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24/02/2017
RIVOLUZIONE SCANIA CON LE NUOVE SERIE R ED S

Trasporto pesante

 

Presentata la nuova gamma, che già si è aggiudicata il titolo di Truck of the year 2017. Il nome non tragga in inganno: con la serie precedente, in comune non c’è nemmeno una componente. Nuovi motori e cabina completamente riprogettata. E spunta anche la Serie S senza tunnel motore

Fabio Quinto

Su il sipario. Dopo sette anni di attesa, Scania cambia volto ai suoi pesi massimi: ecco allora la nuova Serie R e la nuova Serie S, rinnovate sia nella cabina che nella meccanica. Al punto che il debutto è valso da subito alla Casa svedese il titolo di Truck of the year 2017, proprio come accadde  nell’edizione 2010 con la “vecchia” Serie R. “Oggi - ha dichiarato durante la presentazione ufficiale dello scorso 23 agosto Henrik Henriksson, presidente e amministratore delegato di Scania - non stiamo solo lanciando una nuova generazione di veicoli ma anche un insieme unico e intelligente di soluzioni sostenibili sotto forma di prodotti e servizi che Scania è la prima azienda a fornire nel settore e sono sicuro di poterlo affermare senza possibilità di smentita. Siamo concentrati sul nostro obiettivo principale: fornire ai clienti gli strumenti necessari per raggiungere la massima redditività”. La nuova cabina era attesa, si può dire, fin dal 1994, dal lancio della Serie 4 che poi si è evoluta nel 2004 con la prima Serie R, seguita dalla seconda alla fine del 2009.

 

L’estetica punta al sodo

Ora, questa Serie R – nonostante il nome e le apparenze sembrino suggerire una certa “continuità” col passato – non condivide neanche un componente col suo predecessore. Anzi, spunta un’inedita cabina “S”: dal punto di vista della cabina si tratta di fatto dello stesso camion, solo che  c’è un gradino in più ma non c’è il tunnel motore all’interno, con un pavimento quindi completamente piatto. Caratteristiche che rendono quindi le cabine S le più adatte al lungo raggio. Ma guardiamo le nuove cabine R ed S dall’esterno. La progettazione delle cabine è stata svolta dai tecnici di Scania in collaborazione con Porsche Engineering, sfruttando quindi le sinergie garantite dal gruppo Volkswagen. I pilastri attorno ai quali si sono mossi i progettisti sono stati cinque: comfort del conducente, risparmio di carburante, ottimizzazione degli spazi interni, sicurezza e massima affidabilità. Ecco allora che l’aerodinamica ha badato al sodo, con un cx che secondo i tecnici sarebbe stato ridotto del 7%: un dettaglio che, da solo, sarebbe in grado di consentire una riduzione dei consumi di carburante del 2% rispetto agli R precedenti. Questo, però, non ha impedito a Scania di potenziare anche il suo lato estetico con una mascherina più imponente e dei gruppi ottici più moderni, ammorbiditi da linee più sinuose per sfruttare al meglio l’aerodinamica. Nel complesso, nella serie R il posto guida è più avanzato (di 65 mm) e più spostato verso l’esterno (di 20 mm) in modo da incrementare il comfort del guidatore e l’abitabilità della cabina. Lo spazio interno delle cabine cresce sempre di qualche centimetro, anche grazie alla gobba presente sulla parete posteriore.

 

Sole e acciaio

La riduzione dello sbalzo anteriore e la severità dei crash test svedesi ha indotto Scania all’utilizzo di acciai dotati di una resistenza ancora più elevata. La sicurezza è garantita anche dal debutto degli airbag laterali a tendina, anteprima assoluta nei veicoli pesanti, che proteggono dagli urti laterali, in particolare negli incidenti con ribaltamento del veicolo. Il tettuccio apribile ancora più ampio può essere inoltre utilizzato come uscita di emergenza. Il riposizionamento dell’assale anteriore combinato con il nuovo sistema frenante, assicura inoltre una distanza di frenata inferiore del 5%. Rispetto ai modelli precedenti il cruscotto è stato leggermente abbassato per aumentare la visibilità. Ma la vera novità è la strumentazione, capace di stupire con i suoi effetti tridimensionali, nonché lo spostamento di alcuni comandi sullo sportello, che gli Svedesi garantiscono comunque assolutamente resistenti all’acqua. Anche i vani portaoggetti sono stati completamente riprogettati e ampliati. La nuova posizione dell’assale anteriore e le nuove sospensioni pneumatiche anteriori contribuiscono al miglioramento della tenuta di strada e della stabilità. Inoltre, il nuovo assale di supporto a controllo elettronico consente di ridurre il diametro di volta e il peso del veicolo, di semplificare l’allestimento e di diminuire sia l’usura dei pneumatici che il consumo di carburante.

 

Avanza il solo-SCR

Le innovazioni alla catena cinematica, secondo Scania, consentirebbero di abbattere i consumi di gasolio di un ulteriore 3%. Questo grazie ai nuovi motori, le cui novità principali si concentrano negli affinamenti apportati agli iniettori e alla camera di combustione, oltre a una nuova gestione della temperatura del motore. La gamma delle potenze conferma buona parte delle declinazioni della gamma precedente: i V8 da 520, 580 e 730 CV (16 litri di cilindrata) mantengono il sistema di ricircolo dei gas di scarico EGR accanto al catalizzatore SCR; mentre i 6 cilindri sono tutti con il solo SCR, con potenze di 370, 410, 450 e 500 CV (cilindrata 13 litri), quest’ultima una potenza tutta nuova per il 13 litri. Insomma, i nuovi Scania confermano la strada già aperta da alcuni modelli – il G410 e l’R450 - delle serie precedenti, che strizzavano in qualche modo l’occhio alla scelta compiuta da Iveco nel 2012 di puntare sul solo SCR. Ai motori è abbinato un cambio Scania Opticruise, che promette cambi di marcia più rapidi e fluidi. Tutto questo grazie all’introduzione del freno dell’albero secondario del cambio, che permette una perfetta sincronizzazione con i giri motore. Tra le novità c’è anche la disponibilità di versioni alimentate da carburanti alternativi come l’HVO o il biodiesel.

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