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Articoli - Archivio

25/10/2012
RINNOVAMENTO CONTINUO

MAK SPA
È la strategia del brand italiano, presente sui mercati internazionali con modelli dal design originale e accattivante. Dall’equipaggiamento invernale alle ruote dedicate a specifici marchi, ecco le politiche per affrontare la crisi

Duilio Damiani

DESIGN, ricercatezza, tecnologia e flessibilità di gamma. È la ricetta di Mak per una maggiore presenza dei suoi prodotti sui principali mercati europei. L’azienda è oggi una solida realtà che ha saputo dimostrare, in una congiuntura particolarmente difficile, un’ulteriore affermazione commerciale.
Destina al mercato domestico circa un quarto della produzione, ma è l’export il principale serbatoio economico per il gruppo di Carpenedolo (BS). Complessivamente nel 2011 ha prodotto circa 600.000 pezzi, per un fatturato globale prossimo ai 30 milioni di euro.
Mak volge la sua attenzione non più solo ai mercati storici, come la Scandinavia, la Russia e il Giappone, ma cerca sempre nuove affermazioni: è infatti imminente la penetrazione in Germania (da solo il mercato tedesco registra volumi prossimi ai 4 milioni di pezzi/anno) grazie alle procedure di omologazione Tüv.


Sfida europea
Nonostante l’attuale contrazione del mercato, che si registra soprattutto nelle utilizzazioni di fasce medie e medio-basse, l’attenzione si sta orientando maggiormente verso le applicazioni più tecnologiche e i design più elaborati, che devono garantire al contempo maggior leggerezza del prodotto. Queste sono le principali richieste di un mercato non solo italiano, ma anche europeo, ormai maturo, con realtà molto complesse: da un lato intere regioni in profonda crisi – come i paesi dell’Europa meridionale, dove non interviene la necessità della dotazione invernale – e dall’altro, aree consolidate o in espansione, come ad esempio i mercati scandinavi o il prorompente blocco ex sovietico.
“In questo scenario l’attenzione deve concentrarsi su un triplice fronte” ci conferma Guglielmo Bertolinelli, una vita passata in Mak – direttore vendite, assieme al collega Emanuele Roncadori “quello del prodotto d’arricchimento delle autovetture entry level, indirizzato verso i veicoli di gamma inferiore, i furgoni e perfino i camper, i cui proprietari intendono personalizzare il proprio veicolo con cerchi in stile ma dai prezzi contenuti; il tuning puro, dove l’estremizzazione delle forme e delle performance attingono a un catalogo complesso e sempre rinnovato, che a sua volta si può suddividere in due fasce, medio-bassa – in forte crisi – e alta, caratterizzata dall’incessante richiesta di prodotti sempre più hi-performance; infine il secondo equipaggiamento, dedicato ai pneumatici stagionali, che grazie alla recente evoluzione delle normative nazionali in tema di obbligatorietà nella dotazione delle gomme invernali (ndr in Italia nel 2012 sono state emesse 250 ordinanze locali contro le 80 dell’anno precedente), è artefice quantomeno del contenimento della flessione generalizzata, e a cui destiniamo circa un 40% della nostra produzione”.
Non ci stupiamo quindi di veder comparire sempre più
modelli di cerchi in lega dedicati ai van o ai camper/autocaravan, come già accaduto per Suv e fuoristrada, nicchie di produzione per le quali si registra una crescente richiesta. Questi modelli si presentano, all’interno della vasta produzione Mak, al fianco dei più prestigiosi modelli di alta gamma, realizzati per equipaggiamenti di grandi dimensioni, dove la ricerca della massima leggerezza consente oggi un contenimento delle masse fino al 30% (su un cerchio da 18”, dal peso di 12 kg circa, si possono ottenere solo con la riconfigurazione delle forme masse ridotte ad appena 8 kg) e conformazioni sempre rinnovate per attualizzare linee e veste grafica.
La ricerca dei moderni stilemi di tendenza è da sempre alla base delle strategie di marketing dell’azienda, che collabora principalmente con due importanti centri di design industriale, dai cui tratti di matita prendono forme e colori le più attuali produzioni. Si tratta di collaborazioni fondamentali per la nascita delle gamme future, cui spetta una considerevole porzione dell’investimento necessario per la realizzazione di un nuovo cerchio. Basti pensare che dal disegno iniziale allo stampo pronto per la produzione, in un set di almeno tre differenti calettamenti, una gamma costa infatti all’azienda investimenti nell’ordine dei 120.000 euro, certificazioni di qualità e omologazioni incluse.

Completezza di gamma
La paternità dei cerchi presenti sul catalogo è da ricercarsi in una produzione per la maggior parte italiana. “In questo scenario l’attenzione deve concentrarsi su tre punti di forza principali:” - ci racconta sempre Guglielmo Bertolinelli - “qualità, velocità nelle consegne e disponibilità di prodotto”. Mak suddivide la produzione fra la fonderia di proprietà, a Gussago, e quella di provenienza asiatica: esiste infatti una collaborazione con tre produttori terzi di comprovata qualità con sedi in Cina, Thailandia e a Taiwan.
Che sia per il tuning d’alta gamma o per l’equipaggiamento invernale, il catalogo presenta un rinnovamento continuo, come testimoniato dalle ultime ruote introdotte in occasione di prestigiose esposizioni internazionali. La recente passerella dell’Automechanika di Francoforte ha visto il lancio delle new entry della casa lombarda, che vanno a integrare un catalogo di oltre una cinquantina di modelli: si tratta della linea Gothenburg, inedito design dedicato alla gamma di vetture Volvo, con calettamenti da 16 a 18 pollici e canale da 7 a 8j, e della linea Stadt, nelle medesime dimensioni, pensata appositamente per equipaggiare tutta la linea di vetture Audi. Gli esemplari pensati e dedicati ai singoli brand automobilistici includono anche modelli come i Bimmer, destinati alle Bmw e offerti anche con canale conformato H2 per ospitare pneumatici autoportanti run-flat, gli Stern per le Mercedes e gli Highlands (fino a 20 pollici) pensati per integrarsi nel design di Range Rover, Evoque e di tutti i luxury Sport Utility, in attesa delle prossime realizzazioni per applicazioni dedicate a Mini e Porsche. Al fianco delle novità, i modelli già lanciati sul mercato presentano continue evoluzioni. Ne è l’esempio la serie Fuoco5, il poliedrico cerchio a 5 razze per Suv, ampliatosi anche in configurazioni destinate a van e light truck, oltre alla versione con profilo convesso adatta all’applicazione sugli autocaravan. E le nicchie di produzione riserveranno ulteriori novità nel momento dell’effettivo decollo delle autovetture elettriche, per le quali sono già in fase avanzata di progettazione cerchi specifici per il massimo contenimento dei pesi.

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