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03/11/2015
RIVOLUZIONE IN CORSO NEL MONDO DEGLI ISOTERMICI

Semirimorchi

 

Per i semirimorchi a temperatura controllata è un periodo ricco di novità, a cominciare dall’introduzione del nuovo gas refrigerante. Ma ci sono anche barriere d’aria, nuovi gruppi frigoriferi e cambi societari. E qualche segnale di riscossa da parte dei produttori italiani

Massimo Lanari

Il comparto dei semirimorchi isotermici si conferma come uno dei più ricchi di novità sul mercato italiano. Novità tecniche, certo, ma anche normative. Dal 2020 andrà infatti in pensione l’attuale gas refrigerante r404a, a favore del nuovo r452a. Insomma, si verificherà lo stesso cambiamento che oggi si sta applicando agli impianti di aria condizionata per le automobili. Anche se qui, a quanto sembra, il cambio sarà meno traumatico. Vediamo perché.

 

Meno inquinamento

La spinta l’ha data il Regolamento europeo 517/2014, che ha deciso di mandare in soffitta l’attuale gas refrigerante, composto da una miscela di HFC, perché ritenuto troppo inquinante. O meglio, con un GWP (Global warming potential, indicatore utilizzato per misurare gli effetti di una determinata sostanza sul surriscaldamento globale in termini di produzione di CO2) pari a circa 3.500. Più del doppio dell’r134a messo al bando sulle automobili.

Ecco quindi che la Ingersoll Rand (che detiene il marchio Thermo King) e la Dupont hanno messo a punto un nuovo gas refrigerante, l’r452a, con un GWP ridotto del 45%: si tratta di una miscela di HFO che, già a partire dallo scorso 1° gennaio 2015, sta progressivamente sostituendo l’attuale gas.

 

Cosa cambia per le imprese

Bene, ma cosa cambia per le aziende di autotrasporto? Ce lo spiega Marco Tosi, responsabile commerciale per l’Italia di Thermo King: “Per quanto ci riguarda, già dallo scorso 1° gennaio sono entrati in commercio i nuovo modelli a temperatura singola dotati del nuovo gas. Ne abbiamo venduti già oltre 100, e l’Italia si sta piazzando al secondo posto in Europa per la rapidità con la quale sta procedendo a questo cambiamento”. Le aziende che utilizzano il vecchio gas “non dovranno cambiare nulla: potranno continuare a utilizzare tranquillamente il loro frigo”. Solo che, già da oggi e per tutti a partire dal 2020, “in caso di rottura si procederà alla ricarica con il nuovo gas r452a, che non altera assolutamente le prestazioni del frigo”. Per convertire il vecchio frigo “basterà smontare il circuito di refrigerazione e regolare due valvole, con costi assai contenuti”. Il maggiore timore, semmai, sono gli adempimenti burocratici: “Finora il ministero non si è pronunciato sulle modalità con le quali la conversione dovrà essere comunicata alla Motorizzazione Civile. Mi auguro però che l’operazione possa essere fatta con una semplice lettera”. La nuova direttiva, però, impone anche controlli periodici sugli impianti di refrigerazione, con “controlli annuali obbligatori e con un libretto obbligatorio in cui dovranno essere registrati tutti gli interventi”. Operazioni che solo operatori autorizzati potranno effettuare.

 

Rumore, pericolo scampato?

Rimane invece per ora confinata all’Olanda la severissima normativa Piek sulla rumorosità dei frigoriferi sui semirimorchi isotermici. La normativa impone un limite massimo di rumorosità pari a 60 dB a 7,5 metri di distanza: si ventilava un’adozione a livello europeo della normativa, ma per ora Bruxelles ha preferito non intervenire.

 

Quando il carico-scarico diventa frequente

Diverse anche le novità tecniche che stanno interessando il settore. Ormai da un paio d’anni Schmitz Cargobull mette a disposizione dei propri clienti anche gruppi frigoriferi costruiti in proprio, rompendo così il tradizionale duopolio Thermo King-Carrier (già rotto in maniera limitata solo da Mitsubishi), mentre Chereau ha lanciato l’Air Shutter-C, ovvero la barriera d’aria che impedisce l’innalzamento della temperatura a ogni apertura, utile soprattutto per preservare la merce in caso di frequenti stop per il carico-scarico. Il sistema è costituito da 9 turbine che scattano automaticamente ogni qualvolta si apre la serranda posteriore. L’aria, aspirata dall’esterno, non viene refrigerata: nessun aggravio di consumi, quindi, per il gruppo frigorifero. Secondo i dati riportati dalla stessa Chereau, a parità di tempo di apertura del portellone posteriore (20 minuti), l’Air Shutter-C consente di mantenere temperature inferiori di 12°C rispetto ai veicoli sprovvisti di questo dispositivo. La sua applicazione comporta un aggravio di tara minimo (meno di 20 kg) e un ingombro in altezza in prossimità dell’apertura posteriore di 108 mm.

 

Arrivano i Cinesi

Sul fronte proprietario, invece, si registra il cambio di proprietà che ha coinvolto la francese Lamberet. La società cinese Avic (produttore di componenti automobilistiche e aeronautiche) si è fatta avanti per acquisire il marchio Lamberet dal fondo francese Caravelle, proprietario anche del marchio Benalu, notificando l’offerta alle autorità antitrust di Francia, Austria e Germania. Mentre, sempre in Francia, la polacca Wielton ha rilevato il maggiore produttore francese di semirimorchi, ossia la Fruehauf: la transazione, perfezionata a fine maggio, si somma a quella annunciata ufficialmente ad agosto della definitiva acquisizione da parte dei polacchi dei tre marchi italiani che appartenevano al gruppo Cir, ossia Viberti, Cardi e Merker.

 

Arrivano i nostri: Rolfo, TMT, Ifac e Carmosino

E l’Italia? La crisi del gruppo Cir non ha mandato in soffitta lo Zhero, progetto nato nel 2013 dalla collaborazione di Cir e Rolfo Plastic Gall che abbinava il telaio in acciaio trattato con cataforesi a pannelli in vetroresina. Ora, con la crisi del gruppo Cir, la costruzione dello Zhero è passata interamente a Rolfo Plastic Gall, che sta utilizzando telai in acciaio Rolfo.  Nei prossimi mesi, però, la creatività italiana dovrebbe lanciare due novità davvero interessanti. Che arriveranno – altra notizia positiva – dal centro e dal sud Italia, proprio quelle aree per le quali l’isotermico è più importante, visto che il trasporto di prodotti agroalimentari è praticamente l’unico che consente di riempire i camion in viaggio verso l’Italia settentrionale. Proprio in questi giorni, infatti, la TMT di San Benedetto del Tronto sta per consegnare il primo esemplare di piano mobile dotato di frigorifero. Non si tratta propriamente di un isotermico, visto che la furgonatura in alluminio è esattamente la stessa del “normale” piano mobile Conchiglia. Ma di un semirimorchio con un minimo di controllo della temperatura che serve per il trasporto degli ortaggi e della frutta sfusa, appena raccolta, direttamente dal campo all’impianto di stoccaggio o produzione. Una caratteristica particolarmente richiesta dai produttori di spinaci destinati alla surgelazione. Mentre, in Puglia, Ifac e Carmosino stanno sviluppando un innovativo isotermico con telaio in alluminio. Scatterà, finalmente, l’ora della riscossa? 

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