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Articoli - Archivio

08/09/2014
RICOSTRUZIONE, UN BUSINESS PESANTE

Marangoni 

Camion, bus, trattori e macchine movimento terra utilizzano sempre più pneumatici ricostruiti. Il leader europeo del settore ci racconta tecnologie e mercato

Come cambia il mercato del ricostruito per veicoli commerciali e industriali? Pneurama ne ha parlato con Brenno Benaglia, direttore commerciale della divisione Commercial & Industrial Tyres di Marangoni SpA.

 


Come si articola l’offerta di pneumatici Marangoni per veicoli commerciali leggeri e industriali sul mercato italiano?

Il nostro core business è il pneumatico ricostruito. Il brand Marix, che dal 2010 contraddistingue i ricostruiti prodotti nello stabilimento di Rovereto, copre le fasce medie e alte della nostra offerta e spazia dal 4x4 al veicolo commerciale e industriale fino al movimento terra. L’autocarro è articolato sulle due fasce di prodotto RP ed RP100, è garantito cinque anni ed è prodotto in gran parte con mescole a bassa resistenza al rotolamento. Il marchio Renova, che nasce da un’azienda tedesca assorbita molti anni fa, si presenta invece con una gamma corta nell’autocarro (copre soltanto le misure più richieste) e un interessante rapporto qualità-prezzo. Stiamo invece abbandonando il brand di un’altra azienda assorbita molti anni fa, MBM. Proponiamo infine pneumatici nuovi, con il marchio Marangoni, che nascono anche grazie all’accordo con un produttore premium. Il nuovo serve per aumentare il livello di servizio nei confronti dei nostri clienti e per avere più carcasse ricostruibili.

 

Sostituire un brand noto e apprezzato come Marangoni con uno praticamente nuovo come Marix è stata un’operazione coraggiosa. Come è nata?

Il marchio era stato ideato qualche anno fa per una gamma di pneumatici fuoristrada e per trasporto leggero. Abbiamo deciso di estenderlo a tutta la gamma, compresa la fascia alta RP100 (per la quale usiamo soltanto carcasse di produttori premium), per identificare inequivocabilmente il ricostruito “made in Marangoni” dal nuovo e per dare al nostro pneumatico ricostruito un identità di marca in grado di differenziarlo da quelli realizzati da altri ricostruttori. Stiamo passando al nuovo marchio anche su tutte le grafiche dei nostri famosi camion gialli che trasportano il prodotto finito. Crediamo molto nel prodotto Marix e anche per questo abbiamo previsto un investimento di quasi otto milioni di euro in tre anni per rivoluzionare l’impianto di Rovereto: presse, lay-out, linee di produzione. Abbiamo fiducia che l’economia possa riprendersi in Europa; le grandi organizzazioni come la nostra sentiranno per prime il vento della ripresa.

 

 

Come è strutturata la rete di distribuzione italiana?

La nostra rete deve allo stesso tempo distribuire i pneumatici (ricostruiti e nuovi) e raccogliere le carcasse, operazioni che bisogna conciliare ottimizzando la logistica. Per ogni area abbiamo un capo area (figura interna all’azienda) e alcuni rappresentanti, che raccolgono anche le carcasse in conto acquisto. Copriamo praticamente tutt’Italia, con l’eccezione di qualche area che non genera volumi sufficienti. Nel Triveneto e in Romagna collaboriamo anche con negozi della catena Pneusmarket, formata da aziende partecipate dalla Marangoni. Oltre a queste contiamo anche sull’organizzazione Fedigomme, che segue grandi flotte (alcuni trasportatori e molte ex municipalizzate del trasporto pubblico locale) proponendo la gestione totale del parco gomme e la vendita a chilometro. Siamo inoltre presenti direttamente in alcuni grandi porti, vista la nostra lunga tradizione nei pneumatici per movimentazione industriale e sollevamento e la nostra offerta praticamente unica nella ricostruzione di pneumatici specifici per la movimentazione portuale. Siamo infine certificati UNI EN ISO 9001 e 14001 e TÜV.

 

Assistere il cliente di settori come il trasporto pesante o il movimento terra non è semplice. Come siete organizzati?

Il nostro compito non è l’intervento in caso di rottura: quello è il lavoro del gommista, ben conosciuto e gestito dai nostri partner. A noi spetta invece un ruolo di consulenza: ascoltare le esigenze del cliente, indirizzarlo verso il pneumatico e il servizio più adatti e tenere conto delle sue osservazioni nello sviluppo di nuovi prodotti. Per noi l’esperienza è fondamentale; la trasferiamo a chi sta a contatto con il cliente con una formazione continua; gli incontri qui a Rovereto non prescindono mai da una visita della fabbrica, dove si impara molto sulle tecnologie che stanno dietro a un pneumatico ricostruito.

 

Come vede il futuro della ricostruzione in Italia?

Bene, a patto che il settore sappia evolversi ulteriormente azzerando il differenziale tecnologico tra alcuni ricostruttori e le case produttrici, in particolare quelle di primo livello. I pneumatici per i nuovi camion, per esempio, sono in parte diversi da quanto si è visto prima. Se non li conosci, non puoi ricostruirli correttamente. E così si perde mercato. Noi non ce lo possiamo permettere, tenuto conto di ciò che sta succedendo dal 2007-2008 a oggi il consumo di pneumatici autocarro in Italia ha perso circa un terzo dei suoi volumi. Seguire tecnologicamente il pneumatico nuovo offrendo un ricostruito che ne prolunga la vita e ne riduce sostanzialmente il costo ci aiuta invece a sostenere e rilanciare il nostro mercato e per far ciò è essenziale poter investire in tecnologia.

