbigliamento personalizzata, partnership con primarie aziende per prodotti e servizi. 

di Francesco Lojola

È senz'altro vero che gli appassionati proprietari di vetture d'epoca possono, nella ricerca di pneumatici classici, fare appello ai club del motorismo storico e ai molteplici forum dedicati in rete, ma non c'è dubbio che la conoscenza di questo mondo passato e delle sue vicende può rappresentare per lo specialista la carta in più da giocare sul mercato. Rievocazioni storiche e sfilate, competizioni su strade e circuiti tra vetture d'antan, ma anche semplici raduni e scampagnate al volante, per un patrimonio fatto di automobili d'epoca da mantenere in perfetta efficienza, pronte a circolare oggi come un tempo: un universo animato da centinaia di migliaia di appassionati e un business in costante crescita nel quale i pneumatici recitano un ruolo da protagonisti. Non solo perché la riproduzione dei modelli di allora può avvantaggiarsi delle ultime innovazioni riguardanti i compound e i processi di fabbricazione, a tutto beneficio della sicurezza, ma anche e soprattutto perché consente di perpetuare la fascinosa, ampia e multiforme eredità del motorismo. Che, nel suo affermarsi, molto presto intreccia le proprie vicende con quelle della gomma, prima piena a rivestire le ruote e poi pneumatica, riempita d'aria. Un'innovazione fondamentale, già legata al brevetto depositato a Londra nel 1846 dal tecnico scozzese Robert Thomson, che giace ignorato per anni finché l'idea non viene partorita per la seconda volta da John Boyd Dunlop, nel 1888, cercando una soluzione per far muovere più agevolmente il triciclo del figlio. Poi, ecco l'innovazione concepita per fissare meglio la copertura al cerchione e accompagnata da ulteriori perfezionamenti come l'impiego del nerofumo per aumentare la durata della gomma (e il battistrada scolpito prende il posto del cuoio chiodato) e l'uso di tele in tessuto senza trama per evitare gli attriti causa di frequenti rotture: sono i pneumatici a tallone (beaded edge), che si agganciano a un apposito incavo del cerchio e diventano i più diffusi tra il 1890 e le tre decadi successive.

 

Dai cross-ply ai radiali
Scomodi, perché richiedono gonfiaggi fino a 7 bar, e pericolosi in caso di perdita di pressione perché si staccano, a metà degli anni venti vengono sostituiti da omologhi copertoni (wired-on) che incorporano alle estremità due cerchietti, sottili anelli d'acciaio che, incastrandosi nell'alveo del cerchione, ne impediscono la fuoriuscita anche quando sgonfi e possono essere impiegati a pressioni inferiori restituendo così un maggiore comfort di marcia: è la comparsa dei primi pneumatici a tele incrociate (cross-ply), ovvero a costruzione diagonale, con un rapporto d'aspetto del 100% e diametri da 18" a 25". Essi rappresentano la seconda generazione di gomme smontabili, con variazioni costruttive tra i produttori continentali e d'Oltreoceano, e la loro successiva evoluzione tecnica dà vita, vent'anni più tardi, al pneumatico radiale. Che Michelin lancia nel 1946, equipaggiando col modello X, la Citroën Traction Avant. È una copertura che subito presenta un profilo più basso (80%) con il vantaggio di differenziare le funzioni di fianchi, più flessibili, e battistrada, fornendo una superiore resa prestazionale complessiva. Nell'apprezzare l'autenticità storica di una vettura è evidente la valenza legata alla disponibilità di gomme che riproducano l'esatta configurazione dei modelli di quel tempo, in termini di dimensione, disegno del battistrada e rapporto d'aspetto. Un'autenticità di sostanza che si rileva pure dalle caratteristiche dinamiche, tipiche del veicolo d'origine, sebbene i pneumatici impieghino mescole e tecnologie di fabbrica allineate alle produzioni odierne.