 

L’approvvigionamento di carcasse buone e ricostruibili è ancora un problema?

Sì. Nei primi cinque mesi del 2014 quelle riutilizzabili sono state in calo. Molti utilizzatori le sfruttano troppo, e quindi non riusciamo a ricostruirle secondo i nostri standard. Oppure acquistano pneumatici di fascia bassa, che, anche se usati correttamente, non sopportano la ricostruzione. A soffrire di questa situazione sono soprattutto i profili standard. Quanto al nostro prodotto nuovo, il 90% delle sue carcasse ritorna nel nostro circolo, risultato molto soddisfacente.

 

Quali sono i settori del trasporto che utilizzano di più il ricostruito?

Innanzitutto il trasporto pubblico locale, dove la quota minima di ricostruiti prevista per legge, 20%, è abbondantemente superata: siamo oltre il 40. Poi la raccolta rifiuti, il cava-cantiere e il trasporto regionale. Nel trasporto merci a lungo raggio cominciamo a essere apprezzati; è un settore in cui tutto si gioca sull’affidabilità e apre il mercato solo a chi interpreta la ricostruzione correttamente.

 

Il mercato del ricostruito sta cambiando?

Sì. Molto e per varie ragioni. Innanzitutto una diversa capacità di carico dei mezzi rispetto al passato, che ne rende più impegnativo l’impiego. Poi lo sfruttamento intensivo dei veicoli, che devono stare fermi il meno possibile, e l’obbligo del labelling, che introdurrà fra un paio d’anni garanzie sempre più sostanziali e non solo formali. Insomma, molti aspetti che ci impongono di andare a velocità uguali a quelle delle case del nuovo. L’intera filiera del ricostruito (noi, ma anche i nostri rivenditori) deve marciare sincronizzata. Farlo capire è uno dei compiti della formazione che offriamo ai nostri partner; talvolta può sembrare ossessiva, ma è essenziale per la nostra sopravvivenza perché il futuro c’è, ma a garantirlo è proprio l’evoluzione tecnologica. Rimarremo altrimenti vittime di una situazione difficile da affrontare, soffrendo contemporaneamente il calo dei prezzi del nuovo e l’aumento dei costi energetici, logistici, del lavoro e, non ultimo, dei prezzi delle carcasse ricostruibili.

Marangoni è un marchio diffuso in tutto il mondo e anche il marchio Marix si sta rapidamente affacciando sui mercati esteri. Può sintetizzarci la situazione nelle varie aree per quanto riguarda la vendita dei vostri pneumatici ricostruiti?

È diversa anche secondo i vari mercati. L’Italia si sta trasformando in un paese di trasporti regionali, come è già avvenuto in Francia. Bisogna quindi avere un prodotto per queste esigenze. Luca Mai, Sales Executive Manager Commercial & Earthmover Tyres, vi può invece confermare come il settore dei pneumatici ricostruiti movimento terra ci veda leader europei e come, attraverso la rete e la notorietà in questo settore, stiamo ottenendo risultati interessanti nell’UE storica anche sull’autocarro. Nell’Est Europa la situazione è più complessa perché spesso si combatte contro prodotti di fascia bassa e la competizione è più sul prezzo. Medio Oriente e Russia sono interessanti per le gomme movimento terra, fino a 51”, dove l’unico concorrente importante è il prodotto nuovo. ¢

 



• MARANGONI, 69 ANNI DI STORIA

Alle origini del gruppo Marangoni c’è un’officina per la riparazione di pneumatici fondata a Rovereto (TN) nel 1945. L’attività di ricostruzione comincia nel 1955; già nel 1959 la società diventa un gruppo con tre divisioni: ricostruzione pneumatici, costruzione macchinari e commercializzazione. L’attuale stabilimento di Rovereto, la cui inaugurazione è coincisa con il forte sviluppo dell’organizzazione industriale, è nato nel 1969. La ricostruzione a freddo ha poi affiancato quella a caldo. Nel 1985 è stato introdotto il termovalorizzatore, alimentato con pneumatici non ricostruibili; oggi copre l’intero fabbisogno energetico dello stabilimento e lavora nel pieno rispetto dell’ambiente. Nel 1990 l’azienda acquisisce la Ellerbrock di Amburgo, che nel 1993 inaugura un nuovo stabilimento a Hurzburg e nel 2011 diventerà Marangoni Retreading Systems Deutschland. Del 1999 è la certificazione secondo le norme internazionali Ece-Onu 108 e 109; il 2002 è l’anno dello stabilimento brasiliano, il 2003 quello dell’impianto negli USA. Il 2007 aprono il centro ricerca e sviluppo a Rovereto e la rappresentanza commerciale a Shangai. Gli ultimi due stabilimenti aprono nel 2009 in Sri Lanka e nel 2013 in Argentina.

 

• UNA CATENA DI FORNITURA COMPLETA

Le attività del gruppo coprono praticamente l’intera filiera del pneumatico ricostruito. I pneumatici ricostruiti per trasporto leggero, fuoristrada e veicoli industriali sono prodotti a Rovereto e portano i marchi Marix e Renova. La divisione Retreading Systems offre tecnologie e sistemi per la ricostruzione con il marchio Ringtread e opera a livello globale con stabilimenti e sedi in Italia, Germania, Sudamerica, e Nordamerica. La Marangoni Meccanica produce macchinari per la produzione di pneumatici nuovi e, attraverso la sua divisione TRM, per la ricostruzione di pneumatici di tutti i tipi e dimensioni. Il Gruppo Marangoni è presente anche nel settore delle coperture per uso industriale, mentre Pneusmarket è l’insegna dei punti vendita partecipati dall’azienda e diffusa nell´Italia del Nord Est.

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