 

Repliche autentiche
Esiti di enormi sviluppi evolutivi che, per esempio, possono permettere alle moderne repliche di gomme beaded edge, d'uso corrente un centinaio d'anni fa, di reggere a calore e pressioni laterali ben oltre le specifiche per cui erano state concepite dai progettisti (grazie anche alle differenti condizioni delle strade), e dunque capaci di far correre una vettura d'antan con velocità e su distanze allora impensabili. E col risultato aggiuntivo che di norma le prestazioni fornite dalla veterana non sono sufficienti per sfruttare appieno le coperture. Questi aspetti, che sostanziano innanzitutto più grip e tenuta di strada, non autorizzano però a montare, sulle classiche che lo consentirebbero, pneumatici attuali al di fuori degli standard impiegati nelle repliche (autentiche) dei modelli di allora. A meno di non accettare usure irregolari, per via di profili e battistrada incompatibili con la geometria delle sospensioni, una scomodità nella marcia che deriva dalla rigidità costruttiva dei fianchi e un handling assai meno convincente, con reazioni al volante filtrate in maniera innaturale. Certo, alcuni disegni e misure sono prodotti in piccoli lotti, talvolta ancora in modo manuale, ma è altrettanto vero che le principali Case costruttrici continuano tuttora a sfornare un ampio ventaglio di coperture classiche: Avon e Dunlop nelle fabbriche originarie e in molti casi ancora con gli stampi di allora, come pure Pirelli, Vredestein e Michelin. Quest'ultima sfrutta, al riguardo, anche gli stabilimenti in estremo Oriente, dove hanno insediato siti produttivi pure Excelsior e Waymaster.


La storia a catalogo
Nell'elenco dei marchi presenti in ambito vintage (o forti di pneumatici storici da competizione) vanno ricompresi, tra gli altri, Firestone, con disegni che hanno segnato più di un'epoca, accanto a Universal, Lester e Us Royal, nonché a Hankook, Camac, Goodrich e Mitas; e, ancora, Yokohama ed Englebert. Se il catalogo di Avon, che per anni ha fornito le supercar di Bentley, Morgan, Rolls Royce e Aston Martin, comprende anche disegni di gomme classiche da competizione, quello di Dunlop presenta una scelta ancora più vasta di coperture British dai disegni e profili altrettanto autenticamente d'epoca, dai beaded edge ai radiali, con un range di esemplari racing che coprono un orizzonte temporale di cinquant'anni. E su un periodo analogo si estende anche la gamma, assai nutrita e articolata, di Michelin: dai cross-ply Double Rivet e Superconfort ai radiali evoluti di fine anni '70, nel disegno Trx, di primo equipaggiamento su Ferrari 308 Gts, Gtb e 512 Bb, Alpine A310 V6 e Renault 5 Turbo. È senz'altro vero che gli appassionati proprietari di vetture d'epoca possono, nella ricerca di pneumatici classici, fare appello ai club del motorismo storico e ai molteplici forum dedicati in rete, ma non c'è dubbio che la conoscenza di questo mondo passato e delle sue vicende può rappresentare per lo specialista la carta in più da giocare sul mercato.

 

 

Pneumatici equivalenti per misure obsolete

Diverse misure di pneumatici impiegati su vetture oggi divenute d'epoca non sono più reperibili sul mercato. La normativa consente di individuare gomme di dimensioni equivalenti in base alla tabella a norme Cuna Nc 053-05, in sostituzione di equipaggiamenti originali obsoleti. Così, pneumatici differenti per tipo di marcatura (sono peraltro numerosi gli esemplari d'antan privi dell'indicazione del rapporto nominale d'aspetto) possono essere utilizzati indifferentemente, nel rispetto delle prescrizioni riportate nella tabella; inoltre, per montare le nuove gomme non è richiesto l'aggiornamento della carta di circolazione del veicolo. Nel caso in cui il tipo di pneumatico non sia invece riconosciuto ammissibile in alternativa a quello previsto in sede di omologazione, si può comunque procedere innanzitutto richiedendo al costruttore del veicolo il nulla osta per il montaggio, nell'ambito di una dichiarazione che indichi le eventuali prescrizioni necessarie e assicuri la compatibilità con l'assetto statico e dinamico degli assi e delle sospensioni. Poi, ci si dovrà recare in un ufficio della Motorizzazione per richiedere la prova. Che accerterà, tra l'altro, che l'installazione del nuovo tipo di pneumatici non alteri le dimensioni massime d'ingombro del veicolo, e che l'indice di carico e il codice di classe di velocità non siano inferiori a quelli delle coperture originarie.

 

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